Bourgogne Pinot noir “Laforét” 2016: interpretazione di un sogno

Bissiamo nella degustazione di un vino che è testimone indiscusso di un’identità enoica d’Oltralpe di grande e indiscussa qualità. Tra echi di sottobosco e pindariche sensazioni balsamiche.

Recensione Bourgogne Pinot Noir Laforêt 2016 - Joseph Drouhin

Bourgogne Pinot Noir Laforêt 2016 – Joseph Drouhin (Foto © Riccardo Isola).

Ci siamo ricascati. E che bel capitombolo enoico abbiamo fatto. Dopo aver assaggiato il Bourgogne Pinot noir “Laforét” 2015 (vai alla recensione) questa volta andiamo avanti di un anno. Siamo nel 2016. Questa interpretazione del Pinot noir risente – nella sua identità – di una stagione difficile, con eventi climatici ballerini e per certi versi avversi, anche se bisogna sottolineare che non tutte le zone vinicole della Borgogna sono state colpite in modo omogeneo.

Per questo motivo il Bourgogne Pinot noir Laforét 2016 della Maison Joseph Drouhin denota una caratterizzazione un po’ diversa dal “solito”. Ma, precisiamo, rimane comunque una grande interpretazione. Forse più tagliente e laminare nella sua beva ma sempre con una preziosa carica di balsamicità e punta verde che lo rendono un ideale “sorso d’Autore”.


Recensione Bourgogne Pinot Noir Laforêt 2016 - Joseph DrouhinDegustazione Bourgogne Pinot Noir Laforêt 2016

Il Bourgogne Pinot noir “Laforét” 2016 si presenta con il suo rosso rubino molto brillante e trasparente, bellissimo e appagante alla vista.

Al naso immancabili le sensazioni di sottobosco, dai mirtilli e ribes non troppo maturi a lamponi. C’è un eco, gentile e apprezzabile, di erba bagnata e quel gentil fiore, la viola, che lo rendono ammaliante. Imprescindibile la firma di un gentile profumo di argilla bagnata e di note amaricanti di noccioli di oliva.

In bocca è intenso, apprezzabilmente tannico, verticale, snello e molto, molto persistente. 

 

Si abbina a salumi, formaggi non troppo stagionati, crostini con fegatini, primi piatti con ragù di volatili e anche a carne alla griglia con cottura al sangue.

 

DiVini connubi d’arte

L’eleganza suadente, a suo modo briosa e soprattutto fresca, del Pinot noir Laforét 2016 riporta alla mente le visioni onirico-longilinee delle “Costellazioni” del Maestro Juan Mirò.

Costellazioni - Juan Mirò

Costellazioni – Juan Mirò

La scheda del vino

Nome vino: Bourgogne Pinot noir “Laforét”
Denominazione: Bourgogne Aoc
Vitigno: Pinot nero
Vendemmia: 2016
Nome cantina: Maison Joseph Drouhin
Luogo: Borgogna (Francia)
Colore: rosso rubino
Titolo alcolometrico: 12,5 % Vol.
Temperatura di servizio: 16-18° C
Calice: medio/ampio
Punteggio: 89/100

Maison Joseph Drouhin
7 Rue D’Enfer – 21200 Beaune (Francia)
www.m.drouhin.com

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   Il nostro parere


- Salumi
- Formaggi non troppo stagionati
- Crostini con fegatini
- Primi piatti con ragù di volatili
- Carne alla griglia con cottura al sangue.

  

  

89

  Vino ecosostenibile in tutto il suo percorso produttivo

Legenda:

= Abbinamento cibo / vino

Il nostro consiglio:

= Lasciamo perdere - = Vale la spesa - = Il regalo ideale - = Il vino dei desideri

Rapporto qualità/prezzo:

= Buono - = Molto buono - = Ottimo

= Punteggio in centesimi
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Autore /


Riccardo Isola

Un viaggio tra inchiostro e liquidi nel cristallo iniziato, ahimé e purtroppo, diversi anni fa. Giornalista enogastronomico in orbita perenne attorno ai pianeti Vino e Cibo. Usurpatore, per professione e per passione, della lingua italiana. Improprio interprete, ma con dedizione e impegno, del raccontare ciò che da sempre fa grande il nostro essere italici: il Gusto. Salute!

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Scritto il: martedì, 15 maggio 2018

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