Gazzetta del Vino Piemonte

Da Gamondi un vermut piemontese a 360 gradi

Da una ricetta di fine Ottocento ideata da Carlo Gamondi, arriva un prodotto che trova nel rispetto dell’identità e del territorio, grazie al Moscato d’Asti e al Cortese, la vera forza dei suoi sorsi

Vermouth di Torino Gamondi: degustazione Rosso Superiore
Vermouth di Torino Superiore Rosso (Foto © Gamondi). 

Come ben sanno tutti il vermut (vermouth in francese) è l’unione tra vino e una selezione di spezie ed erbe aromatiche assolutamente naturali. Svariate e particolarissime congiunzioni organolettiche, rendono questo prodotto una peculiarità del made in Italy nel bicchiere. Un vino reintepretato che, nel corso del tempo, ha segnato la fortuna di Torino e del Piemonte ponendosi come l’Aperitivo, con la A maiuscola.

Il nome di questo vino fortificato deriva dal tedesco Wermut, termine che identifica l’artemisia maggioresecondo principale e imprescindibile ingrediente base per questo prodotto.

Vermouth di Torino Gamondi: Superiore Rosso

La Gazzetta del Gusto ha provato una delle interpretazioni più suadenti, particolari e di grande valore gustativo, oltre che storico, che si possono trovare in commercio. Un prodotto che ha saputo reggere nel tempo ma è stato capace di trovare una nuova chiave di lettura per posizionarsi tra le scelte dei principali bartender in circolazione.

Si tratta del Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi, una testimonianza che nasce da una ricetta risalente a fine Ottocento e ideata da Carlo Gamondi. Una grammatica di ingredienti attualizzata che costruisce un racconto ambrato dal chiaro e ben voluto imprinting piemontese. E questo vale dalle botaniche scelte e dagli ingredienti fino ad arrivare alla forma della bottiglia, che come confermano dall’azienda «richiama la pianta esagonale della fontana di Acqui Terme, città in cui è nato Carlo Gamondi».

Come si diceva sopra identità e appartenenza sono i binari su cui si plasma questo Vermouth Gamondi. La struttura liquida è composta per il 51% di Moscato d’Asti Docg, in grado di regalare un’elegante finezza di bouquet aromatico, a cui si aggiunge il Piemonte Cortese Doc capace invece di donare freschezza e armonia. 

Il quid è però dato dalle botaniche scelte. Un mix di erbe aromatiche, tra cui spicca una delicata ma pungente e tonica nota rilasciata dall’immancabile assenzio piemontese, che si arricchiscono con essenze prodotte dalle scorze fresche di arance amare liguri, dalla vaniglia del Madagascar, dallo zafferano, dalla mirra e dal sandalo rosso. Al fine di ottenere la particolare e sensuale nota cromatica tendente all’ambrato scuro si è ricorsi all’utilizzo di zucchero caramellato. 

Vermouth di Torino Gamondi: degustazione Rosso Superiore
Un cocktail con il Vermouth di Torino Superiore Rosso (Foto © Gamondi).

La degustazione del Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi

Il Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi si presenta con un vivo e intenso color ambra sfumato, soprattutto ai bordi, da una venatura giallo dorata. Il profumo, è un richiamo a ripide pareti rocciose a picco sul Mediterraneo. Florealità e frutta d’agrume si sorreggono da ventate di balsamica e resinosa presenza. Una sferzata di macchia mediterranea arricchita da nuance eteree e di speziatura dolce.

È al sorso che questa variegata tavolozza di richiami si concretizza in sensazioni calde, avvolgenti, piene e rotonde. Un sorso che entra teso e fiero e che permane, molto a lungo, grazie a una nota equilibratamente amaricante. Molto complesso è il sorso che rilascia una gradevole sensazione finale di freschezza acida e fragranza aulente. Come si diceva, un viaggio sensoriale che dal Mediterraneo porta a vivere richiami di terre esotiche e sud equatoriali.

Suggerimento degustativo

Al di là delle miriadi di combinazioni con cui questo prodotto può diventare partner sensuale e collaborativo, il nostro timido ma determinato suggerimento è quello di sorseggiare il Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi assolutamente liscio e a temperatura non superiore ai 12°, al massimo accompagnato da un paio di cubetti di ghiaccio e una scorza di arancia. Se proprio si cerca e si vuole un tocco di freschezza in più si può strizzare, ovviamente utilizzando limoni bio e non trattati, qualche goccia d’olio essenziale estratto direttamente dalla buccia d’agrume.

Divini connubi d’arte

Questo vermouth richiama al sorso le calde tensioni geometriche e cromatiche riprodotte del quadro di Pablo Picasso del 1952 (Paesaggio Mediterraneo).

Pablo Picasso, Paesaggio mediterraneo (1952).

Gamondi
Via Statale, 3 – Cossano Belbo (CN)
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Riccardo Isola

Riccardo Isola

Un viaggio tra inchiostro e liquidi nel cristallo iniziato, ahimé e purtroppo, diversi anni fa. Ambasciatore dei vini dell’Emilia Romagna, giornalista enogastronomico in orbita perenne attorno ai pianeti Vino e Cibo. Usurpatore, per professione e per passione, della lingua italiana. Improprio interprete, ma con dedizione e impegno, del raccontare ciò che da sempre fa grande il nostro essere italici: il Gusto.

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