Gazzetta del Vino Veneto

Due bianchi fortemente territoriali firmati Monte Zovo

Vini bianchi Monte Zovo: recensione del Lugana e Durello
Lessini Durello Doc Brut Millesimato 2018 (Foto © Riccardo Isola).

Lugana e Durello, due capisaldi della vinificazione in bianco che in bollicine e in interpretazioni ferme sanno soddisfare per la grande autenticità e fragranza

Dopo una parentesi forzata a causa di troppa acqua arrivata come un macigno a sgretolare e frantumare le certezze della quotidianità, ritorniamo finalmente a parlare di vino. Lo facciamo raccontando due espressioni in bianco del Veneto. Precisamente stiamo parlando del Lessini Durello Doc, interpretato in chiave spumantizzato, e del Lugana Doc. Il tutto a firma di Monte Zovo, una cantina che si distribuisce in diverse aree del “vigneto Veneto” tra il Lago di Garda e la Valpolicella, di cui già avevamo parlato, e che questa volta presenta due prodotti capaci di raccontare un territorio fortemente vocato alla vitivinicoltura bianchista.

Lugana Le Civaie Terralbe Doc di Monte Zovo

Il Lugana Le Civaie Terralbe 2022, figlio di un uvaggio 100% Turbiana, è affinato in acciaio per 5 mesi. Siamo nel territorio di Sirmione, sul Lago di Garda tra Pozzolengo e Desenzano, a circa 100 metri sul livello del mare. Qui, nella Tenuta Le Civaie, i terreni argillosi di natura morenica fortemente calacarei regalano freschezza e forte mineralità.

Recensione dei Vini bianchi Monte Zovo: Lugana
Lugana Le Civaie Terralbe 2022 (Foto © Riccardo Isola).

Alla vista si presenta di un giallo intenso con riflessi dorati mentre al naso è un’esplosione agrumata (bergamotto su tutti) ma anche floreale e vegetale. Frutta a polpa gialla, anche tropicale, rendono il bouquet complesso e molto elegante. Al sorso è un’esplosione di sale e di mineralità, allunghi fragranti di frutta a polpa gialla e agrume si abbracciano a sferzate freschissime di tropicalità. Particolarmente elegante e fine la sensazione “piccante” del pepe bianco e della mentuccia. Chiude lungo e strutturato ma comunque fresco e minerale.

Sorsi che sono perfetti come aperitivo ma anche a tutto pasto. Dal pesce di lago fino ai crostacei più nobili, non disdegna di accompagnare carni bianche arrosto o formaggi a pasta molle, anche di capra, magari conditi con erbe aromatiche.

Ottimo rapporto qualità prezzo con bottiglie che si possono acquistare sui 15 euro.

Lessini Durello 36 mesi 2018 di Monte Zovo

In questo caso siamo nel Vigneto Finetti, all’ombra dei Monti Lessini, ad un’altitudine di 700 metri sul mare. Il vitigno è la Durella al 100% vinificata con Metodo Classico Brut. Da questa viticoltura d’altura, quindi, si notano soprattutto freschezza, mineralità, snellezza e nettezza dei profumi. La sosta sui lieviti, di questo millesimato 2018, dura 36 mesi.

Alla vista, il Lessini Durello Doc Brut Millesimato 2018 di Monte Zovo si presenta di un giallo paglierino brillante con perlage fine e molto persistente; al naso i suoi 36 mesi donano fragranza e croccantezza con una bella nota di mela e di frutto a polpa gialla non troppo maturo. Florealità leggiadra si chiude con una nota piacevole di mineralità. Al sorso è solleticante, cremoso e croccante, fine e molto fresco. Sorretto da sentori di mela il sorso si fa sbarazzino e relativamente lungo per chiudere fresco e brioso.

Questo è un vino che è perfetto come aperitivo a bordo vasca o sotto l’ombrellone ma che acquista anche e soprattutto una grande capacità d’abbinamento grazie alla sua freschezza e al perlage che lo vede giusto in accompagnamento a primi piatti di pesce e crudi di mare ma anche salumi stagionati e perché no tocchi fusion e orientali in cucina.

Il prezzo vale il sorso con un costo, in cantina, di circa 15 euro.

Cantina Monte Zovo
Località Zovo, Caprino Veronese (VR)
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Riccardo Isola

Un viaggio tra inchiostro e liquidi nel cristallo iniziato, ahimé e purtroppo, diversi anni fa. Ambasciatore dei vini dell’Emilia Romagna, giornalista enogastronomico in orbita perenne attorno ai pianeti Vino e Cibo. Usurpatore, per professione e per passione, della lingua italiana. Improprio interprete, ma con dedizione e impegno, del raccontare ciò che da sempre fa grande il nostro essere italici: il Gusto.

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