Gazzetta del Vino Veneto

Tenuta la Presa: vini che respirano l’alto Veneto

Tra il grande lago e l’Adige dal 1995 la famiglia Dei Micheli gestisce i 30 ettari di nettare veronese

Vini Tenuta La Presa: l'Alto Veneto raccontato nel calice
Una panoramica di alcuni vigneti (Foto © Tenuta la Presa).

L’abbraccio tra il potente Adige e il placido lago di Garda, il tutto protetto dal possente Monte Baldo, regala un microclima invidiabile per la Tenuta la Presa in quel di Caprino Veronese. Una realtà vitivinicola che è anche relais, partita quasi trent’anni fa con 30 ettari per arrivare oggi a circa 100. Un lavoro fatto di passione, rispetto, charme e spirito d’innovazione che i proprietari perseguono ogni giorno in uno dei territori più vocati e blasonati d’Italia.

Tenuta la Presa: un wine relais in un casale del 1400

Da un casale tipico del 1400 la famiglia Dei Micheli ha deciso di costruire il proprio sogno: un wine relais di grande fascino e relax in cui, oltre alla cantina, è possibile attraversare e vivere le atmosfere regalate dal parco, arricchito da ulivi, roseti e piante aromatiche, dalla piscina e dal grande fienile per arrivare alle comode e rilassanti camere.

Vini Tenuta la Presa: l'Alto Veneto raccontato nel calice
L’esterno del casale risalente al 1400 (Foto © Tenuta la Presa).
Una delle camere del resort (Foto © Tenuta la Presa).

Territorio

Siamo nell’alto veronese. Da una parte il mite clima del lago di Garda equilibra l’impetuoso scorrere dell’Adige. Il monte Tondo protegge e regala escursioni calmierate durante l’anno in questo anfiteatro morenico molto fecondo per la vitivinicoltura. Non siamo altissimi, siamo poco sopra i 250 m slm, ma qui la pungente aria delle pre Alpi gioca il suo perché.

Vini Tenuta La Presa

La Presa produce vini di territorio. Identitari, lineari e chiari. Se il Lugana, il Chiaretto e il Bardolino strizzano l’occhio alle sponde del Garda (le vigne si sviluppano tra Sirmione, Pozzolengo e Caprino Veronese), sui rossi, secondo la nostra impressione ancora troppo sospinti da un marker di legno che nasconde la non banale identità organolettica dei sentori primari, la voce del padrone la fa sicuramente il Corvina.

Etichette Tenuta la Presa
Le etichette di Tenuta la Presa (Foto © Tenuta la Presa).

Lo testimoniano per esempio il Napoleone. Un uvaggio di Corvina 60%, Cabernet 20% e Merlot 20%, ricavato dalle vigne in località Caprino Veronese, che segue una vinificazione a seguito di appassimento per 2-3 mesi in casse da 6 kg, macerazione a freddo per 5-6 giorni accompagnata da rimontaggi giornalieri, fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio e un affinamento di minimo 30 mesi in botti e barrique di rovere (Slavonia, Francia e America settentrionale).

Altro testimone di questa impostazione presente del sorso è un Rosso Veronese IGT denominato Salassà. Uvaggio composto da Corvina 80%, Rondinella 5% e altre 15%. Qui le uve, una volta pigiate e diraspate, vengono private di circa il 25-30% del mosto e successivamente raffreddate e messe a macerare a una temperatura inferiore a 10°C. Dopo il quarto giorno la temperatura viene lasciata salire naturalmente fino a 25°C. Il vino, una volta terminata la fermentazione alcolica, viene affinato per 6 mesi in botti di cemento e successivamente in tini di rovere.

Tenuta La Presa
Località La Presa, 1 – Caprino Veronese (VR)
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Riccardo Isola

Un viaggio tra inchiostro e liquidi nel cristallo iniziato, ahimé e purtroppo, diversi anni fa. Ambasciatore dei vini dell’Emilia Romagna, giornalista enogastronomico in orbita perenne attorno ai pianeti Vino e Cibo. Usurpatore, per professione e per passione, della lingua italiana. Improprio interprete, ma con dedizione e impegno, del raccontare ciò che da sempre fa grande il nostro essere italici: il Gusto.

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