Gazzetta del Vino Toscana

Villa Santo Stefano, racconti di vini e di un amore possibile

Dalla Germania all’Italia in un viaggio di sola andata: qualità e territorio nei vini dell’azienda lucchese

I proprietari di Villa Santo Stefano
Wolfgang Reitzle e Nina Ruge, proprietari dell’azienda Villa Santo Stefano (Foto © Villa Santo Stefano)

Per Wolfgang Reitzle, proprietario di Villa Santo Stefano, Lucca ha il “sapore” di casa. Il fascino di una terra che eccelle per prodotto e bellezza ha conquistato il top manager tedesco sin da bambino, quando era solito trascorrere le sue vacanze estive in Italia.

C’è chi va e c’è chi viene, insomma, ognuno trova la sua meta ideale e la scelta di Wolfgang, dopo un passato nelle più importanti case automobilistiche del mondo, è stata semplice e diretta, dettata dalla sua passione per la Toscana.

Una nuova vita che Wolfgang condivide con la moglie Nina Ruge, celebre scrittrice e presentatrice televisiva, un amore per l’Italia e un sogno: produrre sul territorio il proprio vino preferito.

 Gli uliveti circondano la sede dell'azienda
Villa Santo Stefano, immersa tra vigneti e uliveti sulle colline lucchesi (Foto © Villa Santo Stefano)

Vini Villa Santo Stefano, tra colline, vigneti e le camelie più rare d’Italia

L’idea di un altro modo di vivere, più interessante e con gusto, circondati da panorami incantevoli: tutto inizia nel 2001 quando Wolfgang e Nina, acquistano l’ex Villa Bertolli, come casa per le loro vacanze.

Nasce così Villa Santo Stefano, ribattezzata con un nuovo nome in onore della vicina pieve del IX secolo: con il primo olio extravergine e il primo vino tutto cambia, anche il corso della loro vita.

Marito e moglie ricominciano da qui, nel paesaggio incantevole sulle colline a nord della Toscana, circondati da alberi d’ulivo e un vigneto di circa un ettaro. Poco lontano il mare, e la città di Lucca ad una manciata di chilometri.

Nel tempo, gli ettari diventano dodici, si produce un olio pregiatissimo mentre la villa si trasforma in un relais di assoluta bellezza, con otto camere esclusive. Soprattutto, i vini Villa Santo Stefano iniziano a farsi apprezzare da pubblico e critica.

Un momento di grande fermento e positività che vede in cantiere, inoltre, un Cabernet Franc in purezza e l’impegno di 11 ettari di vigneto nel territorio di Manciano, in Maremma. 

I vini Villa Santo Stefano, la degustazione
I vini dell’azienda presentati a Roma, al ristorante Al Ceppo (Foto © Malinda Sassu)

Approccio biologico, tecnologia e amore per il territorio

Un angolo di Toscana immerso in una natura amata e rispettata, con terreni e clima particolari che rispondono a vigneti autentici, in conversione biologica.

Poche ma preziose le bottiglie prodotte (circa 50.000) e una cantina altamente tecnologica dove l’enologo pisano Alessio Farnesi è la mente delle 5 etichette prodotte, coadiuvato da Alessandro Garzi, in vigna e in uliveto e da Petra Pforr al marketing e agli eventi.

Le 5 etichette di vini Villa Santo Stefano

Una produzione che non dimentica le tradizioni del territorio e l’animo del vitigno, con vendemmie manuali e attente nelle selezioni.  Ne è un esempio la spiccata salinità del bianco Gioia, Toscana IGT 2021, Vermentino in purezza che richiama nei suoi aromi la brezza marina del mare della Versilia, distante da qui appena venti chilometri. 

Lo accompagna un superbo rosato da Sangiovese e Merlot, Luna IGT Toscana 2021, dal delicato rosa provenzale e una beva piacevolissima dal lungo finale fruttato.

Vini che interpretano, nel nome e nella produzione, tutta l’essenza e lo spirito positivo dell’azienda.

Tre le etichette dei rossi, che si inseriscono in una gamma di ottimo livello. Apre la pista, l’immediatezza sincera della DOC Colline Lucchesi Sereno 2020: un Sangiovese accompagnato da tocchi di Ciliegiolo, Colorino e Canaiolo che richiama la più pura e vera tradizione locale.

Villa Santo Stefano la degustazione dei vini
Loto IGT Toscana 2021 è il primo vino prodotto dall’azienda lucchese nel 2006 (Foto © Malinda Sassu)

Le rosse passioni di Villa Santo Stefano: un fiore di Loto in un calice

Il primo vino prodotto in cantina, figlio di un’attenta selezione in vigna, non più di quattro grappoli per pianta. È un vino che conquista da subito Loto – Toscana IGT 2019, elegante e raffinato, blend bordolese di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot: le uve affinano separatamente dai 12 ai 18 mesi in barrique e sei mesi in cemento, unite in blend alla fine e imbottigliate per sei mesi.

Intenso al colore e incantevole al naso, frutti rossi e sottobosco, prugna e salvia si alternano a sfumature fumé e balsamiche, note speziate dolci e tenui. Al sorso è pieno e morbido, con tannini vellutati e un finale ricco di frutta e accenni di liquirizia. Lungo il ritorno sapido. Un’etichetta decisamente ben riuscita.

Dinamico, di ottima beva è l’ultimo nato in azienda, il Volo –Toscana IGT, frutto di un sapiente blend di Petit Verdot, Cabernet Sauvignon e Alicante.

Rubino con trama fitta, si apre su sentori di frutti rossi, per virare su chiare note floreali e accennate note balsamiche. Morbidi i tannini sorretti da una giusta acidità e lungo il finale di carrubo e prugna. Vinificazione separata delle tre varietà, unite successivamente in vasche di cemento dove il blend sosterà dieci mesi prima dell’imbottigliamento.

Villa Santo Stefano
Via della Pieve Santo Stefano, 504/B (LU)
Sito web

 

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Malinda Sassu

Giornalista, sommelier per passione e autore Wine, Food & Travel per diverse testate giornalistiche cartacee e online. Appassionata prima di tutto, del mondo e della vita, dei viaggi e della gente. Tra le mie cento passioni? Lo champagne, naturalmente…

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