Gazzetta del Vino

wine2wine 2023, una grande opportunità di crescita ancora poco sfruttata dai produttori

wine2wine 2023: un'occasione poco sfruttata dalle aziende
Un momento delle degustazioni a wine2wine 2023 (Foto © wine2wine).

La decima edizione del Forum internazionale sul wine business si è tenuta a Verona lo scorso novembre, confermandosi come occasione di incontro e sviluppo delle aziende di settore. Le stesse, tuttavia, non hanno approfittato sufficientemente dell’evento

Mai come oggi il mondo del vino italiano deve imparare a lavorare insieme, confrontandosi e uscendo dai soliti schemi. Un tentativo di aprire le menti, di stimolare, di ampliare gli orizzonti su temi concreti è fornito annualmente da wine2wine.

wine2wine 2023: una grande possibilità di network

Il progetto, nato dieci anni fa dalla mente brillante di Stevie Kim, Vinitaly Managing Partner, nel corso del tempo si è modificato ed evoluto, affrontando temi legati al marketing, alla comunicazione, alla formazione, ai nuovi trend. Sottolineiamo che la possibilità di fare network, soprattutto a livello internazionale, è altissima.

Partecipando agli incontri (purtroppo per problematiche impreviste ho potuto mio malgrado partecipare solo ad un giorno su due), sostando nei meeting point, girando fra i corridoi, devo ammettere tristemente che ho visto pochi produttori. Eppure l’evento è stato creato proprio per loro. Onestamente, non riesco a comprendere il motivo per non sfruttare un’occasione unica di confronto con relatori che giungono a Verona da tutto il mondo.

Stevie Kim, Vinitaly Managing Partner, ha ideato wine2wine (Foto © wine2wine).

Considerazioni sulle novità della decima edizione

Gli spunti di ragionamento che questo forum del business del vino offre sono molteplici. Ogni anno (sì, sono una frequentatrice seriale) torno a casa arricchita, a volte un po’ abbattuta, dato che la strada sembra ancora così lunga e soprattutto in continuo mutamento. Ma dispongo di nuovi strumenti ad ogni edizione, sta a me poi saperli sfruttare.

Non vi elenco tutti gli incontri ai quali ho assistito per fare poi un riassunto: probabilmente scorrereste via veloce, poco invogliati da resoconti dettagliati.

Vorrei invece attrarre l’attenzione su un tema che è stato affrontato per la prima volta a wine2wine 2023: la degustazione del vino. In una sala appositamente riservata (accesso solo previa prenotazione) alcune riviste di settore come Wine&Spirits, Wine Enthusiast, VinePair hanno spiegato le loro modalità di assaggio, contestualmente al tasting di tre vini serviti alla platea.

Una delle masterlass tenute per giornalisti di settore (Foto © Alessandra Piubello).

Come deve cambiare il racconto della degustazione del vino

Anche i nostri primi due Master of Wine, Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi, con Robert Joseph a moderare, hanno scelto tre vini alla cieca e hanno spiegato come ragionano i MW quando si trovano di fronte a un vino. La celebre frase «degusta come un detective e argomenta come un avvocato» è la sintesi del loro modo di approcciare il vino.

Nel calice vanno colti diversi elementi, sono indizi in base ai quali fare un ragionamento sul vino che stai degustando, sapendolo ben argomentare, prendendo in considerazione tutto, dal corredo aromatico, ai caratteri distintivi, allo stile, al territorio e ancora ancora. Va creata una mappa mentale, dividendo in categorie varietali e poi approfondendo (per esempio, per colore, acidità, tannini, salinità, finale, il ruolo del legno, ecc.) e distillando dal vino ogni informazione utile per capirlo, senza mai dimenticare la prima impressione.

La sensazione che trasmettono i due Master of Wine, mentre ci spiegano i caratteri del Pinot nero californiano piuttosto che quello italiano o borgognone è amichevole, volta a rendere l’assaggio comprensibile e divulgativo.

Il vino va raccontato con un linguaggio facilmente comprensibile da tutti e non solo da una elite (Foto © Alessandra Piubello).

Mentre degustavo in questi giorni per un articolo da pubblicare, mi sono tornati alla mente le loro parole e il loro metodo. Sappiamo molto bene quanto importante sia produrre un vino buono e quanto fondamentale sia venderlo. Ma il vino va anche comunicato. Le modalità usate finora probabilmente vanno messe in discussione.

Le persone si sono allontanate dal vino anche quando hanno percepito un linguaggio snob da setta elitaria. Bisognerebbe tornare all’essenza del vino, che è convivialità e fascinazione al tempo stesso. Il vino sa già parlare ad ognuno di noi, troviamo il modo di raccontarlo senza banalizzarlo e senza metterlo su un piedistallo.

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Alessandra Piubello

Giornalista e scrittrice veronese, degustatrice professionista, è direttore responsabile di alcuni periodici. È curatrice della guida I Vini di Veronelli e autrice per la guida L’Espresso I 1000 Ristoranti d'Italia. Collabora con le più importanti riviste di settore nazionali e internazionali. È membro di associazioni di settore e presenza costante nei più autorevoli concorsi enologici mondiali.

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