Interviste

Monia Amadori: una professionista della cucina che non ha perso la voglia di imparare

Appassionata di cucina e di bicicletta, Monia Amadori è riuscita a unire questi due interessi trasformandoli in un lavoro tramite un’associazione e una scuola di cucina.

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Monia Amadori.

Monia Amadori è una romagnola con due grandi passioni, la buona cucina e la bici, un mezzo di trasporto a costo zero che sta tornando sempre più in auge perché è ecologico, consente di fare movimento e di vivere all’aria aperta, risparmiando nello stesso tempo. Due mondi che solo apparentemente sono lontani perché, in realtà, contribuiscono ad uno stile di vita sano che tutti dovremmo seguire per stare in salute.

In virtù di questi interessi, cercando di promuovere anche il territorio della Romagna, Monia ha fondato l’associazione “CiBiCi cibi & bici” e la scuola di cucina “Cooking Passion”.

Nata come spin-off dell’associazione, Cooking Passion spazia ampiamente nel mondo della cucina, approfondendo la conoscenza delle tecniche, il contatto diretto con le materie prime, la ricerca e il rispetto dei prodotti enogastronomici, dalla loro origine fino alla tavola condividendo tutto questo con altri professionisti ed amatori.

Abbiamo incontrato Monia Amadori per conoscerla meglio e farci dare qualche utile consiglio sulla buona  cucina.

Ciao Monia grazie di aver accolto il nostro invito. Da quali studi provieni?
Ho conseguito il diploma all’istituto alberghiero e, immediatamente, mi sono dedicata a promuovere una forma di “alimentazione consapevole” che tenesse conto dei prodotti italiani ma anche di una cucina sportiva che potesse dare benessere e di facile approccio per tutti.

Sei una esperta di vasocottura. Spiegaci meglio di cosa si tratta?
In realtà si tratta di un antico procedimento, assimilabile al sistema di cottura che si effettua con la pentola a pressione. All’interno di un vasetto, avvengono diverse dinamiche fisiche ma, innanzitutto, direi che la vasocottura è una tecnica che sfrutta principalmente i due concetti della bassa temperatura e dell’assenza di aria. Ciò ha conseguenze positive sugli alimenti: conservazione del sapore e degli aromi, mantenimento del colore vivo, proprietà nutrizionali intatte dopo la cottura, cucina con pochi grassi, tempi ridottissimi e shelf-life dei cibi cotti più lunga (e quindi possibilità di cucinare in anticipo).

Come mai ti sei avvicinata a questa tecnica?
Da sempre una delle mie mission è stata quella di “diffondere” la cultura del cucinare in casa, in maniera sana, conoscendo la materia prima per trattarla correttamente. Ogni tecnica di cottura ha una propria validità e un alimento o una ricetta si presta meglio ad un sistema di cottura piuttosto che ad un altro. Io cercavo però un metodo che portasse a cucinare anche chi dice “non ho tempo”, chi insegue una cucina salutistica e, non ultimo, chi pratica sport. Attraverso la vasocottura non ho denaturazione proteica né perdita enzimatica, non ossido gli alimenti, uso pochissimi grassi (sono contraria alla loro totale eliminazione), lavoro con ampio anticipo, conservo efficacemente, preparo un pasto completo in pochissimi minuti.

E sei riuscita nel tuo obiettivo?
Direi di si perché ho informato tanti appassionati di cucina su questo argomento e, con molta soddisfazione, ho trovato anche colleghi chef che mi interrogano sui meccanismi “racchiusi” dentro il vasetto; ciò dimostra che le caratteristiche della vasocottura possono essere sfruttate con soddisfazione anche su scala professionale.

Raccontaci la tua passione per la bicicletta e su cosa si basa il connubio bici e cibo
Ho iniziato ad andare in bici da strada a otto anni, una passione ereditata da mio padre. Cucino, per quanto possa averne memoria, dagli undici anni di età. Come potevo non unire queste due passioni? Ancor più dopo aver vissuto anni in cui facevo veramente tanti chilometri in bicicletta affrontando percorsi impegnativi e facendomi domande su cosa e quanto mangiare, sia per la performance sportiva, sia per stare bene. Quindi ho imparato ad elaborare una cucina ideale che mi offrisse tutti i nutrienti necessari anche in caso di massimo sforzo fisico e senza ricorrere ad integratori. Un’alimentazione corretta e “su misura” vale tanto quanto un buon allenamento.

Sei una cuoca molto amata ed i tuoi corsi sono sempre pieni. Qual è il tuo segreto?
Non c’è alcun segreto particolare. Se un merito me lo devo riconoscere è forse quello di essere riuscita a trasmettere la passione per le cose che faccio. Credo che la formula vincente sia stata quella di essermi sempre messa nei panni degli allievi che frequentano la scuola, con la consapevolezza che in questa professione non si finisce mai di imparare.

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Gabriella Gasparini

Gabriella Gasparini

Una mamma ai fornelli. Personaggio vulcanico e sempre alla ricerca di stimoli ed esperienze nel mondo della gastronomia. Nata a Carpi (MO) è chef, scrittrice e vanta una solida esperienza in programmi TV. Tra le tante cose, collabora con TRC Tv per la rubrica di cucina “Nosterchef”, tiene corsi di cucina ed è Visualfoodist. Con Alle Tattoo ha scritto il libro “Cotto e Tatuato”.

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Scritto il: lunedì, 3 Ottobre 2016

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