Nel suo ultimo saggio, il giornalista Angelo Peretti trasforma la scrittura enologica in un esercizio di attenzione. Un libro colto e personale, nel quale il calice diventa il pretesto per parlare di felicità, tempo e memoria
Forse la felicità non è qualcosa che si possiede. Forse arriva, piuttosto, mentre si è occupati a fare altro. Si manifesta in un profumo riconosciuto all’improvviso, in un ricordo che torna senza essere stato chiamato, in una bottiglia aperta con la persona giusta. E poi passa. O, più semplicemente, non ci si accorge che è già lì.
Il vino conosce bene questa condizione. È materia da osservare e da ascoltare prima ancora che da bere. Può raccontare un paesaggio, riportare alla mente un’estate lontana, accendere immagini che sembravano perdute.
È proprio su questa necessità di sottrarsi alla velocità delle cose che ruota “Il profumo del bicchiere mezzo pieno”, il nuovo libro del giornalista e critico enogastronomico Angelo Peretti, pubblicato da Edizioni Ampelos. In 260 pagine, il volume attraversa ricordi, assaggi, incontri e suggestioni culturali, affidando al calice un compito che va ben oltre la degustazione: fermarsi, osservare e provare a comprendere ciò che spesso sfugge.
Appunti ritrovati e sorsi di consapevolezza
Tutto comincia con una domanda: «Saremo felici mai?». Angelo Peretti la ascolta nella voce di una cantautrice italiana, e qualcosa si arresta. Un bicchiere di vino bianco resta sul davanzale, le cuffie vengono tolte, gli occhi vanno verso una libreria dove sono conservati faldoni di appunti. Sono anni di scritti sul vino, annotazioni, articoli.
Rileggendoli, l’autore comprende che a tenerli insieme non è soltanto la materia enologica, ma proprio quella domanda.
Da quel momento, il libro cambia prospettiva. Non cerca una risposta definitiva, e forse questa è la sua scelta più intelligente. Cerca piuttosto di osservare la felicità nelle sue manifestazioni più ordinarie.
Il titolo potrebbe far pensare all’ennesima variazione sulla contrapposizione fra ottimismo e pessimismo. Angelo Peretti, invece, sposta lo sguardo. Il bicchiere non è mezzo pieno o mezzo vuoto: è un bicchiere intero, e le sue due parti sono necessarie l’una all’altra.
Cento frammenti per raccontare una vita
Sono circa cento testi brevi e indipendenti a comporre il libro, seguendo un percorso libero e frammentato.
Il vino resta il filo che li unisce, non come destinazione ma come punto di osservazione privilegiato per guardare la realtà, fermarsi un poco e recuperare il valore di ciò che spesso passa inosservato.
Potrebbe sembrare una contraddizione per un autore che da oltre trent’anni scrive e si occupa di vino, eppure Il profumo del bicchiere mezzo pieno riesce a essere interessante anche quando il calice smette di occupare il centro della scena.
È un libro volutamente irregolare. Talvolta sembra quasi voler prendere strade secondarie per il gusto di percorrerle: Angelo Peretti, infatti, non accompagna il lettore lungo un sentiero rettilineo, piuttosto lo invita a seguirlo nelle deviazioni. E in quelle deviazioni, il libro trova spesso le sue pagine migliori.
I profumi che non abbiamo sentito
Tra le pagine più riuscite c’è il capitolo “Fragranze”, costruito attorno a un desiderio espresso da Anna dai capelli rossi, la protagonista dei racconti di Lucy Maud Montgomery: poter vedere i profumi oltre che annusarli.
Da qui l’autore sviluppa una riflessione molto precisa. Ci sono profumi che non percepiamo perché siamo distratti. Accade quando si cammina e si guarda continuamente il telefono, o davanti a un bicchiere bevuto senza attenzione, quando alla fine resta soltanto il dubbio di non averlo davvero assaggiato.
La rosa, la violetta, il lampone e la cannella diventano così qualcosa di più di un repertorio aromatico. Sono ciò che si è rischiato di perdere. È qui che la scrittura di Angelo Peretti trova una delle sue espressioni più convincenti: i profumi diventano una lingua dei sentimenti. L’amore può sapere di una casa condivisa o di torta di mele, per esempio, o la fiducia avere l’odore rassicurante delle madri.

Chi è Angelo Peretti, giornalista e critico del vino
Nato a Garda nel 1959, Angelo Peretti è giornalista e critico del vino da oltre trent’anni. Dirige il giornale online The Internet Gourmet, ha collaborato con importanti guide di settore, ha lavorato alla redazione di piani strategici per consorzi di tutela e ha pubblicato manuali dedicati ai vini e agli abbinamenti tra cibo e vino.
Per Edizioni Ampelos aveva già firmato Esercizi spirituali per bevitori di vino, pubblicato nel 2023 e riconosciuto autore dell’anno dai Wine Travel Awards, oltre a ricevere il premio Michele D’Innella da Vinibuoni d’Italia e Touring Club Italiano. L’anno successivo è arrivato Manuale di autodifesa per astemi. Una bibliografia che conferma la sua lunga familiarità con il tema, ma che rende ancora più interessante la natura di questo nuovo lavoro.
Angelo Peretti lo considera il libro più intimo e personale della sua produzione. È nato lentamente, attraverso appunti, pause, ripensamenti e successive riscritture, fino a trovare una direzione precisa attorno all’idea di felicità.
Le domande restano a tavola
La domanda iniziale continua anche quando il libro si avvicina alla fine. L’autore raccoglie novanta risposte, ma comprende che nessuna può essere definitiva.
L’autore, del resto, non vuole chiudere il discorso. Preferisce lasciare il lettore davanti a nuovi quesiti, come accade quando una bottiglia finisce, se ne apre un’altra e intanto qualcuno introduce un nuovo argomento.
Il profumo del bicchiere mezzo pieno non è un trattato sulla felicità e nemmeno una semplice raccolta di racconti sul vino. È un libro di pensieri, ricordi e associazioni. Un libro che restituisce valore a ciò che rischiamo di attraversare senza accorgercene. Un vino bevuto con attenzione, un profumo nell’aria, una vacanza lontana, una domanda ascoltata in una canzone.
Forse la felicità non è più vicina quando il bicchiere è pieno. Forse, suggerisce Angelo Peretti, occorre prima imparare a riconoscere ciò che contiene, e perfino ciò che lascia libero.
Perché anche il vuoto, qualche volta, ha un profumo. E merita di essere respirato.
Il profumo del bicchiere mezzo pieno
Autore: Angelo Peretti
Pagine: 260
Editore: Ampelos
Acquistabile al link www.edizioniampelos.it

