Un secolo di storia quello delle mura di Algiubagiò, che oggi vede protagonista in cucina un veneto doc, Daniele Zennaro. Materie prime locali, tradizione a volontà ma anche tanta fantasia nell’offrire, in un contesto elegante e accogliente, piatti ricchi di gusto, ricercatezza e originalità!
Paese che vai, tavola che trovi. La interpretiamo un po’ a modo nostro: l’Italia offre tradizioni enogastronomiche identitarie e ben radicate nella storia in ogni suo angolo, dai piccoli centri ai borghi sparsi tra le colline.
Dove si mangia bene a Venezia? Ecco un consiglio!
Più complicato quando si mette piede in città diventate negli anni poli di un turismo internazionale marcato e incessante. Un caso sopra tutti? Venezia. Ecco allora la domanda più importante: dove si mangia bene a Venezia? Qual è un ristorante che si distingue da una trattoria per la cura del piatto e l’ambiente ma offre comunque una cucina tipica, autentica, magari identitaria? Un locale dove immergersi nella tradizione veneziana circondati da un’atmosfera suggestiva, elegante e accogliente allo stesso tempo? Noi ve ne consigliamo uno: Algiubagiò.
Algiubagiò, la tradizione veneziana a Cannaregio
Qui si mixano in una ricetta unica, che funziona – anche in un panorama spesso confuso come quello ristorativo veneziano -, un pizzico di storia imprenditoriale degna di nota, una mano in cucina esperta, locale e personale, una location unica, dallo stile interno personalizzato alla palafitta esterna, unica nella zona di Cannaregio.
La cucina di Daniele Zennaro
Volto storico di Venezia e da anni socio della prestigiosa associazione Euro-Toques Italia, lo chef Daniele Zennaro arriva ad Algiubagiò da esperienze di grande valore per la Laguna a tavola: prima gli anni al Vecio Fritolin, poi il periodo come chef de cuisine al Ristorante Canova dell’Hotel Baglioni Luna.

Materia prima di qualità, stagionale, locale. Certo, quando serve, si spazia sul territorio nazionale ma Daniele casa sua la conosce bene – è originario di Rosolina, in provincia di Rovigo, ma Venezia l’ha adottato a tutti gli effetti -, si rifornisce di erbe spontanee da produttori della zona, amici, fornitori da sempre. Tradizione, perché quella non può mancare quando sei veneto in Veneto e cucini per chi quel tuo territorio lo vuole conoscere anche dal punto di vista gastronomico.
Ma allora, cosa rende davvero speciale la cucina di Daniele? La risposta è: fantasia, personalizzazione, rivisitazione.
Piatti come il classico baccalà mantecato si trasformano in un Baccalà in osmosi con acqua di cavolo viola e poi fritto, con sopra della polpa di cavolo viola e sotto del cavolo nero.
Ortaggi come il carciofo, introdotto nella cucina veneziana dagli ebrei, rivivono in una combo azzeccata con patate alla senape e lumache alla bourguignonne.

Il Raviolo di gallina, tipico del mondo contadino dei colli Euganei, si trasforma in una deliziosa portata di alto profilo quando viene preparato nella sua versione classica con ingredienti di qualità e servito con salsa di crescione e zabaione con gress.
Dulcis in fundo, a testimonianza della lungimiranza dello chef e dell’amore per il suo territorio, il suo specialissimo Crudo di mare – “Venessia ze un pesse”: sei pesci differenti in tartare a disegnare la mappa di Venezia sul piatto, ognuno associato a una “zona”. Semplice, forse, ma azzeccata, comprensibile da tutti e personale, fortemente personale.

Quando le mura possono parlare: una storia lunga oltre un secolo
Una storia, quella di Algiubagiò, che ci viene raccontata dal titolare Giulio Antonello. Si comincia nel lontano 1920, quando l’attuale ristorante era un semplice bar, noto ai più come “bar dei buranelli”. Da lì un’evoluzione continua: si trasforma in cocktail bar, all’insegna della qualità nel bicchiere; poi diventa pizzeria e si prende ulteriore spazio, e ancora ristorante e pizzeria, fino alla definitiva inversione di rotta: da Algiubagiò alta cucina con impronta veneta.

Non è sempre stato facile, le peripezie sono state molte, gli investimenti, i rischi, ma Giulio non ha mai ceduto, e nel suo locale ci mette anima, corpo e mestiere. Sì, perché oltre a sovrintendere la sala, è proprio lui a realizzare la parte superiore dei tavoli in legno, creando un ambiente artigianale e sofisticato allo stesso tempo.
Una terrazza affacciata sulla laguna
Sono 70 i coperti interni, ma raddoppiano nella bella stagione – che inizia a seconda del meteo, niente di fisso. Una bellissima terrazza che si affaccia sulla Laguna e sull’Isola di Murano e San Michele diventa spazio privilegiato per quei commensali che cercano relax, vista e buona cucina lontani dal frastuono del centro.

La terrazza non è soltanto uno spazio dedicato a pranzo o cena, ma anche l’occasione per una colazione, un aperitivo, per stuzzicare qualcosa. Algiubagiò è aperto tutto il giorno e tutto il giorno accoglie i suoi clienti in un ambiente prima di tutto ospitale.
Ristorante Algiubagiò
Fondamenta Nuove, Cannareggio 5039 – Venezia
Tel. +39 041 52 36 084 | www.algiubagio.net

