Scegliere la carne e consumarla comodamente sul posto come nelle vecchie macellerie con cucina, magari accompagnata da un calice di rosso e con un bel caffè della Moka a fine pasto, che non guasta mai. Abbiamo provato per voi il nuovo concept de Il Mannarino, nella macelleria di via IV Marzo a Torino
Comprare buona carne e consumarla preparata sul posto in un’atmosfera informale e conviviale al tempo stesso: è questo il format de “Il Mannarino”, insegna di macellerie di quartiere con annesso ristorante che attinge alla vecchia tradizione delle macellerie con cucina e in particolare dei “fornelli” pugliesi.

Nata nel 2019 dall’intuizione degli imprenditori Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, oggi l’insegna conta 18 punti vendita tra Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Siamo andati a provare per voi quello torinese, in via IV Marzo a Torino, proprio nel cuore del Quadrilatero Romano e a due passi dal Duomo e da Palazzo Reale.

Il Mannarino Torino: macellerie con cucina
Aperto dal 2023, assieme al suo locale gemello in via della Rocca, sempre nel centro cittadino, il punto vendita di via IV Marzo offre sette giorni su sette un’esperienza in cui la carne è la grande protagonista. La si può acquistare al banco fin dal mattino, lasciandosi consigliare dal macellaio di fiducia, oppure si possono scegliere diversi tagli e prodotti tipici e decidere di gustarli comodamente nella zona pranzo accanto alla macelleria. E per chi preferisce la comodità di casa, il servizio online garantisce consegne in tutta Torino e, ovviamente, nel resto d’Italia.

Il banco delle carni ci accoglie all’ingresso quasi fosse un vero e proprio menù da “leggere”, con l’aiuto anche del macellaio che è presente in ogni punto vendita. Da qui, infatti, parte l’ordine e poi ci si va a sedere in attesa che le pietanze vengano cotte a puntino.

Dalla scelta alla degustazione in loco
La scelta spazia dalle tipiche specialità del sud, come le bombette pugliesi preparate a mano ogni giorno, gli arrosticini abruzzesi, le salsicce, le polpette della nonna fino ai tagli più classici come la Costata Fiorentina o il filetto di Angus, il tutto da accompagnare con antipasti, contorni e un buon calice di Primitivo della casa o un boccale di birra. Per concludere, ai più golosi consigliamo di non perdersi anche il menù dei dolci e in particolare il cannolo scomposto e il gelato al fiordilatte, mentre siamo sicuri che gli amanti del caffè non potranno che apprezzare il servizio con la Moka!

Agli affezionati della pausa pranzo di qualità, dal lunedì al venerdì, è dedicata la formula business lunch, con un piatto principale a scelta da abbinare a un contorno, acqua e caffè, pensata per essere consumata nei classici 45 minuti della pausa lavoro. E infatti, quando arriviamo noi, attorno alle 13, la sala si riempie a poco a poco di una clientela molto variegata, composta non solo di impiegati e habitué, ma anche di madame torinesi, studenti stranieri e turisti di passaggio, tutti attirati dalla qualità delle materie prime e dall’efficienza e cortesia delle persone che gestiscono il locale.
Il locale, informale e conviviale
La sala da pranzo è arredata in modo informale, con gradevoli rimandi al mondo rurale, a partire dalla pianta di ulivo centrale (finta ma di grande impatto!). I tavoli sono imbanditi con cesti di taralli e pane pugliese e l’immancabile olio EVO: immediato ristoro per chi arriva con la classica fame da lupo, dopo una scarpinata in centro o dopo una mattinata di lavoro.

Ogni dettaglio ricrea l’ambientazione della tipica macelleria con cucina del sud Italia, dove un tempo si mangiava la carne cotta al momento nel loro forno a legna. Queste macellerie sono diventate oggi una vera e propria attrazione turistica, soprattutto nei borghi più visitati della Valle D’Itria in Puglia, come Cisternino, Martina Franca, Locorotondo, Alberobello.
Grandi tovaglie a quadri, carne cotta su spiedi e un buon bicchiere di rosso sono i tratti distintivi di questi tipici “fornelli” pugliesi e l’intuizione dei founder di Mannarino è stata proprio quella di ridefinire, in chiave moderna, il concetto stesso di macelleria con cucina trasformandola in un luogo di incontro e gusto, sia a pranzo che a cena.
«In Italia non si mangia, ci si siede a tavola – raccontano Gianmarco Venuto e Filippo Sironi –. L’atto stesso di mangiare diventa ricerca di esperienze, di connessioni con le tradizioni, con i ricordi e le persone che amiamo. Il Mannarino nasce per dar vita a un posto dove i sapori parlano di identità e territorio. Le persone sono il sale e la condivisione un contorno naturale».
Perché il nome Il Mannarino?
Il termine “Mannarino” deriva dall’antico coltello da cucina usato dai macellai, ma nel tempo ha finito per identificare il macellaio stesso: una figura di fiducia che, con esperienza e passione, guida i clienti nella scelta dei migliori tagli di carne. Le macellerie de Il Mannarino, sempre aperte 7/7, sono infatti un vero e proprio punto di riferimento per chi ama acquistare e gustare carne di qualità, scambiando due chiacchiere con il proprio “Mannarino” di fiducia, come si faceva un tempo.

Un vero disciplinare per controllare la filiera
Dagli allevamenti alla tavola, ogni fase della filiera è controllata grazie al “Disciplinare de Il Mannarino”, un vademecum ideato dai fondatori con l’obiettivo di definire e coordinare le attività di allevamento con i piccoli produttori selezionati, al fine di garantire l’elevato standard qualitativo di tutti i prodotti della filiera e tutelare il benessere degli animali. Il documento segue la strategia “Farm to Fork (F2F)”, il piano decennale messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente, che coinvolge l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo.
«Ad esempio, – spiega Alessio che gestisce il locale di Via IV Marzo – attualmente collaboriamo con due allevamenti in Piemonte. In entrambi vengono allevate tre tipologie di animali: razza Piemontese Fassona, Vacca Madama Bianca Fassona e Angus italiano. Per diversi prodotti, attraverso questo lavoro, oggi riusciamo a controllare l’intera filiera produttiva – dall’allevamento in stalla alla lavorazione all’interno del laboratorio – fino all’esposizione nelle macellerie con cucina».

La filosofia “nose to tail”
I tagli più grossi vengono lavorati presso il MannaLab, il laboratorio con sede a Monza che è il cuore produttivo dell’insegna: qui la lavorazione della carne avviene nel rispetto della filosofia “Nose to tail”, che valorizza ogni parte dell’animale, riducendo gli sprechi: in tal mondo oltre lombi, costate o tomahawk, si ottiene anche carne per ragù di altissima qualità, tagli per la produzione delle bombette e delle amatissime polpette, tagli per la produzione della tartare di Fassona e della salsiccia Zampina. Altre tipologie e tagli di carne, invece, vengono sempre selezionati da piccoli produttori, seguendo sempre i dettami del Disciplinare del brand.
Una curiosità “pet friendly”
Siete in giro con il vostro amico a quattrozampe e anche lui ha fame? Nessun problema, perché Mannarino propone anche per lui una formula dedicata: la “Pappa” a 5 euro. Siamo sicuri che il vostro fidato compagno apprezzerà moltissimo!
IL MANNARINO TORINO
Via della Rocca, 4 | Via IV marzo, 12C
www.ilmannarino.it

