Tra legno, bottiglie alle pareti e un servizio che torna protagonista, Osteria Serafina racconta una Milano più lenta e conviviale. In carta, piatti italiani che guardano alla tradizione senza restare fermi al passato
Bottiglie di vino tra gli scaffali a riempire le pareti, colori tenui e legno a scaldare l’ambiente; un servizio di sala attivo, empatico, grintoso, che passa tra le sedute e al tavolo porziona, lavora, serve, ridando al cameriere quella nobiltà spesso sacrificata nei nuovi concept gastronomici.
Si entra così all’Osteria Serafina a Milano, indirizzo madre di un format tanto fresco quanto nostalgico. Un’atmosfera a dir poco accogliente, familiare, capace di rallentare le lancette dell’orologio permettendo a chi si accomoda di godere di una serata in cui la vera convivialità va a braccetto con quelle ricette rassicuranti, che traggono ispirazione dal passato con i prodotti migliori del presente.
Spegnete il telefono, lasciatevi coccolare dal brusio felice di famiglie e amici che occupano i tavoli del locale piccolo ma capiente, ordinate prima il vino. La carta è varia, spazia per tutto il Belpaese e non solo. Per un vino da tutto pasto andiamo oltre la convenzionale bolla e scegliamo uno dei rosati in lista: il Vetere di San Salvatore 1988, Rosato IGP Paestum da Aglianico in purezza.
La cucina: tradizione italiana con uno sguardo al presente
La scelta tra i piatti non è semplice. Ricette della tradizione come La nostra Gricia, Milanese & Midollo o la Costoletta alla milanese; portate fresche adatte alla stagione come la Tartare di porcini o la Catalana di polpo e gamberi; must immancabili come i Mondeghili, la Linguina agli scampi o il Filetto alla brace.

Iniziamo con un Polpo alla scapece, grande classico della tradizione mediterranea. La porzione è abbondante, la morbidezza del polpo e il carattere deciso delle zucchine marinate con aceto si completano con un tocco di menta, quella freschezza che, un po’ come l’acidità nel vino, invita a continuare l’assaggio finché non si è sazi.

Tra i carpacci scegliamo quello di pesce spatola scottato: non tra i più blasonati e proprio per questo da apprezzare, servito con pak choi e spinto dall’intensità aromatica della bottarga.

Dal pesce alla carne, Costine di manzo cotte a bassa temperatura per 36 ore. Il classico taglio che si spezza con la forchetta, adagiato su un puré che sa di buono, di coraggioso (ancora pochi i ristoranti che lo propongono in menu) e di… osteria. In alternativa, l’uovo con spuma di taleggio e tartufo, un grande classico ben interpretato.

Una Crema catalana o un Tiramisù home made chiudono dolcemente l’esperienza all’Osteria Serafina.
Va scelto da chi decide di dedicare del tempo a sé, al piacere della tavola e alla condivisione, a pranzo o a cena, in coppia o in compagnia. A ciascuno lo staff dedicherà sempre lo stesso trattamento: empatia, spazio, una grande selezione di vini e piatti che non prescindono mai da un’accorta selezione della materia prima, da lavorazioni fatte in casa ove possibile e da un grande rispetto per la tradizione gastronomica italiana.
OSTERIA SERAFINA
Via Luigi Sacco, 9 – Milano
Tel. +39 389 929 9450 | www.osteriaserafina.com


