Dalla selezione del pescato alla centralità dell’aragosta, il lavoro dello chef Giuliano Pistis definisce una cucina coerente con il contesto marino e sostenuta da una carta vini radicata nel territorio
C’è un angolo di Sardegna dove il tempo sembra essersi fermato, non per pigrizia, ma per rispetto verso una bellezza che non ha bisogno di artifici. Ad Alghero, tra i ciottoli lucidi del centro storico e il respiro salmastro delle mura, il Ristorante La Lepanto è da decenni il custode di una tradizione che si nutre di onde e di storia.
Varcare la soglia di questo locale storico significa immergersi in un’atmosfera elegante ma calorosa, dove l’accoglienza sorridente della signora Lorena e del suo staff anticipa l’emozione del palato. Se siete alla ricerca di un’esperienza che sappia di sale, di sole e di maestria culinaria, sedetevi ai tavoli di questo locale di charme. Lasciate che Giuliano Pistis vi racconti la sua Sardegna: un boccone alla volta, tra un brindisi e il tramonto che si tuffa nel porto di Alghero…vi assicuro che l’esperienza gustativa varrà il viaggio.

Ristorante La Lepanto: materia prima e sguardo al futuro
Nonostante la sua storia pluridecennale, La Lepanto oggi è una realtà valorizzata da una gestione dinamica che punta tutto sulla qualità estrema. Il pesce non è solo “fresco”, è selezionato con l’occhio di chi conosce le correnti e i tempi della pesca. Ogni portata riflette una cura meticolosa, dalla presentazione scenografica dei piatti alla carta dei vini che celebra i migliori vitigni dell’isola.
La cucina
L’anima pulsante dei fuochi è lo chef Giuliano Pistis. La sua non è una semplice esecuzione, ma un dialogo costante con la materia prima d’eccellenza. Pistis è un maestro degli accostamenti unici, capace di valorizzare il pesce fresco di giornata con una creatività che non tradisce mai l’identità del territorio.
Il menu è un inno alla “sarda nobiltà”. Nello specifico, per iniziare le proposte vanno dal Carosello di Antipasti (una danza di sapori che conquista ogni avventore) alla caprese di mare alla Lepanto con stracciatella, datterino e gamberi, dalla zuppetta di cozze in rosso con crostini al timo alla bottarga di muggine su cuore di sedano. Ottimi anche il tris di tartare della Lepanto e la Sinfonia di crudi di mare.

Variegati e dai sapienti abbinamenti, i primi piatti sorprendono e appagano il palato: oltre agli iconici tagliolini all’aragosta che profumano di scoglio e della dolcezza del mare, consigliatissimi i tortelli di pescatrice, gambero, melanzane e ristretto di crostacei al lime e la Fregula sarda tostata su variazione di mare con jus allo zafferano.

Imbarazzo della scelta anche per i secondi, tra cui il pescato del giorno alla griglia o in tegame, il tonno scottato su fresca carapigna, lime e menta fresca, la frittura di calamari e gamberi rossi con mayo al wasaby.
E poi c’è lei…la protagonista assoluta…l’Aragosta alla Lepanto (bollita e condita con olio extravergine di oliva, sale, pepe, limone, aceto balsamico, pomodoro, cipolla e arancia): il piatto che ha reso celebre il locale, un omaggio al crostaceo più nobile del Mediterraneo. Un prodotto pregiato e di altissima qualità che, insieme all’astice blu, viene proposto anche in altre versioni, tutte eccellenti: all’algherese (bollito e servito con salsa a parte con olio evo, limone, aceto sale e pepe) e alla catalana (bollito e condito con olio evo, pepe, sale, aceto, limone, pomodoro, sedano e cipolla).

Per concludere degnamente il pasto non rinunciate al formaggio pecorino arrosto in crosta di Carasau o al dessert. Che siano le seadas con miele e confettura di arance; le delicate tumbarelle di Franca con ripieno di ricotta, noci aromatizzate al limone e miele di montagna o la crema catalana su millefoglie alla menta e frutti di bosco…non ve ne pentirete, sono tutte autentiche delizie! Il servizio attento e la carta dei vini ben costruita, con un’ampia selezione di etichette, completano l’esperienza.

I vini in abbinamento
In abbinamento ai suoi magistrali piatti lo chef Giuliano Pistis suggerisce due etichette simbolo del territorio, capaci di esaltare la delicatezza dell’aragosta e la sapidità del pescato locale senza sovrastarli.
L’Akènta Vermentino di Sardegna DOC Extra Dry, prodotto dalla Cantina Santa Maria La Palma, è un Vermentino che “nasce dal mare”, letteralmente, in quanto una selezione delle bottiglie viene affinata in cantine subacquee a circa 40 metri di profondità nelle acque del Parco di Porto Conte.
Nel calice si distingue per bollicine fini e persistenti, pensate per accompagnare l’apertura del pasto. Al naso emergono profumi di fiori bianchi e agrumi, mentre l’assaggio rivela sapidità, con richiami quasi salmastri che rimandano al contesto di affinamento.
È il compagno perfetto per gli antipasti di mare e per il polpo alla griglia. La sua freschezza contribuisce a pulire il palato e a valorizzare le note più delicate dei crostacei.
Tra le etichette storiche della Sardegna, l’Anghelu Ruju – Alghero Liquoroso Riserva rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della tradizione enologica di Alghero. Prodotto da Tenute Sella & Mosca, tra le realtà più estese del panorama europeo, questo vino liquoroso nasce da uve Cannonau lasciate appassire al sole sui graticci, secondo una pratica che richiama consuetudini antiche. Il risultato è un vino che restituisce, già nel colore e nei profumi, un legame diretto con la terra rossa del territorio e con il paesaggio che circonda le tenute, segnato anche dalla presenza di necropoli preistoriche.
Il servizio
L’esperienza prosegue in sala, dove l’ambiente è intimo e raccolto, con arredi semplici ma eleganti. Nel complesso, un pranzo o una cena a La Lepanto rappresentano un viaggio nel tempo e nei sapori dell’isola. Il mare, elemento costante, arriva in tavola attraverso preparazioni che privilegiano materia prima e rispetto delle sue caratteristiche.
L’Aragosta, l’elisir rosso del Mediterraneo
Non si tratta soltanto di una scelta legata al prestigio della materia prima: l’aragosta vanta anche un profilo nutrizionale di rilievo. La sua carne, compatta e delicata, apporta proteine nobili (circa 20 grammi per 100 grammi), utili per il mantenimento dei tessuti e generalmente ben digeribili.
Dal punto di vista lipidico, si distingue per la presenza di acidi grassi Omega-3, associati al corretto funzionamento del sistema cardiovascolare e a effetti positivi sull’equilibrio dell’umore. A questi si affianca una dotazione significativa di minerali, tra cui selenio – coinvolto nella funzionalità tiroidea -zinco, calcio e fosforo.
L’apporto calorico contenuto, intorno alle 85 calorie per 100 grammi, la rende adatta anche a regimi alimentari orientati alla leggerezza. Completa il profilo la presenza di vitamina B12, essenziale per il sistema nervoso e per la formazione dei globuli rossi.
Cosa vedere nel centro di Alghero
Dopo il pranzo, il centro storico si esplora a piedi, tra vicoli lastricati e scorci sul mare. Da via Carlo Alberto si entra nel Carrer Mercaders, cuore commerciale della città antica.
Mura e panorami
- Bastioni Marco Polo e Cristoforo Colombo: passeggiata con vista sulla rada e su Capo Caccia
- Torre di Sant’Elmo: uno dei punti panoramici più suggestivi sulla baia
- Porta a Mare (Porto Salve): collegamento scenografico tra porto e Piazza Civica
Architetture storiche
- Chiesa di San Francesco: esempio di gotico catalano con chiostro medievale
- Chiesa di San Michele: celebre per la cupola policroma
- Cattedrale di Santa Maria: edificio del XVI secolo con stratificazioni stilistiche
Artigianato e cultura
- Museo del Corallo: dedicato alla lavorazione dell’oro rosso
- Botteghe del centro: gioielli in corallo e manifatture locali, soprattutto in via Gilbert Ferret
Escursioni nei dintorni
A pochi chilometri, il Parco di Porto Conte è un’area naturale protetta e Area Marina che riunisce paesaggio, biodiversità e stratificazioni storiche. Definito come un vero museo ambientale a cielo aperto, è l’unico in Sardegna riconosciuto da una legge regionale e custodisce testimonianze che attraversano millenni.
All’interno del parco si trovano poli di visita e percorsi tematici: da Casa Gioiosa, con il Museo multimediale della memoria dedicato alla bonifica della Nurra, a installazioni e spazi espositivi che spaziano dal racconto naturalistico a quello divulgativo, tra cui il tunnel immersivo Teléia sugli ambienti marini e la mostra AlgueRex dedicata alla Sardegna preistorica.
Nel promontorio di Capo Caccia si apre uno degli scenari più noti del territorio, quello della Grotta di Nettuno. Si tratta di un complesso carsico di grande impatto, tra i più visitati del Mediterraneo, con oltre 150 mila ingressi annui. La grotta è accessibile via mare, con imbarcazioni in partenza dal porto turistico, oppure via terra attraverso la “Escala del Cabirol”, una scalinata di circa 660 gradini scavata lungo la falesia, che conduce direttamente all’ingresso.
Hotel Punta Negra, charme e comfort
L’offerta ricettiva di Alghero è varia e raffinata: boutique hotel nel centro storico, resort affacciati sul mare e strutture di charme immerse nelle campagne circostanti. Un sistema dell’ospitalità che, negli ultimi anni, ha orientato la propria proposta verso standard elevati di accoglienza, attenzione al comfort e crescente sensibilità ai temi della sostenibilità.

Se siete amanti degli spazi ampi, della macchia mediterranea, dei panorami mozzafiato sul mare blu della baia di Alghero, delle piscine con acqua di mare a sfioro con idromassaggio, della buona cucina tradizionale sarda, della spiaggia privata e dell’accoglienza discreta ma attenta, segnate in agenda il contatto dell’Hotel Punta Negra (4 stelle), un connubio di design e charme, dove è possibile godersi il sole della Riviera del Corallo, sentendosi a casa in un luogo suggestivo, esclusivo e davvero impareggiabile.


