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L’Accademia Nazionale di Agricoltura conferma Cantelli Forti alla presidenza

Terzo mandato consecutivo alla guida della Fondazione che promuove la ricerca scientifica e approfondisce tematiche relative all’alimentazione e all’agro-alimentare

Prof Giorgio Cantelli Forti
Giorgio Cantelli Forti (Foto © Giulio Boem).

Giorgio Cantelli Forti ha dato inizio al suo terzo mandato come Presidente dell’Accademia Nazionale dell’ Agricoltura, che ha sede a Bologna:

«Essere riconfermato alla presidenza dell’Accademia Nazionale di Agricoltura è, senza dubbio, un grande onore e un riconoscimento del lavoro svolto. – ha dichiarato – Il mio mandato, per i prossimi tre anni, continuerà a basarsi sull’apertura dell’Accademia verso l’opinione pubblica e la società promuovendo i temi legati all’agricoltura e agli ambiti multidisciplinari ad essa connessi, come la tutela dell’ambiente, delle eccellenze agroalimentari di qualità e della promozione di corretti stili di vita. L’Accademia vuole sempre più essere un centro di conoscenza di questi temi, importanti non solo per il Paese, ma anche per la nostra salute».

Storia dell’Accademia di Agricoltura di Bologna

Quando ci siamo recati presso l’ Accademia, pochi giorni prima della rielezione del Presidente, ci siamo resi conto che Bologna gode di un organo importante, altamente qualificante per la città.

L’Accademia di Agricoltura, che dal 1988 occupa un piano di Palazzo dei Pasi, in via Castiglione, è nata nel 1807 da quella che fu la Società Agraria del Dipartimento del Reno, fondata a Bologna dal Governo di Napoleone Bonaparte nel 1807. La sua istituzione si deve a Filippo Re, titolare della prima cattedra pubblica di Agricoltura e Rettore dell’Università di Bologna, che si adoperò “nella promozione di esperienze e di metodi di coltura utili al miglioramento dell’agricoltura in generale” coinvolgendo i grandi agronomi della tradizione della scuola bolognese, tra cui Pietro de’ Crescenzi e Vincenzo Tanara, personalità della città di Bologna che ancora oggi ritornano nelle memorie storiche cittadine.

Inizialmente le risorse per le attività provennero dall’assegnazione da parte del Governo napoleonico dell’usufrutto del Podere Belpoggio – in località Chiesanuova, nel Quartiere Santo Stefano – e successivamente l’Amministrazione provinciale di Bologna vi aggiunse una rendita fissa che permise alla Società Agraria di compiere studi e sperimentazioni che molto presto richiamarono a Bologna studiosi della materia agricola da tutta Europa, mettendo di fatto Bologna e la Società Agricola in primo piano.

Volumi della biblioteca dell'Accademia Agricoltura
Alcuni preziosi volumi della biblioteca dell’Accademia (Foto © Giulio Boem).

Le trasformazioni seguite alla caduta dell’Impero Napoleonico

Alla caduta dell’ Impero Napoleonico, la Società Agricola fu assorbita dall’ Università come “Sezione Agraria dell’Ateneo Bolognese” con finalità di studio e sperimentazione di nuovi metodi di coltura per il miglioramento dell’agricoltura. La prima parte del 1900, a causa dei due conflitti mondiali, vide un arresto delle attività della Società Agraria, che fu minata sia sul piano fisico che su quello delle attività.

Fu a partire dal 1960 che la Società prese il nome odierno di Accademia Nazionale dell’Agricoltura e il suo ruolo si fece più importante sul piano nazionale come organo di supporto al Ministero delle Politiche Agricole e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Fu l’inizio di anni fecondi che portarono alla fondazione di diverse istituzioni come la Scuola Superiore Agraria, che  poi divenne Facoltà di Agraria, e la Società Produttori Sementi: tutte attività che hanno reso l’Accademia protagonista delle vicende dell’agricoltura moderna che a partire dagli ’70 ha vissuto rapide evoluzioni tra sviluppo e ammodernamento.

Finalità dell’Accademia Nazionale di Agricoltura

Oggi il ruolo dell’Accademia è quello di promotore della ricerca scientifica e di organo divulgatore della produzione agro-alimentare, passando per l’alimentazione, le trasformazioni dell’ambiente naturale e artificiale, con l’obiettivo più generale di contribuire alla cultura e alla salute delle comunità. Soprattutto, l’Accademia è un involucro di cultura con i suoi 15 mila volumi protetti, l’ archivio storico, le pubblicazioni, i dipinti che testimoniano la produzione pittorica bolognese.

Accademia Nazionale Agricoltura: libreria
L’Accademia Nazionale Agricoltura custodisce 15 mila volumi protetti (Foto © Giulio Boem).

Dal 2013 il Presidente dell’ Accademia é il Prof. Giorgio Cantelli Forti, farmacista con innumerevoli titoli ed esperienze, fra cui la Presidenza alla Facoltà di Farmacia, la direzione della Scuola di Tossicologia; tante anche le esperienze presso alcune delle più importanti Università americane e italiane nelle vesti di Professore emerito.

Il terzo mandato del Prof. Giorgio Cantelli Forti

Quando lo abbiamo conosciuto, pochi giorni prima della sua rielezione, abbiamo avuto il piacere di ascoltare un’autorità di spessore, che ha votato tutta la vita agli studi muovendosi in uno spazio fra la medicina, scienza e tecnologia; un approccio che trova espressione in una delle affermazioni che avemmo modo di cogliere:

«Credo nella multidisciplinarità: medicina, biologia e scienze della terra devono lavorare insieme per garantire la sicurezza alimentare. All’alimetazione sono ascrivibili 2/3 dei problemi sanitari, dunque una giusta alimentazione è la prevenzione migliore in un’ottica di tutela della salute e del territorio».

Proprio da questa affermazione il Prof. Giorgio Cantelli Forti è ripartito con il terzo mandato, presentando il lancio della “Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria”, per dare un nuovo strumento sui temi di attualità con focus storico-scientifici, anche per sfatare le fake news in campo alimentare:

«Una rivista capace di divulgare corrette informazioni per stimolare possibili riflessioni nelle scelte comportamentali, specialmente a livello alimentare e nella spesa connessa. Come Accademia vogliamo dare un servizio etico pubblicando uno strumento rigoroso nelle basi scientifiche, ma dotato di un metodo divulgativo e di un linguaggio invogliante la lettura e la riflessione. In conclusione ci auguriamo di poter offrire un agile strumento educativo e un punto fermo nella battaglia per contribuire alla maturità della Comunità e alla qualità della vita».

La rivista

La rivista, che è gratuita e scaricabile online al sito www.accademia-agricoltura.it (sezione pubblicazioni) o disponibile presso la sede dell’Accademia, parte con un ricco “Numero 0” in cui trovano spazio contenuti di spessore, tra cui gli interventi di Massimo Montanari, esperto mondiale di storia dell’alimentazione, che apre la pubblicazione con “Cibo, cultura, biodiversità”; il Prof. Roberto Defez, Direttore del Laboratorio di biotecnologie microbiche dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Napoli, il quale analizza “La cultura del pane”; il Prof. Attilio Scienza che col contributo “La civiltà del vino in Europa attraverso il DNA dei suoi vitigni: il ruolo del limes” racconta la storia dei vini europei; Antonio Saltini che conclude la pubblicazione con lo scritto “I pianeti del sole al gran ballo di Satana. Note sull’agricoltura biodinamica”.

Un’iniziativa concreta e mirata ad arrivare al cuore del mondo dei consumatori, che oggi hanno maggiori responsabilità nella scelta della spesa anche nell’ ottica di tutela delle eccellenze nostrane:

«L’Accademia vuole essere sempre più opinion leader seguendo le basi della scienza e dell’innovazione contro la disinformazione in campo alimentare. – ha concluso Cantelli Forti – Ci faremo portatori delle istanze legate alla tutela delle nostre eccellenze agroalimentari e della necessità di fare sistema per garantire al consumatore prodotti sani, certificati e italiani contro la troppa disinformazione e speculazione in tali campi».

Accademia Nazionale Agricoltura
Uffici, Biblioteca e Archivio
Via Castiglione 11 – Bologna (Palazzo dei Pasi)
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Manuela Di Luccio

Manuela Di Luccio

Da sempre appassionata di cucina e scrittura, dal 2011 ho provato a coniugarle con un blog. Dopo tanti corsi e aver gestito un bistrot, ho scelto definitivamente la penna come ferro del mestiere. Oggi scrivo di ristorazione e viaggi e curo la comunicazione di alcuni ristoranti. Mi piace raccontare le persone attraverso il loro lavoro e i luoghi che mi hanno impresso qualcosa di bello.

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