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L’Abruzzo non delude alla presentazione della Guida de L’Espresso

Ottimi risultati per la ristorazione abruzzese nella Guida curata dal Patron Enzo Vizzarri e presentata lunedì a Firenze

Guida de L’Espresso 2020: Abruzzo
Niko e Sabrina Romito (Foto © Facebook).

La Guida de L’Espresso 2020 è stata presentata a Firenze il 14 ottobre e ha assegnato gli ambitissimi “Cappelli” ai ristoranti italiani. L’Abruzzo può ritenersi soddisfatto e si conferma culla dell’enogastronomia italiana, specie se rapportata alle sue dimensioni.

Il Ristorante Reale di Castel di Sangro (Aq) dello chef Niko Romito conferma saldamente il proprio posizionamento sul podio con i suoi cinque cappelli (posizione condivisa con altri 9 colleghi su scala nazionale) e ottiene anche il premio “Riso buono” nella categoria Riso dell’anno. Protagonista ovviamente il riso, unitamente alle patate e al pepe nero, un piatto dove spicca la contemporaneità unita alla costante ricerca dello chef.

Una new entry meritata quella del ristorante La Bandiera di Civitella Casanova (Pe). Il locale, ottimamente capitanato dalla famiglia Spadone, si è aggiudicato i tre cappelli e fa il palio con Villa Maiella di Guardiagrele (Ch), una consolidata certezza guidata dalla famiglia Tinari. E qui la grande novità dell’anno per la regione, con Pascal Tinari che nell’ambito della Guida, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “miglior sommelier dell’anno”. Una cura certosina dalla sala e della cantina la sua, unita ad un’immensa professionalità e passione per il mondo del vino, sempre alla ricerca della perfezione.

Premi Abruzzo nella Guida de L’Espresso 2020
Pascal Tinari riconosciuto “miglior sommelier dell’anno” (Foto © Facebook).

Seguono altri nuovi ingressi come il Metrò di San Salvo (Ch) dei fratelli Fossaceca che può fregiarsi dei due cappelli, il ristorante Cafè Les Paillottes (Pe), il Ristorante Zunica 1880 di Civitella del Tronto (Te), guidato da Daniele Zunica, ed il ristorante Tamo di Spoltore (Pe).

Guida Ristoranti de L’Espresso 2020: i locali con un cappello

Un solo cappello è stato assegnato al Ritrovo d’Abruzzo di Civitella Casanova (Pe), al Cipria di Mare di Teramo, al ristorante D.One dello chef Davide Pezzuto di Montepagano (Te), al Vecchia Marina di Roseto degli Abruzzi (Te), all’Hostaria del Pavone di Vasto (Ch), all’Hotel Castello Chiola di Loreto Aprutino (Pe), all’Hotel Ristorante Lucia di Giulianova (Te), all’Insight Eatery di Rocca S. Giovanni (Ch), a L’Angolino da Filippo di San Marina (Ch).

Conquistano un cappello anche L’Angolo d’Abruzzo di Carsoli (Aq), La Corniola dello chef Concezio Gizzi di Pescocostanzo (Aq), il Magione Papale dello chef William Zonfa (Aq), il Mammaròssa di Avezzano (Aq) e il ristorante Tosto dello chef Gianni Dezio di Atri (Te).

Ancora una volta i cappelli assegnati dalla guida all’Abruzzo della ristorazione non sono solo un simbolo ma una solida realtà.

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Andrea Mucci

Andrea Mucci

Nato e cresciuto in Abruzzo, terra dal popolo forte e gentile, dalle mille potenzialità, dai profumi inebrianti del mare e delle montagne. Lavoro in banca ma, da sempre, coltivo la passione per vino e cibo. Diplomato sommelier AIS, mi aggiorno con corsi di enogastronomia e collaboro con varie riviste. Amo leggere, scrivere e viaggiare con mia moglie che mi supporta e sopporta.

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Scritto il: giovedì, 17 Ottobre 2019

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