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Nasce a Firenze GIN&CEO

Ha come protagonista un Gin il nuovo progetto di educazione al bere consapevole, promosso dall’Associazione l’Urlo delle Donne e rivolto al mondo femminile che, nei mesi della Pandemia è stato quello maggiormente colpito non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche psicofisico con una crescita a doppia cifra della dipendenza da alcol

La pandemia ha determinato un’impennata del consumo di alcol, soprattutto tra le donne.

La pandemia ha avuto un costo non solo economico, ma anche sociale e psicofisico elevatissimo che si è rivelato ancora più impattante soprattutto sulle donne. Non è un caso che nei mesi più duri del lockdown si sia registrato un aumento dei casi di violenza domestica, accompagnati – dato ancor più allarmante – da un’impennata del consumo di alcol, proprio tra le donne.

Lo studio sulle conseguenze della pandemia sull’alcolismo

Secondo uno studio della think thank statunitense Rand Corporation, infatti, la pandemia ha fatto impennare fino al 250% il consumo di alcol a casa. Confrontando le informazioni con quelle relative all’anno precedente (primavera 2019), i ricercatori hanno scoperto che il consumo di alcolici è aumentato del 19% tra tutti partecipanti di età compresa tra 30 e 59 anni, e in particolare del 17% tra le donne e del 14% tra gli over 30, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Per le donne, inoltre, è stato osservato un aumento degli episodi di forti bevute (ovvero il consumo di quattro o più drink in un paio d’ore) di ben il 41%.

«Questi sono alcuni dei primi dati basati su sondaggi che mostrano quanto il consumo di bevande alcoliche è aumentato durante la pandemia», ha spiegato Michael Pollard, autore dello studio. «Il consumo di alcol può avere significative conseguenze negative sulla salute, quindi il nostro studio evidenzia un altro modo con cui la pandemia può influenzare la salute fisica e mentale delle persone».

Progetto GIN&CEO: educazione al bere consapevole

Proprio partendo da questa emergenza e richiamando l’attenzione sul pericoloso binomio alcol-donne nasce il nuovo progetto GIN&CEO, voluto dall’Associazione Donne all’Ultimo Grido, nata nel 2019 a Lucca come gruppo di ascolto e di empowerment femminile per dare voce alle donne e alle loro storie “da urlo”.

Il protagonista? Un Gin. L’obiettivo? Riscoprire non solo l’importanza di bere consapevolmente ma anche quella parte ludica e conviviale dell’alcol, senza cadere nella dipendenza o incorrere in brutte esperienze, dentro e fuori dai social.
Per questo sono stati coinvolti la famosa Master Distiller Priscilla Occhipinti, l’unica donna italiana maestra distillatrice, la sommelier Wilma Zanaglio, l’esperto di intelligenza artificiale Umberto Callegari di Microsoft, advisor del progetto, e la pittrice Simona Paganella, che ha creato l’immagine visiva.

Progetto GIN&CEO: educazione al bere consapevole
Alcune componenti dell’Associazione “Donne all’ultimo grido” (Foto © Beatrice Speranza). 

GIN&CEO, un nome fortemente evocativo che rimanda al gineceo classico, la parte della casa che nell’antica Grecia era riservata alle donne, diventa così un gioco di parole creato per riportare l’attenzione sugli aspetti positivi legati alla condivisione e alla leggerezza di spirito: un richiamo voluto alla casa e all’intimità domestica, perché è proprio in casa che le donne si trovano da sempre a fronteggiare continue sfide, soprattutto in questi ultimi 18 mesi, cadendo a volte in dipendenze oscure.

«Stiamo creando un Gin – spiega Morena Rossi, Presidente dell’Associazione Donne all’Ultimo Grido – fatto dalle donne per le donne che da una parte riscatti l’alcolico dalla sua intrinseca ‘natura traviante’, dall’altra lo renda occasione cool di consapevolezza, affinché le donne si liberino o almeno riducano i rischi di dipendenza e violenza a cui sono soggette. Esiste, infatti, una differenza tradizionale tra consumo di alcol a fini ricreativi, celebrativi o conviviali, e a fini di evasione o come metodo per tollerare una condizione di reclusione, come nel caso della pandemia, in una relazione, o di reclusione in sé e di insoddisfazione».

L’App che vigila sul rischio di violenza “during nights out”

L’educazione al consumo responsabile di alcol può essere l’occasione per sensibilizzare all’emancipazione femminile anche in contesti meno formali, in modo che una donna possa sentirsi libera di lasciarsi andare al divertimento in tutta sicurezza, senza rischiare di incappare in comportamenti abusanti con la scusa dello “stato di ebbrezza”. Per questo è stata pensata anche un’APP che vigilerà sul rischio di violenza “during nights out” attraverso una community interconnessa che possa vegliare sull’incolumità delle appartenenti.

L’APP sarà in grado di rilevare la geolocalizzazione di chi in quel momento non si sente a proprio agio e di far partire una chiamata d’emergenza tramite riconoscimento vocale.

La piattaforma del progetto GIN&CEO e un crowdfunding

Inoltre, verrà attivata una piattaforma collegata al progetto che vuole informare le nuove generazioni circa una violenza differente, magari più sottile ma non meno pericolosa, ovvero quella a cui ogni donna è esposta in questo mondo iperconnesso, in ogni momento della giornata, causata dalla mancanza di etica ed empatia nelle tecnologie sottostanti ai Social Network e dai modelli da essi proposti.

Il Gin prodotto tramite l’Associazione sarà presto disponibile in tutti i canali di vendita e il ricavato andrà a sostegno di GIN&CEO.

Sarà attivato anche un crowdfunding, che sarà presentato a Firenze presso Palazzo Guicciardini sabato 23 ottobre 2021 alle 18 nell’ambito del calendario OFF dell’evento L’Eredità delle Donne.

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Silvia Fissore

Milanese sotto la Mole, giornalista e pr. Nel 2007 sono entrata nel food come addetta stampa, col lancio di FoodLab, scuola di cucina torinese tra le prime a estendere l'impostazione professionale ai corsi amatoriali. Seguo l’ufficio stampa del Festival del Giornalismo Alimentare. Di Milano conservo la mente aperta e lo snobismo, a Torino devo la capacità di riflettere e ripartire da zero.

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