Primi piatti Piemonte

Trippa in umido con patate e fagioli borlotti

Un primo sano, nutriente e con poche calorie. La frattaglia ottenuta dallo stomaco dei bovini è consumata fin dall’antichità e ne proponiamo la ricetta tipica del basso Piemonte.

Trippa in umido con patate e fagioli borlotti (Foto © Paola Alemanno).

Trippa alla romana, alla trippa alla piacentina, alla trippa alla genovese, alla büseca o trippa alla lodigiana e così via: ogni regione d’Italia ha la sua ricetta tipica a base di questa frattaglia ottenuta dallo stomaco dei bovini o, più raramente, dei maiali. Contrariamente a quanto si pensi, è un primo piatto molto sano, nutriente e con poche calorie.

Le varietà di trippa che si trovano in commercio presso le macellerie sono già pulite e preparate all’utilizzo in gastronomia; hanno un prezzo economico e necessitano di una cottura abbastanza lunga, per far sì che diventino tenere.

Origini della trippa e utilizzi in cucina

La trippa veniva consumata già ai tempi dei Greci e dei Romani; mentre i primi la cucinavano sulla griglia, i secondi la usavano per creare una specie di salsiccia. Ancora oggi è un alimento tradizionale di molte regioni italiane e presente anche nelle cucine del resto del mondo, generalmente cotta in umido insieme a verdure di stagione oppure bollita, compressa e resa un insaccato.

La ricetta del basso Piemonte

La Trippa in umido con patate e fagioli borlotti che proponiamo è quella che si prepara nel basso Piemonte: qui la trippa non conosce stagione e, nonostante sia un primo piatto caldo e sostanzioso, di può trovare sui banchetti delle sagre anche in piena estate. Va servita caldissima, con del pane di accompagnamento, da intingere nel suo stesso sugo.

La ricetta può essere preparata anche con faglioli bianchi di Spagna (Foto © Paola Alemanno).
 
Dosi:
6 persone
Difficoltà:
Facile
Costo:
Basso
Tempo:

130 minuti

Tempo Cottura:

120 minuti

 
 
Forno:
Gluten
Free
Dosi:
6 persone
Difficoltà:
Facile
Costo:
Basso
Tempo:

130 minuti

Tempo Cottura:

120 minuti

Forno:
Gluten
Free
  • 1 chilo di trippa mista
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 scatola di fagioli borlotti (o bianchi di Spagna)
  • 2 patate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • Brodo vegetale qb
  • Olio extra vergine d’oliva qb
  • Rosmarino qb

  1. Lavare bene la trippa, asciugarla e tagliarla a striscioline. Pulire e tagliare a tocchetti tutte le verdure e mettere a rosolare nell’olio extra vergine la cipolla, la carota e il sedano;
  2. quando le verdure inizieranno a colorirsi, aggiungere la trippa e fare insaporire il tutto ancora qualche minuto. Unire il concentrato di pomodoro – sciolto in poca acqua calda – le patate e il brodo, quanto basta per coprire abbondantemente il contenuto della pentola;
  3. Lasciar cuocere la trippa a fuoco bassissimo e con il coperchio per circa due ore. A fine cottura aggiungere i fagioli borlotti scolati e sciacquati e un trito fino di aglio e rosmarino. Infine, regolare di sale e servire la trippa in umido ben calda.

  • Se si preferisce una trippa più legata aggiungere meno brodo, in base ai vostri gusti.
  • Chi ama il piccante, può aggiungere al soffritto iniziale un peperoncino tagliato a rondelle.
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Paola Alemanno

Paola Alemanno

Supernova - Classe 1994, ho origini liguri ma sono nata e cresciuta ad Acqui Terme (AL). Il cibo per me rappresenta, da sempre, una grande passione: amo cucinare, ma altrettanto bere e mangiare! Sarà per la mia tradizione familiare che mi ha tramandato ricette e ricordi di ristorazione. Sono laureata in Scienze Politiche dell’Amministrazione e specializzata in Giornalismo Culturale.

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Scritto il: sabato, 2 20 Novembre19

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