La cucina frentana dell’Agriturismo Caniloro a Lanciano

In un contesto da favola, Berardino e Pina fanno rivivere nei piatti le autentiche tradizioni dell’antico popolo che abitava la regione costiera adriatica centrale. Sempre in compagnia di un buon bicchiere di vino.

Agriturismo Caniloro a Lanciano, la vera cucina frentana abita qui

La cucina dell’Agriturismo Caniloro a Lanciano (Foto © Rocco Fornabaio).

Siamo a Lanciano, nel cuore storico della provincia chietina e nell’Abruzzo più autentico dei frentani, l’antico popolo che abitava la regione costiera adriatica centrale. La storica cittadina si trova ai piedi della Majella, la “montagna madre” che – delle sue tradizioni – ammanta le genti che vivono alle sue falde.

L’agriturismo Caniloro, nella prima periferia della cinta urbana, ha una struttura ricavata da un vecchio casolare di campagna che, negli anni, è stato ampliato dalla pazienza e dal lavoro della famiglia Abbonizio.

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Altri interni dell’agriturismo Caniloro (Foto © Rocco Fornabaio).

Ogni ambiente affascina il visitatore che viene catapultato nella tradizione e nell’artigianalità: la saletta del ristorante, calda ed accogliente come ci si aspetta in un luogo “autentico” e non artefatto, la stanza delle conserve detta “la puteca” (termine dialettale per bottega), dove ammirare ed acquistare le prelibatezze di casa, gli ambienti di produzione del vino e il magazzino delle farine, prodotte con un piccolo mulino a mano utilizzando i grani coltivati in azienda. Insomma, il vero kilometro zero! E poi ci sono gli animali: tanti e tutti allevati rispettandone abitudini ed esigenze, in spazi adeguati. Animali felici!

Nel prato, una capanna di paglia appare quasi un “privé” ed infatti è un ambiente da riservare per un’occasione speciale.

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La capanna di paglia posta in giardino (Foto © Facebook)

Berardino e Pina, i padroni di casa, non raccontano favole. Ma alle favole ci credono. E te lo fanno capire subito, accogliendoti nel loro regno. Difendono ancora, nonostante oggi sia difficile farlo perché sovrastati dai gusti standardizzati e dal modello pret-à-manger, l’autenticità del cibo genuino, la semplicità delle preparazioni, il piacere del tempo trascorso a cucinare e preparare le vivande, a decantarne i sapori ed esaltarne le qualità organolettiche.

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Bernardino e Pina al lavoro (Foto © Rocco Fornabaio).

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Una cena a Caniloro è un’esperienza culinaria che fa viaggiare nel tempo e regala il sogno di poter godere di piatti che tanto hanno marcato l’identità gastronomica del territorio, pietanze che è sempre più difficile ritrovare o riscoprire.

Antipasti a base di cace fresche (formaggio primo sale appena scottato) e salsicciotto frentano (un’autentica prelibatezza e presidio Slow food), primi piatti di pasta alla mugnaia (preparata con sola farina ed acqua, come usavano i mugnai che la offrivano ai loro clienti nell’attesa che le macine compissero i loro giri), per proseguire con il coniglio sotte a lu coppe (cotto sulla brace del focolare e sovrastato da un coperchio a forma di campana che ne preserva gli aromi), con contorni di ciabbuttelle (foglie di borragine pastellate e fritte), cacigni fritti (crispini, verdure saporitissime) e fagioli “suocera e nuora” (dal forte contrasto dei colori bianco e nero) serviti con bietole e patate.

Non mancano gli eventi organizzati per celebrare i riti e le stagioni della campagna, come la cena a base di marrocche, le pannocchie che accolgono l’autunno pronte per essere arrostite e sgranocchiate.

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I prodotti serviti nell’azienda agricola (Foto © Rocco Fornabaio).

La carta dei vini: dagli autoctoni ad altre perle italiane

Tutto è sempre accompagnato da un buon vino, delle migliori cantine del territorio o di produzione diretta dell’azienda che possiede vigneti tipici del terroir come Montepulciano, Cococciola e Trebbiano. Non mancano, altresì, fantasiosi abbinamenti con altre perle dell’enologia meridionale, si veda Aglianico del Vulture sui piatti più robusti e Rosato da Negramaro sulle preparazioni più fresche.

Pina e Berardino si raccontano volentieri, giocano di rimando e non disdegnano di soffermarsi con gli ospiti per confrontarsi su ricette e materie prime, sul vino e sui ritmi della campagna, sulle storie della tradizione e sulle avventure di una vita. E il cibo diventa narrazione, esperienza, simbolo di lavoro e cultura. Si trasforma in un modo, eccellente, per conoscere una regione ed apprezzarne le tante qualità. E no, non è roba buona solo per le favole. È esperienza autentica.

Agriturismo Caniloro a Lanciano
C.da S.Onofrio,134 Lanciano (CH)
Sito web

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Autore /


Rocco Fornabaio

Il canto diVino - Lucano doc, a Napoli e poi negli States per gli studi, ho girato per lavoro (in banca) in lungo ed in largo la mia regione, prima di approdare in Abruzzo. Scrivere è la mia forma preferita per comunicare. Da sempre adoratore di Bacco, ho conseguito il diploma Ais da sommelier e continuo ad “approfondire la materia” frequentando i livelli Wset. Spendo tutti i miei risparmi (ed anche più...) in viaggi, libri e... bottiglie. Sempre pronto a stappare, a camminare il camminabile (adoro il trekking e la montagna), a leggere del mondo e di chi lo abita. Per studio e per diletto mi trovo a parlare varie lingue ...e vari dialetti. Quando vedo qualcosa che mi emoziona, scatto una foto. Quando sento qualcosa che mi emoziona, scrivo una storia. Amo infinitamente la mia terra d’origine, ma viaggiando ho capito che l’amore non è un gioco a somma zero: c’è spazio per infinite terre.

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Scritto il: mercoledì, 3 ottobre 2018

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