Emilia-Romagna Ristoranti

Posto Ristoro a Castenaso, cucina curiosa e di sperimentazione

È la vera novità bolognese in fatto di cibo e convivialità in questo primo semestre del 2021. Siamo andati a scoprire il nuovo ristorante di Eleonora Tadolini

Posto Ristoro a Castenaso, la cucina curiosa di Nora Tadolini
Nora Tadolini nel suo locale a Castenaso (Foto © Manuela Di Luccio). 

Posto Ristoro a Castenaso (BO), inaugurato lo scorso 18 giugno, nasce dall’idea di Eleonora Tadolini, formatasi fra cucine e mondo del vino, e celebra il ritorno del ristorante vero di cui a Bologna si erano un po’ perse le tracce.

Il centro storico cittadino è ormai tratteggiato da tanti piccoli locali – anche molto carini e di qualità- ma si sentiva la mancanza del “ristorante”, quello classico con sala, servizio, carta importante; soprattutto, si avvertiva il bisogno di osare, di scelte che non ricalcassero formule già conosciute. Potrà sembrare eccessivo, ma siamo a Bologna, una delle città più ricche d’Italia e qui il termometro del benessere si misura anche in piatti di tagliatelle al ragù fumanti mangiate fuori.

Posto Ristoro a Castenaso: il ristorante che mancava a Bologna

Se tagliatelle e tortellini hanno ormai toccato la perfezione grazie a ottimi ristoranti di cucina tradizionale, ciò di cui ha bisogno la ristorazione bolognese è una proposta diversa dal solito, che esca dalla comfort zone e che si dimostri all’altezza di un pubblico più esigente.

In quest’ottica nasce Posto Ristoro che ha scelto di stabilirsi in provincia, alle porte di Bologna, confermando una tendenza che da qualche anno vede gli imprenditori del cibo più propensi a creare la propria oasi gastronomica in contesti bucolici.

Eleonora, per tutti Nora, ha passato gli ultimi 20 anni frequentando i ristoranti sia da professionista che da amante della buona tavola: dagli esordi nelle cucine dello stellato Amerigo a Savigno ha viaggiato per l’Europa entrando in contatto con i migliori locali e sono state sicuramente le incursioni nelle cucine internazionali a darle una visione imprenditoriale più ampia nonchè la spinta per andare oltre la classicità proponendo un proprio stile.

Gli interni del locale e la filosofia di Eleonora Tadolini

All’interno di Posto Ristoro la sensazione è di essere in un club esclusivo dalle linee leggere e sinuose che poggiano sul pavimento blu elettrico, a suggerire un’energia terrena che si propaga verso l’alto a sparigliare le carte; la cantina semicircolare, invece, diventa il contenitore di un’altra saletta privè con un tavolo da sei.

Posto Ristoro a Castenaso, la cucina curiosa di Nora Tadolini
La cantina semicircolare diventa una saletta privata (Foto © Manuela Di Luccio).

Vera protagonista è la cucina che si prende lo spazio per seguire i propri istinti oltre le suddivisioni canoniche: messo da parte il menù classico suddiviso in antipasti, primi e secondi, Posto Ristoro è il desiderio di scrivere un racconto nuovo, dove i comprimari diventano protagonisti, come i secondi, che qui si prendono la scena. Il perché lo racconta Nora:

«Ho viaggiato spesso e secondo me in Italia manca il concetto dei secondi, così noi abbiamo scelto di concentrarci proprio su questi, scegliendo anche materie prime diverse. Usiamo esclusivamente selvaggina e cacciagione per le carni, scelte fra produttori che sostengono il benessere animale; per il pesce scegliamo il pescato dell’Adriatico, da San Benedetto del Tronto in sù, mentre i vegetali provengono da produzioni locali, essendo vicini alla campagna abbiamo tanta scelta».

Cosa si mangia al Posto Ristoro di Castenaso

Prima di iniziare, il benvenuto è ricco e riflette la voglia di giocare: un esempio è il classico panino con la mortadella che, in questa visione, diventa un bao farcito di mortadella di cinghiale, oppure il tortellino “al mignolo” servito crudo. Si prende confidenza con la polpetta di moscioli e vongole con mayo al wasabi, con le chips di mais, crema di topinambur e caffè oppure con una rivisitazione di babaganoush e di panzanella.

Una voglia di trasgredire alle regole che in fondo è manifestazione di normalità parallele, come quella del mondo LGBT di cui Nora fa parte e che ci racconta così:

«Ho scelto collaboratrici donne e appartenenti alla comunità LGBT perché ho deciso di far parte di quella minima percentuale di imprenditori che offre un’opportunità alle donne: purtroppo ancora oggi nel settore della ristorazione la figura maschile è prevalente. Anche il nome, Posto Ristoro, mi è stato ispirato da un racconto di Pier Vittorio Tondelli, tra i primi scrittori dichiaratamente gay che descriveva questo posto come il bar della stazione, il luogo di passaggio per eccellenza che accoglie chiunque oltre le etichette. Noi vogliamo essere così: questo deve essere innanzitutto un luogo d’accoglienza per tutti. Anche il mio peso come titolare, oltre a investire economicamente e umanamente, non crea una gerarchia ma ci piace credere nel lavoro di squadra tra sala e brigata».

Basterebbero queste affermazioni per definire Posto Ristoro come un luogo inclusivo – e certamente lo è – ma il rischio sarebbe quello di guardare troppo all’aspetto sociale e poco alla sostanza, motivo per cui si va al ristorante.

Almeno 12 buoni motivi per scegliere Posto Ristoro

In realtà, al Posto Ristoro di Castenaso di motivi per sedersi al tavolo ce ne sono abbastanza, almeno 12, escludendo i dolci, e quindi ecco le preparazioni che compongono la carta, tra cui spicca il “Piccione in padella con peperone arrostito e la sua acqua, rifinito con una demì di piccione legata con cioccolato e arachide tostate salate: un’ottima interpretazione che porta in tavola un grande classico che a Bologna non si trova spesso.

Piccione in padella con peperone arrostito e la sua acqua (Foto © Manuela Di Luccio). 

Sulla materia di mare la mano è sicura sul “Cefalo cbt, rapa rossa marinata nell’ anice stellato, fragole sciroppate e chips di rapa rossa, sicuramente in linea con la scelta di proporre pesci non convenzionali. “Triglia triglia triglia” vede il pesce in versione fritta, in versione brodo e come ripieno dei gyoza; si naviga ancora con “Calamaro e seppia” con il primo fritto e la seconda cruda, con il suo nero a farcire il calamaro, insalatina di tentacoli, pomodoro, capperi e crema di piselli.

Da sn, il “Cefalo cbt” e “Calamaro e seppia”   (Foto © Manuela Di Luccio). 

Nonostante la pasta sia volutamente subordinata, in realtà c’è un primo che sicuramente conquisterà: i “Gyoza revolution con ragù di daino, besciamella di capra, fondo bruno” che ricalcano i sapori fusi di una perfetta lasagna bolognese; un primo tanto rivoluzionario quanto tradizionale che farà sicuramente da traino a tutto il resto anche agli amanti del tradizionale.

Gyoza revolution con ragù di daino, besciamella di capra, fondo bruno (Foto © Manuela Di Luccio). 

La proposta vegana di Nora Tadolini

Un’altra bella chicca la offre la proposta veggy dove fra tortellini di cicerchie e seitan fatto in casa gli amanti del genere troveranno piatti ben pensati e presentati, come la Carota cotta nella sua salsa, chips sesamo e rafano che abbiamo provato noi.

Carota cotta nella sua salsa, chips sesamo e rafano (Foto © Manuela Di Luccio). 

Dolci e carta dei vini

La pasticceria segue la linea contemporanea, andando a comporre dolci eleganti come il “Not a gentleman’s club”, cubo di Cioccolato Alpaco e Lagavulin 10 anni, ma i vegani potranno scegliere anche un interessante Blondie Peach con Pesca sciroppata, bianco mangiare, crema di mandorla tostata, caramello alla pesca.

La carta dei vini, curata da Nora, riserva circa 200 etichette molto interessanti scelte fra piccoli produttori, con particolare predilizione ai vini naturali: il consiglio è di affidarsi proprio a Nora per un percorso di degustazione al calice.

I progetti intanto non si fermano e guardano già all’autunno, quando Posto Ristoro ospiterà a Castenaso una serie di serate a tema con amici chef provenienti da altre cucine, oltre al debutto di nuovi piatti perché le idee ci sono e la voglia di osare è solo all’ inizio.

Ristorante Posto Ristoro
Via Largo Molino, 3-5 – Castenaso (BO)
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Manuela Di Luccio

Da sempre appassionata di cucina e scrittura, dal 2011 ho provato a coniugarle con un blog. Dopo tanti corsi e aver gestito un bistrot, ho scelto definitivamente la penna come ferro del mestiere. Oggi sono giornalista e scrivo di ristorazione e viaggi, oltre a curare la comunicazione di alcuni ristoranti. Mi piace raccontare le persone attraverso il loro lavoro e i luoghi che mi hanno impresso qualcosa di bello.

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