Emilia-Romagna Ristoranti

Ristorante Al Pappagallo, il mito che brilla ancora sotto le Due torri

Quest’anno lo storico locale di Bologna compie 100 anni. La nuova proprietà festeggia con una serie di eventi e con un menù elaborato con l’alta consulenza dello chef Marcello Leoni

L’esterno del Ristorante (Foto © Facebook).

Grandi candelabri antichi, arredi con pezzi originali, atmosfera intramontabilmente classica ma non eccessivamente formale perché l’accoglienza qui è un modo di essere.

Parliamo del ristorante “Al Pappagallo” di Bologna, centenario luogo di riferimento bolognese che ha visto seduti ai propri tavoli commensali illustri e che, insieme ad altri pochi locali, ha segnato un’epoca. Facciamo riferimento a una Bologna molto diversa da quella di oggi: gli anni in cui il ristorante rappresentava uno status symbol e frequentare posti come il Pappagallo significava avere gusto ed essere inseriti in un contesto elegante.

Alcuni particolari dell’interno (Foto © Facebook).

Ristorante Al Pappagallo, un ritrovo di celebrità

Situato in una posizione a dir poco strategica e centralissima – appena sotto le due Torri, all’imbocco di via Santo Stefano- il Ristorante Al  Pappagallo fu inaugurato da Giovanni Zurla, famoso cuoco professionista al servizio dell’aristocrazia bolognese, che fece della gastronomia il suo cavallo di battaglia, a cui sono rimasti fedeli i suoi successori.

Gli anni d’oro furono sicuramente quelli a cavallo fra i 70’s e i 90’s, in cui la popolarità del locale raggiunse gli apici con le frequentazioni di star hollywoodiane, politici, esponenti della cultura, tutti o quasi ritratti in foto.

I festeggiamenti per il centenario del Pappagallo

I proprietari Michele Pettinicchio e Elisabetta Valenti.

Proprio il 2019 ha visto questo ristorante storico compiere 100 anni, un evento che la nuova proprietà, subentrata nel 2017, ha voluto festeggiare con una serie di eventi che continueranno ancora per tutt l’autunno.

In collaborazione con Ascom Bologna e con la partecipazione del giornalista e storico gastronomico Giancarlo Roversi sono previste serate a tema con musica live e menù- degustazione.

Fiore all’ occhiello rimane la cucina, già molto apprezzata, che da alcuni mesi vanta anche l’alta consulenza dello chef Marcello Leoni, di ritorno a Bologna dopo un periodo a Forlì: un ritorno gradito, dato l’importante contributo che Leoni ha portato alla ristorazione bolognese conquistando una Stella Michelin con il ristorante Al sole di Trebbo di Reno, successivamente l’ esperienza a “La Porta” e le collaborazioni importanti di cui può farsi pregio, tra cui quella con Giampiero Vissani.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla nuova conduzione che da due anni ha assunto le redini di questo che è molto più di un ristorante ma un luogo caro, da tutelare.

Abbiamo incontrato i nuovi proprietari, Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti, compagni nella vita e nel lavoro, nonché registi di questo anniversario festeggiato con gusto, e ci siamo fatti raccontare com’è gestire un ristorante con una storia importante.

«Vengo dal mondo del tessile, dove ho iniziato a lavorare a 18 anni partendo dalle mansioni minime. Sono rimasto in quel settore per 30 anni e poi insieme a mia moglie Elisabetta ci siamo lanciati in questa avventura»- ci racconta Pettinicchio.

Da cosa è partito?
Innanzitutto sono un appassionato di gastronomia e tradizioni bolognesi e credo che il cibo vada cucinato bene. La Camera di Commercio è proprio di fronte il ristorante, ho consultato le ricette cittadine ivi depositate, ho scelto buoni produttori e ho cercato di fare le cose al meglio, come spetta ad un posto come il Ristorante Al Pappagallo. Quando abbiamo scelto di collaborare con Marcello Leoni, gli abbiamo fatto provare la cucina e lui ci ha fatto i complimenti. Il suo contributo ovviamente porterà il tocco in più, quello di un grande professionista”.

«Un ristorante comporta tantissimo lavoro. Questi primi due anni sono stati faticosi, adesso stiamo respirando» – gli fa eco la moglie Elisabetta.

Il locale e il menù

Il locale è molto bello, pur mantenendo l’ immagine storica, l’esperienza nel settore tessile dei titolari si riflette per la cura dell’arredo, per l’attenzione sartoriale con cui vengono curate le mise en place.

Nelle serate speciali come quelle dedicate allo swing, è stata dedicata particolare attenzione all’atmosfera, tutta in stile belle epoque, con il personale con divise di scena speciali.

E il menù, che è il fine per cui si va al ristorante? Un’ottima tradizione bolognese, in primis, poi l’arrivo di Marcello Leoni ha allargato la proposta al pesce e soprattutto ha delineato una proposta più contemporanea e snella.

Abbiamo assaggiato degli ottimi tortellini in brodo: piccoli, fatti bene e chiusi a mano, in un cucchiaio ce ne stanno sette, come vuole la tradizione. Molto buona anche la faraona farcita con coscia confit e cardi gratinati.

Tortellini in brodo (Foto © Manuela Mancino) e lasagne (Foto © Facebook). 

Apprezzabile il recupero, tra gli antipasti, di preparazioni gastronomiche bolognesi che avevano perso diffusione come la galantina di cappone, attualizzata con gelatine di brodo. Ottimo anche il gelato alla crema con aceto balsamico tradizionale di Modena, un altro bel recupero di gesti antichi andati in disuso.

Da sinistra: “Galantina di cappone” e “Faraona farcita con coscia confit e cardi gratinati”.
Da sinistra: “Fungo in brodo” e “Gelato alla crema con aceto balsamico tradizionale di Modena”.

I padroni di casa, Michele ed Elisabetta, sono due persone molto disponibili e sorridenti, due bravi padroni di casa che hanno saputo mettersi in gioco, affidandosi anche a validi collaboratori per continuare a scrivere la lunga storia del “Pappagallo” di Bologna.

Ristorante Al Pappagallo
Piazza della Mercanzia, 3 – Bologna
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Manuela Di Luccio

Manuela Di Luccio

Da sempre appassionata di cucina e scrittura, dal 2011 ho provato a coniugarle con un blog. Dopo tanti corsi e aver gestito un bistrot, ho scelto definitivamente la penna come ferro del mestiere. Oggi scrivo di ristorazione e viaggi e curo la comunicazione di alcuni ristoranti. Mi piace raccontare le persone attraverso il loro lavoro e i luoghi che mi hanno impresso qualcosa di bello.

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Scritto il: lunedì, 18 20 Novembre19

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