Emilia-Romagna Ristoranti

Ristorante Gastarea, i piaceri del gusto firmati Dmitry Galuzin

L’elegante locale all’interno dell’Anusca Palace di Castel San Pietro Terme si ispira al nome della decima musa di Brillat-Savarin. Pensato come un laboratorio di idee, è guidato da una giovanissima brigata ispirata da una cucina d’avanguardia ma che non trascura le basi della bolognesità

Ristorante Gastarea: cucina d'avanguardia a Castel San Pietro
Gli interni del Gastarea a Castel San Pietro (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Il Ristorante Gastarea, a Castel Can Pietro Terme (BO), è il fiore all’occhiello del residence Anusca Palace, struttura ricettiva che comprende un hotel a quattro stelle, sale congressi, spa, palestra e centro estetico.

Siamo in una località adagiata sulle prime colline che guardano alla Romagna, conosciuta per il rinomato centro termale che ha favorito lo sviluppo di strutture d’accoglienza e ristorazione; non mancano, infatti, insegne degne di nota oltre al Gastarea che si trova a pochi metri dalle terme. 

Piscina del Ristorante Gastarea
La piscina dell’Anuska Palace (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Ristorante Gastarea: lo chef Dmitry Galuzin

Il ristorante, ispirato al nome della decima musa di Brillat-Savarin, detentrice dei piaceri del gusto, è stato pensato come un laboratorio di idee. La linea della cucina è stata affidata allo chef Dmitry Galuzin, 33 anni originario della Bielorussia e da anni trapiantato in Italia.

Dmitry, che ha studiato all’ alberghiero a Castel San Pietro, conosce bene la tradizione gastronomica emiliano-romagnola e la sua importanza ma in questo lembo di terra fra l’Emilia e la Romagna, che sembra quasi una Terra di Mezzo, ha scelto la sperimentazione dedicandosi soprattutto al trattamento del cibo pre-cottura. Di cosa parliamo? Di marinature, affumicature e fermentazioni, materia che appassiona molto lo chef il quale ha approfittato dei tempi lunghi imposti dal Covid per concentrarsi su Koji e Miso, interamente prodotti dalla cucina.

L’età media della brigata, 30 anni, sicuramente favorisce il lavoro di squadra e la visione di una cucina d’avanguardia. Interessante la collaborazione con Roberto Farina, tecnico della produzione animale, che supporta il team nello studio e trasformazione degli alimenti. La presenza di una figura tecnico-scientifica in cucina riporta agli anni d’oro della cucina molecolare e al lavoro del prof. Davide Cassi che fu determinante, ormai 20 anni fa, collaborando con i migliori chef e pasticceri del mondo.

Chef Dmitry Galuzin del ristorante Gastarea
Lo chef Dmitry Galuzin (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Cucina d’avanguardia tra Emilia e Romagna

L’impronta sperimentale è senz’altro la peculiarità del Ristorante Gastarea, destinazione ideale per chi ama la cucina elegante, non tradizionale (ma in carta trovate anche le basi della bolognesità) e un ambiente confortevole. La sala interna punta sui toni blu a cui fanno eco i riflessi della piscina esterna, accanto alla quale trova spazio un dehor estivo.

Con queste premesse, ecco una carrellata di pietanze, partendo dalla “Tagliata di Cavolo viola al miso, albicocche e ricotta“, che rappresenta bene il lavoro sulla materia prima vegetale abbinato a quello sulle fermentazioni.

Da sn, Tagliata di Cavolo viola e Sfere di ricotta bio cruda (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Lo stile della carta è un equilibrio fra sapori più strutturati, come le “Sfere di ricotta bio cruda in estratto di verdure e prosciutto con cialde al miele“, e altri più rotondi come il “Risotto all’Ortica, aringhe affumicate e limone“, uno dei piatti migliori insieme alla “Faraona allevata a terra e cotta alla brace, topinambur e garum di faraona“.

Ristorante Gastarea: cucina d'avanguardia a Castel San Pietro
Da sn, Risotto all’Ortica e la Faraona allevata a terra (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Le proposte sono comunque varie e potreste scegliere anche gli Spaghetti “non a norma” cotti in estrazione di melanzana affumicata, ricotta dei colli imolesi, pomodoro e olive, da apprezzare anche tiepidi oppure l'”Agnello al kogi, prugne e albicocche cotto su erbe e funghi” o ancora una più rassicurante combinazione tagliatella-cotoletta alla bolognese.

Da sn, Spaghetti “non a norma” e Agnello al kogi, prugne e albicocche (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Anche i dolci seguono una certa ricercatezza, come nel caso di “Limone, limone, limone“: un omaggio all’ agrume estivo per eccellenza, che viene riprodotto attraverso tre consistenze: crema, marmellata e crumble accompagnate da salsa allo yogurt aromatizzata; per gusti più delicati c’è anche la “Ricotta al miele in foglia di lampone”.

La carta dei vini è essenzialmente italiana ma con uno sguardo anche su Francia e Slovenia. Voi siete ponti a cadere nella rete di sapori della Dea Gastarea?

Ristorante Gastarea
Viale Terme 1058/A – Castel San Pietro Terme (Bologna)
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Manuela Di Luccio

Da sempre appassionata di cucina e scrittura, dal 2011 ho provato a coniugarle con un blog. Dopo tanti corsi e aver gestito un bistrot, ho scelto definitivamente la penna come ferro del mestiere. Oggi sono giornalista e scrivo di ristorazione e viaggi, oltre a curare la comunicazione di alcuni ristoranti. Mi piace raccontare le persone attraverso il loro lavoro e i luoghi che mi hanno impresso qualcosa di bello.

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