Un itinerario alla scoperta del territorio tra benessere, enogastronomia, arte e cultura
È un territorio tutto da scoprire e riscoprire quello che gravita attorno ad Abano Terme, in provincia di Padova.
La celeberrima località termale, nota per i benefici terapeutici ricavati dalle acque termali già prima dell’arrivo dei Romani, è la porta d’ingresso per conoscere un mondo affascinante, quello che ruota attorno al Parco Regionale dei Colli Euganei. E ciò tanto per i suoi tesori culturali (come la pregevole visita all’abbazia di Praglia, o a quella splendida “villa di delizia” veneta che è Villa dei Vescovi) oltre che per le sue ricchezze enogastronomiche (con protagonisti indiscussi il vino e l’olio).

Ogni tappa si raggiunge con il naso sempre rivolto all’insù, ammirando oltre ottanta colline di origine vulcanica che punteggiano l’area, conferendole una fisionomia unica.
Link utili: www.visitabanomontegrotto.com | www.parcocollieuganei.com
Abano Terme, una città ad alto tasso di umanità
Già i numeri, in proposito, parlano chiaro: per 20.600 abitanti (in crescita), Abano Terme registra 1.900.000 presenze turistiche all’anno. Parliamo infatti, come sottolinea con orgoglio l’amministrazione locale, del più importante e antico centro termale d’Europa con oltre 3mila anni di storia.
Del resto, tra i più estesi tra questi centri, Abano Terme lo è di sicuro con gli oltre 100 alberghi e le sue 11.000 camere. L’eccezionalità di questo modello, nel senso letterale del termine, è dato dalla presenza delle terme in ogni hotel: tutti gli alberghi, infatti, hanno un pozzo termale monitorato dalla regione.

Spiega il dottor Fabrizio Caldara, direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano e componente del Comitato Scientifico Europeo delle Città Termali Storiche:
«Quelli che sono chiamati con il termine evocativo di “fanghi” rimandano a una terapia efficace, fondata sulla ripetitività, che porta appunto a parlare di soggiorno termale. Il fango termale è una sospensione naturale di tre elementi: l’acqua, il materiale argilloso e quello vegetale. L’origine dell’acqua termale deriva dalle precipitazioni che cadono a un centinaio di chilometri di distanza, nella zona dei monti Lessini. Penetrando nel terreno, raggiunge una profondità importante, tra i 2500 e i 3000 metri. In questa area l’acqua viene compressa e portata a filtrare attraverso la pianura sedimentaria fino alle colline euganee, costituite da roccia granitica. L’acqua non può passare e quindi risale rapidamente in superficie, mantenendo una temperatura elevata. Alla fonte è un’acqua che raggiunge gli 87 gradi. Non è radioattiva né corrosiva e svolge una funzione medicale molto importante, è un’acqua che rilascia e favorisce il drenaggio. Rappresenta inoltre la componente liquida del fango termale ed è utilizzata anche per il riscaldamento degli alberghi».

Negli anni Abano Terme, brand noto in tutta Italia (e non solo), si è reinventato impegnandosi a rinfrescare il linguaggio con cui si presenta al pubblico. Nel 2024 ha scelto la campionessa Sofia Goggia come ambassador per raggiungere nuovi target di clienti, in particolare il pubblico sportivo, puntando sui giovani e investendo sulla promozione del territorio.
Parallelamente, ha ampliato il posizionamento delle proprie terme, proponendole anche come supporto per condizioni non esclusivamente legate alle patologie articolari, come il fenomeno del long Covid e la terapia del sonno. Accanto a questo, si rafforza anche l’impegno sul piano culturale, con iniziative legate alla valorizzazione della città, di cui Villa Bassi Rathgeb – come vedremo -rappresenta un esempio significativo.

Federico Barbierato, sindaco di Abano Terme da 9 anni, individua – quale fiore all’occhiello della sua città – quella «parte intensamente umana che è all’interno degli hotel e soprattutto nei reparti cura dove la relazione con la persona diventa fondamentale». E racconta di come l’offerta scolastica, da queste parti, si sia arricchita di un percorso importante, che ha sede proprio ad Abano Terme, volto a creare figure di middle menagement collegate al mondo del wellness: il Master Spa & Wellness Hospitality Marketing.
Il Grand Hotel Trieste & Victoria tra benessere e storia
La scelta di sostare al Grand Hotel Trieste & Victoria è a tal proposito emblematica. Un grand hotel che mantiene i fasti del periodo belle époque con i suoi saloni, gli arredi storici, i lampadari di Murano, intrecciato a filo doppio con la Storia, quella appunto con la s maiuscola, che qui passò pochi anni dalla sua apertura.
Nato nel 1912, l’hotel ospitò durante il primo conflitto mondiale il Comando Supremo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, e oggi emoziona ancora la visita della camera 106 – dove è possibile soggiornare – in cui il generale Armando Diaz firmò il 4 novembre 1918 il Bollettino della Vittoria che chiudeva la Grande Guerra.
Questo importante hotel – il cui nome “Victoria” venne appositamente aggiunto su indicazione di Gabriele D’Annunzio – che ha ospitato capi di stato, primi ministri, nobili, divi del cinema e dello sport rappresenta quell’intreccio tra benessere (solo nella sua spa lavorano ben 40 persone), mondanità e cultura che incarna al meglio il volto contemporaneo di Abano Terme.
Da non trascurare la cucina raffinata legata al territorio dello chef Silvano Lain, con un’attenzione speciale dedicata ai risotti. Info: www.gbhotelsabano.it
Nel silenzio rigenerante dell’Abbazia di Praglia
In un paesaggio rasserenante, “educato” dalla mano paziente e secolare dell’uomo, la visita all’Abbazia di Praglia – con i suoi quattro chiostri risalenti al XV e XVI secolo – rappresenta un’oasi di pace dove è piacevole sostare (le visite guidate sono frequenti).

Qui vivono 35 monaci benedettini sotto la guida dell’abate Stefano Visintin, che è anche abate dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia. L’attività principale è naturalmente di natura spirituale ma, come tutti i monasteri benedettini, anche questo deve la sussistenza al proprio lavoro.
Di rilievo la parte agricola, con produzione di vino, aceto, olio, miele. Attualmente l’Abbazia gestisce 100 ettari, di cui 12 vitati e 20 boschivi. È in crescita anche la coltura degli olivi, che oggi conta 500 piante.
La produzione di vino – significativa – è di 70.000 bottiglie (da menzionare il Metodo Classico Emeritus, ma anche il passito Claustrum da uve moscato giallo) cui si aggiunge anche la produzione di Prosecco.

Significativa anche la tradizione farmaceutica, con la parte di erboristeria (con produzione di tè, tisane e a breve anche integratori) e il laboratorio di cosmetica (creme, unguenti).
Certamente fiore all’occhiello dell’Abbazia è il laboratorio di restauro del libro, ma anche la biblioteca, divenuta statale dal dopoguerra e dunque aperta a tutti e con un focus rivolto alla storia locale.
Voce importante, non da ultimo, è l’ospitalità (sia maschile che femminile) con una quarantina di camere a disposizione di chi vuole vivere alcuni giorni a stretto contatto con la spiritualità dei monaci. Info: praglia.it
Nell’incanto di Villa dei Vescovi
Avviciniamoci a un monumento importante che dialoga con il paesaggio circostante e che si mostra nella sua importanza anche storica: ci troviamo infatti a Villa dei Vescovi, la prima residenza veneta che ha dato l’impronta alle ville di Andrea Palladio. Qui è nata l’idea di luogo dove trascorrere tempo d’ozio e di ristoro.

Protagonista ne è stata l’importante famiglia Pisani, banchieri della Serenissima. Francesco Pisani, vescovo di Padova, volle creare nelle sue terre quell’effervescente temperie culturale rinascimentale che aveva respirato a Roma, ricreando un circolo culturale sui Colli Euganei.

Il primo progetto risale al 1535. Da ammirare la vista che si gode da ogni lato della villa, specie quella incorniciata dalle bellissime logge e circondata da una distesa di vigneti nonché dal brolo (il tipico spazio agricolo recintato). Gli interni sono interamente affrescati dal pittore fiammingo Lambert Sustris.
La villa, che si trova a Torreglia (PD), è stata donata al Fai nel 2005 ed è regolarmente aperta al pubblico. Info: fondoambiente.it

Il Museo Villa Bassi Rathgeb e le sue mostre
La villa, nel comune di Abano Terme, venne costruita tra il 1566 e il 1576 e custodisce affreschi di fine Cinquecento legati soprattutto a tematiche mitologiche. La famiglia Secco qui vi visse per 200 anni, quindi, a fine Settecento, vi subentrò l’importante famiglia Dondi dall’Orologio. Dal 1979 è di proprietà del Comune di Abano Terme.
Il nome attuale è un omaggio alla famiglia Bassi Rathgeb, originaria di Bergamo, che donò alla città di Abano un ingente lascito di opere d’arte, costituito da reperti archeologici, sculture, quadri, incisioni, suppellettili e arredi.
Di particolare pregio i ritratti del lombardo-veneto, tra le opere più significative della collezione che annovera oltre 400 pezzi. Tra queste, la Madonna con il bambino in trono di Giovan Battista Moroni e l’intenso Autoritratto del pittore bresciano Giacomo Ceruti, noto come “il Pitocchetto”.


Sono numerose le mostre temporanee che vi vengono regolarmente ospitate negli spazi museali. Info: www.museovillabassiabano.it
Museo Luxardo a Torreglia, memoria d’impresa
Ha una storia lunga oltre 200 anni la famiglia Luxardo, originaria di Zara, famosa a libello internazionale come una delle più antiche e prestigiose distillerie italiane, rinomata per la produzione del Maraschino. Fondata nel 1821 a Zara (Dalmazia) da Girolamo Luxardo e oggi gestita dalla settima generazione della famiglia, l’azienda è un punto di riferimento nell’industria degli alcolici di alta qualità.
Basti dire che i prodotti della casa sono venduti in tutto il mondo, con una presenza in circa 100 Paesi. Ma quella dei Luxardo è anche una storia segnata da eventi drammatici in quanto la distilleria di Zara venne bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale dagli angloamericani. La famiglia, colpita da gravi lutti, riuscì a scappare dalle truppe titine raggiungendo Trieste e decidendo di portare avanti l’azienda, aperta quindi a Torreglia nel 1947.
L’affascinante museo, progettato proprio sopra la fabbrica, racconta la produzione del Maraschino e del Sangue Morlacco (altro prodotto di punta della casa che deve il proprio nome – una volta di più – a Gabriele d’Annunzio) e intende porsi come contenitore di memoria capace di raccontare le fasi drammatiche della vita di questa intraprendente e geniale famiglia. Info: museoluxardo.it
Dove mangiare ad Abano Terme e dintorni

Osteria Al Filò – Abano Terme (PD)
Con una storia ultra trentennale, un ristorante di cucina veneta tradizionale dai tocchi creativi. Il locale si trova all’interno di una una vecchia stalla risalente ai primi anni dell’Ottocento, poi sapientemente restaurata. Il nome rimanda al piacere della condivisione e della vita comunitaria.
Tra le specialità, i tagliolini alla liquirizia con scampi e pomodorini. Accanto alle calde sale interne per le stagioni fredde, si aggiungono i tavoli nel porticato e nel giardino ombreggiato per i mesi estivi. Contatti: www.osteriaalfilo.com
Enotrattoria da Serafino – Torreglia (PD)
È storia che si tramanda da tre generazioni quella della trattoria che porta il nome di Serafino Baù e che oggi vede impegnati i tre figli Alberto, Matteo e Giacomo insieme alla loro mamma Michela, moglie di Serafino, che firma i dolci.
In tavola giungono le ricette della tradizione, tutte personalizzate da un tocco creativo con protagonisti i prodotti distintivi del territorio veneto: dagli asparagi bianchi alla soppressa di casa. Menzione per la faraona in dolce cottura con mostarda di mele, verdure di stagione e fondo bruno. La cantina celebra il territorio (e non solo). La famiglia gestisce anche il Vescovi Bistrot all’interno della splendida cornice di Villa dei Vescovi sempre a Torreglia. Contatti: www.enotecasandaniele.com
Osterie Meccaniche – Abano Terme (PD)
La location è certamente unica nel suo genere e non lascia indifferenti non solo bambini e ragazzi (che ne sono conquistati), ma neppure gli adulti: perché assoluta protagonista qui è un’ambientazione motoristica, tra modelli di auto sportive e d’epoca sparsi nel locale, che separano i tavoli e catturano l’occhio mentre in tavola giungono piatti capaci d’incontrare i gusti di tutti.
Dalle pizze ai burger e alla (ricca) grigliata, passando per un must della casa: il pollo fritto “da leccarsi le dita” – come recita il menu – con patate cacio e pepe. Porzioni generose. Contatti: ombestmenu.it
Enoteca Strada del Vino Colli Euganei a Villa Vescovi – Torreglia (PD)
Nell’affascinante cornice di Villa Vescovi, l’Enoteca si ritaglia uno spazio intimo e raffinato dove degustare (e acquistare) i vini dei Colli Euganei. Tra essi, troveremo numerose espressioni della DOCG che rappresenta il territorio, la Colli Euganei Fior d’arancio, tutti dall’intensa aromaticità, la cui coltivazione è attestata già dal Quattrocento e che viene oggi vinificato sia secco che dolce. Possibilità di degustazioni guidate anche in lingua inglese e tedesca. Contatti: www.stradadelvinocollieuganei.it
Ristorante Naiade – Abano Terme (PD)
Posto all’interno del lussuoso Abano Grand Hotel, un ristorante fine dining guidato dal talentuoso chef Andrea Rossetti. Innamorato del proprio territorio, ha arricchito la propria esperienza lavorando nelle cucine in giro per il mondo: in Lussemburgo, Canada, Brasile. Tre i menu degustazione – In cortile, In laguna veneta, In campagna – proposti con sapienti abbinamenti enologici. Il ristorante, al momento in cui scriviamo, è accessibile solo agli ospiti dell’hotel. Contatti: www.gbhotelsabano.it


