Un mosaico di colline di origine vulcanica, borghi in pietra, ville e giardini che raccontano secoli di equilibrio tra ambiente, arte e presenza umana. In questo angolo di Veneto la bellezza si rivela con sobrietà, nel tempo lento dei paesaggi e nella forza delle tradizioni che li custodiscono
Arquà Petrarca e Galzignano Terme devono parte della loro fama alla casa del Poeta e alle acque termali. Basta trattenersi un po’ più a lungo, però, per accorgersi che queste terre hanno molto altro da raccontare. Qui natura e storia convivono da secoli e la tradizione agricola continua a scandire il ritmo della vita quotidiana. È da questi due comuni che inizia il nostro viaggio, un doppio punto di partenza ideale per avvicinarsi all’identità dei Colli Euganei.

Colli Euganei: storia e biodiversità di un paesaggio vulcanico
I Colli Euganei si innalzano all’improvviso dalla pianura veneta dando vita a un paesaggio riconoscibile e sorprendente. Le loro forme coniche rivelano un’origine vulcanica antichissima, mentre la varietà degli ambienti che li caratterizza racconta la straordinaria biodiversità che ancora oggi contraddistingue la zona.
Da secoli, natura e presenza umana convivono in equilibrio. Monasteri, borghi medievali, ville, frantoi e vigneti si alternano con armonia, testimoniando un rapporto profondo tra cultura e agricoltura che ha contribuito a modellare il paesaggio senza snaturarlo.
Negli anni Settanta, questo patrimonio rischiava di essere compromesso dalle numerose cave attive nell’area. La legge speciale del 1971 per la salvaguardia dei Colli Euganei segnò una svolta decisiva, aprendo la strada a una tutela più efficace e a una gestione sostenibile del territorio.
L’istituzione del Parco Regionale dei Colli Euganei, pochi anni dopo, consolidò questo percorso di protezione e valorizzazione, preservando l’equilibrio naturale e culturale dei Colli.
Oggi l’armonia tra ambiente, storia e tradizioni continua a definire l’identità del territorio. Arquà Petrarca e Galzignano Terme sono due punti di osservazione privilegiati per comprenderla. Ed è da qui che inizia il nostro itinerario.
Borgo di Arquà Petrarca: atmosfere e luoghi simbolo
Arquà Petrarca rivela la sua bellezza con calma, passo dopo passo, tra le strade lastricate del centro storico.
Nel tardo pomeriggio la luce scivola sulle case in pietra, esaltando l’impianto medievale e regalando al borgo un’atmosfera sospesa, quasi intatta. È un luogo raccolto, genuino e vivo, che invita naturalmente a rallentare.
La Casa del Petrarca (Foto di copertina) rappresenta il punto di partenza ideale per conoscere il paese. Qui il Poeta scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua vita e, nonostante i restauri successivi, l’edificio conserva ancora buona parte della struttura originaria. All’interno pochi arredi, ma significativi (tra cui la sedia e la scrivania tradizionalmente attribuite a Petrarca), bastano a restituire la sobrietà e la quiete che lo conquistarono al punto da farne il suo rifugio.
Poco più avanti, l’Oratorio della Santissima Trinità e la Chiesa di Santa Maria Assunta, dove si trova la tomba monumentale del Poeta, completano un percorso culturale compatto e coerente.

Lungo le vie pedonali, le targhe letterarie con versi e citazioni accompagnano la passeggiata. Fanno parte del Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei, un progetto che invita a scoprire il territorio attraverso le parole di chi lo ha amato e raccontato.
Accanto alla dimensione letteraria, Arquà custodisce anche un patrimonio meno noto, ma sorprendente. Il Museo dei Pianoforti Antichi, visitabile durante i concerti ospitati a Villa Centanin, raccoglie strumenti di grande valore e aggiunge una sfumatura raffinata alla trama culturale del borgo.

La vera identità di Arquà, però, emerge nei suoi sapori. La giuggiola è il simbolo del paese: cresce nei cortili, colora le vetrine delle botteghe e profuma le enoteche del centro. Da questo frutto nascono confetture, composte, cioccolatini, gli zàleti alle giuggiole (biscotti a base di farina di mais) e il Brodo di Arquà Petrarca, liquore ottenuto dall’infusione di giuggiole e altri frutti autunnali. La ricetta è quella dell’Azienda Agricola Scarpon e l’Enoteca da Loris ne è il punto vendita di riferimento.

La giuggiola torna protagonista anche nello Spritz Euganeo, interpretazione locale del celebre aperitivo: una combinazione di Fior d’Arancio DOCG, giuggiola in grappa veneta e un liquore segreto che ne definisce l’aroma. Per provarlo, l’indirizzo è quello dell’Enoteca di Arquà.

Ogni anno, nelle prime due domeniche di ottobre, il borgo celebra la Festa della Giuggiola, evento amato e molto partecipato dagli abitanti del borgo che testimonia quanto la comunità sia ancora profondamente legata ai propri prodotti simbolo.

Galzignano Terme: natura, cultura e il termalismo dei Colli Euganei
Galzignano Terme è uno dei centri storici del termalismo euganeo. Le acque che sgorgano ai piedi dei Colli sono salso-bromo-iodiche ipertermali, naturalmente ricche di minerali e conosciute fin dall’antichità per le loro proprietà antinfiammatorie e miorilassanti. Raggiungono la superficie a temperature elevate e rappresentano la base dei trattamenti che hanno reso questa località un punto di riferimento per il benessere.
Il Galzignano Resort Terme & Golf raccoglie gran parte di questa tradizione in un unico complesso immerso nel verde.
La struttura comprende tre hotel, ampie piscine termali e un centro wellness dedicato al relax. Ospita anche un reparto medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, dove si effettuano protocolli di fangobalneoterapia e terapie inalatorie sotto supervisione specialistica.
Un’offerta completa, pensata tanto per chi cerca un soggiorno rigenerante, quanto per chi desidera intraprendere percorsi terapeutici mirati.
Negli ultimi anni, Galzignano ha affiancato al termalismo un’interessante dimensione culturale. Il MuCE – Museo dei Colli Euganei ne è il fulcro: un museo civico moderno che racconta la storia naturale e artistica del territorio attraverso installazioni digitali, postazioni interattive e sezioni tematiche dedicate alla geologia, alla biodiversità e alla storia locale.

Tra le raccolte più significative figurano l’erbarium con oltre 4.400 campioni botanici, la sala ornitologica con più di 120 specie e una collezione di ceramiche rinascimentali.
La vera innovazione del MuCE, però, sta nel suo essere un Museo Diffuso. Dal 2024, infatti, il percorso museale si estende anche all’aperto, integrando più di dieci sentieri storici che collegano contrade, valli e colli. Itinerari pedonali e ciclabili progettati per far dialogare museo, paesaggio e memoria storica in un racconto continuo.
È un progetto in costante evoluzione, realizzato grazie alla collaborazione tra scuole, università, ricercatori e realtà locali, che ha trasformato il museo in un vero e proprio laboratorio scientifico e didattico a cielo aperto.
Galzignano, inoltre, è anche un punto d’accesso privilegiato alla natura dei Colli Euganei. Il territorio è dominato dal Monte Venda, la vetta più alta del Parco Regionale, da cui si diramano sentieri che attraversano boschi e vigneti. L’area è molto amata da escursionisti e famiglie ed è perfetta sia per passeggiate panoramiche sia per percorsi più impegnativi. Un riferimento importante è Casa Marina, centro visite del Parco e punto di partenza ideale per esplorare l’anfiteatro naturale dei Colli.

A completare il ritratto di Galzignano c’è la gastronomia, autentica espressione del territorio. La ciliegia è il prodotto simbolo del paese e da generazioni viene trasformata in confetture, sciroppi e dolci tipici.
La Pasticceria Bacelle, è una tappa imperdibile per chi vuole scoprire i sapori locali. Qui la ciliegia è protagonista in più preparazioni, tra cui la sbrisolona alle ciliegie, uno dei dolci iconici della casa. In autunno vale la pena assaggiare anche il Dolce Riccio, torta che celebra gli ingredienti simbolo dei Colli Euganei: farina di castagne, olio extravergine, miele e grappa veneta.

Il Giardino Monumentale di Valsanzibio: un capolavoro immerso nel verde
Il Giardino Monumentale di Valsanzibio, pur rientrando nel territorio di Galzignano Terme, richiede uno spazio a parte. È uno di quei luoghi in cui la storia riesce ancora a rivivere e a parlare con chiarezza.
Progettato da Luigi Bernini tra il 1665 e il 1696 come voto della famiglia Barbarigo dopo la peste del 1630, rappresenta uno degli esempi più completi di giardino simbolico barocco.
Fin dall’ingresso si intuisce che non si tratta di un semplice parco ornamentale. Il tracciato seicentesco, straordinariamente integro, è costruito come un cammino morale: fontane, prospettive e sculture guidano tra virtù, tentazioni e tappe di riflessione.
Il labirinto di bosso ne è uno dei momenti più emblematici, un passaggio che richiama le difficoltà e gli smarrimenti del percorso umano. Uscendone si raggiunge la Grotta dell’Eremita, spazio dedicato alla meditazione che introduce alla conclusione del percorso davanti alla villa.

A rendere Valsanzibio davvero unico è anche la ricchezza del suo patrimonio botanico. Oltre il 60% degli alberi attuali risalgono al XVII secolo e molti hanno oggi tra i 360 e i 410 anni.
I bossi, in particolare, definiscono l’identità del giardino: Valsanzibio ospita la più alta concentrazione al mondo di questa pianta, con spalliere che superano i cinque metri di altezza e viali modellati con una precisione rara.
Tra le specie più antiche non mancano esemplari imponenti. Ci sono lecci che sfiorano i seicento anni, tassi che raggiungono i sette-otto secoli e un cedro della California considerato tra i più antichi presenti in Europa, arrivato qui nel XVII secolo dopo un lungo viaggio via mare.
Valsanzibio è un giardino prezioso e delicato, capace di restituire ancora oggi la visione dei Barbarigo e di raccontare l’idea di un paesaggio che è parte integrante dell’esperienza umana.
Sapori euganei: prodotti, tradizioni e indirizzi da provare
La cucina dei Colli Euganei è il riflesso diretto del territorio: essenziale, agricola e profondamente legata alla stagionalità. Arquà Petrarca e Galzignano Terme riescono a raccontarlo attraverso prodotti che parlano di tradizioni secolari.
Le già citate giuggiole, simbolo di Arquà, compaiono nei cortili delle case e nelle botteghe del centro sotto forma di composte, confetture, cioccolatini, zàleti alle giuggiole e del caratteristico Brodo di Arquà Petrarca prodotto dall’Azienda Agricola Scarpon.
A Galzignano, invece, la ciliegia è il frutto identitario. Da generazioni viene trasformata in sciroppi e dolci tipici trovando una delle sue versioni più invitanti alla Pasticceria Bacelle, che propone un’ottima sbrisolona alle ciliegie.
In autunno, sempre da Bacelle, vale la pena assaggiare il già nominato Dolce Riccio, una torta che valorizza ingredienti simbolo dei Colli: farina di castagne, olio extravergine, miele e grappa veneta.
Erbe spontanee, funghi e prodotti di bosco completano un patrimonio gastronomico che cambia volto con le stagioni. Bruscandoli, carletti e radicchi selvatici segnano la primavera, mentre in autunno i boschi intorno al Monte Venda diventano il regno dei funghi e delle castagne.
Accanto a tutto ciò sopravvive la tradizione degli animali da cortile. Polli, conigli, anatre e faraone sono ingredienti semplici che raccontano la continuità della cucina di casa.
Anche l’olio extravergine è uno dei prodotti più rappresentativi dei Colli. I pendii esposti al sole e il terreno vulcanico permettono di ottenere un olio elegante, con note erbacee e mandorlate. Ad Arquà Petrarca è possibile assaggiarlo e acquistarlo al Frantoio Evo del Borgo, realtà che porta avanti una produzione selezionata e identitaria.

Non mancano il miele (Galzignano è Comune Amico delle Api) e una tradizione vitivinicola che da secoli caratterizza il paesaggio. La Strada del Vino dei Colli Euganei collega cantine e aziende agricole che raccontano il territorio attraverso vini identitari: il fresco Serprino DOC, il profumato Fior d’Arancio DOCG nelle versioni secco e spumante, e i rossi di Merlot, Cabernet e Raboso, resi intensi e riconoscibili dai suoli vulcanici.
Dove mangiare nei colli Euganei: 4 indirizzi da segnare

Per chi desidera conoscere i Colli Euganei anche attraverso la tavola, questi indirizzi offrono una lettura genuina e ben distinta del territorio.
- Ristorante Val Pomaro, Via Scalette, 19, 35032 Arquà Petrarca. Storico locale immerso tra ulivi e vigneti, propone una cucina che alterna piatti della tradizione a preparazioni più curate. Il lavoro sulla stagionalità è costante, così come l’attenzione ai dolci: il panettone artigianale del ristorante è diventato negli anni una delle specialità più riconosciute. Info: www.ristorantevalpomaro.it
- Trattoria Al Bigolaro, Via Regazzoni Bassa, 19, 35030 Galzignano Terme. Una realtà storica immersa nel verde dove la cucina mantiene il carattere sincero dei piatti di casa. I bigoli tirati al torchio, accompagnati dal sugo d’anatra, sono il segno distintivo, accompagnati da ricette stagionali e da una proposta che valorizza i prodotti locali senza forzature. È il posto giusto per assaggiare la tradizione nella sua forma più immediata. Info: www.albigolaro.it
- Ristorante La Montanella, Via dei Carraresi, 9, 35032 Arquà Petrarca. Un ristorante che unisce ambiente curato e forte identità territoriale. La cucina lavora con ingredienti locali (dalla faraona ai tagli di corte, fino alle verdure di stagione) e propone piatti che raccontano la tradizione con attenzione e misura. Il risotto alla quaglia è uno dei simboli della casa e la Pazientina Padovana è la dolce conclusione di una cena da non dimenticare. Info: www.montanella.it
- Ristorante Tavern, Via Scalette, 1, 35032 Arquà Petrarca. Qui il territorio incontra una lettura più contemporanea, senza perdere la sua impronta originaria. La cucina si concentra sulle materie prime locali e sulla stagionalità, mentre il panorama sui Colli, visibile dalle sale e dagli spazi esterni, aggiunge un valore che completa l’esperienza. Info: tavern.it


Un weekend tra Arquà e Galzignano: l’itinerario consigliato
Arquà Petrarca e Galzignano Terme si completano a vicenda e, in un fine settimana, permettono di cogliere in modo chiaro l’identità dei Colli Euganei.
Il percorso può partire da Arquà, dove il borgo invita a muoversi con calma tra la Casa del Petrarca, i luoghi legati alla sua storia e le botteghe che raccontano le tradizioni locali. Nel pomeriggio ci si può spostare al Giardino Monumentale di Valsanzibio, una tappa che unisce arte, storia e paesaggio.
Il giorno successivo, invece, può essere dedicato a Galzignano, alternando natura e benessere: una passeggiata nei sentieri attorno a Casa Marina o una visita al MuCE per leggere il territorio con uno sguardo diverso e, nel pomeriggio, un momento di relax nelle acque termali.
Un itinerario breve ma completo, capace di restituire la sorprendente ricchezza dei Colli Euganei.

