Dalle commedie degli anni Settanta alle serie Gerri e The Swarm: la Cattedrale, il porto e il centro storico di Trani sono diventati negli anni uno dei set cinematografici più riconoscibili della Puglia
Tra vicoli che profumano di mare, palazzi nobiliari che custodiscono secoli di storia e una cattedrale romanica che sembra emergere direttamente dalle onde, Trani è una delle mete più affascinanti della Puglia. Negli anni, la città è diventata un set cinematografico a cielo aperto d’eccezione, capace di incantare registi di fama internazionale, grandi divi del cinema e produzioni televisive di primo piano.
Dalle commedie dirette da Mariano Laurenti ai film di Lina Wertmüller ed Edoardo Ponti, fino alle serie Gerri, Guerrieri – La regola dell’equilibrio e The Swarm, la città è stata trasformata – di volta in volta – in un luogo della provincia italiana, in una strada campana d’inizio Novecento e persino in un angolo della Francia.
La pietra di Trani e il mare: una scenografia naturale
Il simbolo assoluto di questa meraviglia paesaggistica è la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, comunemente conosciuta come Cattedrale di San Nicola Pellegrino. Consacrata nel 1143, prima ancora del completamento dell’edificio, è uno degli esempi più rappresentativi del romanico pugliese. A differenza di molte grandi chiese medievali, concepite per dominare le piazze dall’alto, sorge isolata su una lingua di terra affacciata direttamente sul mare.
Costruita con la celebre pietra di Trani, una roccia calcarea locale dal colore roseo molto chiaro, la facciata cambia tonalità con la luce del sole, passando dal bianco latte al rosa dorato al tramonto. Il campanile, alto circa 59 metri, è caratterizzato da eleganti monofore, bifore e trifore che alleggeriscono la struttura, rendendola leggera come un merletto di pietra sospeso tra cielo e Adriatico.

Poco distante dalla Cattedrale si apre il porto turistico, considerato uno dei più pittoreschi e suggestivi di tutto il Mediterraneo. A forma di anfiteatro naturale, il bacino è protetto da un imponente molo antico e circondato da palazzi storici ottocenteschi e tardo-barocchi che riflettono le proprie facciate sull’acqua. Un tempo scalo commerciale nevralgico per i traffici con l’Oriente, oggi il porto è il salotto buono della città, un luogo dove il tempo sembra rallentare tra barche di pescatori, yacht e ristoranti affacciati sulle banchine.

Addentrarsi nel centro storico di Trani significa compiere un viaggio stratificato nei secoli. I vicoli stretti e lastricati di chianche, le tipiche lastre di pietra, svelano tesori di inestimabile valore appartenenti a diverse epoche. Ne ricordiamo alcuni.
Il Castello Svevo, fortezza difensiva fatta erigere nel 1233 durante il regno di Federico II di Svevia, sorge su un banco roccioso affacciato sul mare ed è collegato alla terraferma da ponti levatoi. Con la sua pianta quadrangolare e le quattro torri angolari, incarna la tipica architettura federiciana di controllo del territorio costiero.

Completano il paesaggio urbano Palazzo Caccetta, Palazzo Beltrani – oggi polo museale e culturale – e Palazzo Antonacci Telesio. Gli edifici testimoniano la ricchezza economica e culturale delle famiglie che abitarono la città tra il Cinquecento e l’Ottocento, attraverso cortili, loggiati, scaloni monumentali e giardini nascosti.
Non è possibile non citare La Judaria o Giudecca, l’antico quartiere ebraico medievale. Caratterizzato da vicoli tortuosi e case basse, ospita la splendida sinagoga-museo di Scolanova, testimonianza di una fiorente comunità che ha segnato la storia della città con contributi economici e culturali.
Le commedie degli anni Settanta girate a Trani
Tra gli anni Settanta e Ottanta, la città e il suo celebre Liceo Classico furono scelti da registi della commedia all’italiana come Mariano Laurenti per pellicole spensierate e di grande richiamo popolare.
Tra gli attori più noti ricordiamo Lino Banfi, Gloria Guida, Alvaro Vitali, Edwige Fenech. Era un cinema capace di riempire le sale e di raccontare, con leggerezza, desideri, trasformazioni sociali e contraddizioni dell’Italia di quegli anni.
Da Lina Wertmüller al ritorno di Sophia Loren

Nel 1990 Lina Wertmüller scelse Trani per alcune riprese di Sabato, domenica e lunedì, adattamento televisivo dell’omonima opera di Eduardo De Filippo con Sophia Loren. In quella occasione, via Mario Pagano venne trasformata per ricreare una Pozzuoli d’inizio Novecento.
A confermare l’indissolubile amore tra il cinema d’autore e la città è stata, più recentemente, l’immancabile Sophia Loren. Nel 2019, la diva del cinema italiano e mondiale è tornata a Trani, a distanza di decenni, per girare alcune sequenze del pluripremiato film La vita davanti a sé, diretto dal figlio Edoardo Ponti. Il centro storico tranese, con il suo antico quartiere ebraico, ha offerto una cornice intima e intensa a una delle storie più emozionanti degli ultimi anni.
Nel 2015 anche il porto tranese e alcuni suoi scorci più caratteristici sono stati il palcoscenico naturale della commedia targata Warner Bros Loro chi?, diretta da Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci, che ha visto protagonisti due volti amati del cinema italiano come Marco Giallini ed Edoardo Leo.
Gerri e le produzioni televisive più recenti
Negli ultimi anni la vocazione audiovisiva di Trani si è consolidata grazie anche al lavoro della Fondazione Apulia Film Commission, impegnata nella promozione del territorio pugliese come luogo di produzione cinematografica e televisiva.
Tra le strade e i palazzi di Trani si sono mossi i set di produzioni di grande successo. Tra queste c’è Gerri, la serie crime di Rai 1 diretta da Giuseppe Bonito con Giulio Beranek nei panni di un magnetico e tormentato ispettore.
Trani compare anche in Guerrieri – La regola dell’equilibrio, serie tratta dall’universo narrativo legal-thriller di Gianrico Carofiglio, le cui storie avevano già ispirato le fiction con Zingaretti nei primi anni Duemila. La produzione, ambientata principalmente a Bari, ha coinvolto anche altre località pugliesi, tra cui Trani, Monopoli, Grumo Appula e Giovinazzo.
Di respiro internazionale è invece The Swarm – Il quinto giorno, thriller ecologico che ha trovato nella costa adriatica lo scenario ideale per le sue riprese. Per alcune sequenze il porto di Trani è stato trasformato in un mercato ittico francese.
Oggi, camminare sul molo di Trani o attraversare Piazza Duomo significa, quindi, compiere un viaggio dentro la storia dello schermo italiano. Non più solo pietra e mare, quanto un palcoscenico vivente in cui la realtà supera la finzione cinematografica, regalandoci ogni volta una nuova inquadratura da amare.


