Faggete, castagneti, aceri e querce trasformano parchi e foreste del Mezzogiorno. Dal Gargano alla Sila, fino ai boschi campani, alcuni itinerari per osservare il foliage lontano dalle mete alpine più conosciute
Quando si parla di foliage si pensa alle immense distese boschive del Canada, al Maine e al New England negli Stati Uniti. Oppure al fenomeno poetico, conosciuto come “momijigari”, la tradizione giapponese legata all’osservazione delle foglie autunnali, che virano dal giallo oro all’arancio fino alle tonalità più scure del ruggine. O, ancora, ai boschi alpini, delle Dolomiti e degli Appennini formati da faggi, aceri e castagni, alberi dalle foglie caduche e dalle tonalità cangianti.

Anche il Sud Italia riserva, però, belle sorprese a chi ama il fall foliage, tra faggete, castagneti, querce e aceri. Puglia, Basilicata, Calabria e Campania custodiscono aree forestali molto diverse tra loro, dalle alture del Gargano ai grandi parchi dell’Appennino meridionale.
Puglia, dalle faggete del Gargano ai fragni della Murgia
In Puglia, nella zona di Foggia, lo spettacolo è assicurato nella Foresta Umbra, considerata la foresta del Sud con gli alberi del Nord. Qui, da Monte Sant’Angelo a Vico del Gargano, faggete secolari – inserite nell’elenco del Patrimonio Mondiale Naturale – si alternano a querce e aceri garantendo sfumature che virano dal giallo caldo al bordeaux.
Olmi, tigli e roverelle, queste ultime appartenenti alla famiglia delle querce, caratterizzano invece l’area dei Monti Dauni e del Bosco di Faeto, dove in autunno il paesaggio assume tonalità prevalentemente gialle e ramate.
Anche i boschi della Valle d’Itria in autunno si accendono di una luce dorata che la rende ancora più magica. Il luogo ideale per godere di questa bellezza? Il Bosco delle Pianelle, dove le foglie si tingono di tantissime sfumature, dal giallo acceso al rosso porpora, dal verde scuro all’arancione.
Sulla Murgia tarantina, dove protagonisti assoluti sono i fragni, una specie di quercia di origine balcanica, lo spettacolo lascia senza fiato, specialmente tra i Boschi di San Basilio e Sant’Antuono a Mottola.

Basilicata, gli aceri e i faggi del Pollino
In Basilicata ettari ed ettari di variopinti boschi colorano il Parco Nazionale del Pollino dove la tavolozza è formata dalle tinte accese degli aceri e dei faggi in contrasto con il verde scuro dei pini.

Tra le mete da non perdere c’è San Severino Lucano e il suo Bosco Magnano, un vero e proprio santuario della natura dominato da aceri, carpini e ontani oltre che da faggi e cerri. Qui il fenomeno del foliage regala uno spettacolo cromatico unico.
Atmosfera ammaliante anche quella dei fitti boschi del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese dove il Lago del Pertusillo e la vicina vallata sono tappezzati di lecci e querce dalle sfumature ambrate.
Calabria, la Sila sulle tracce di Norman Douglas
In Calabria il Parco Nazionale della Sila offre uno dei paesaggi forestali più estesi del Mezzogiorno, con faggete, ontani e platani che, insieme al pino loricato, rappresentano i simboli dell’altopiano calabrese.
Questo angolo ancora oggi troppo poco conosciuto fu uno dei luoghi del Grand Tour che appassionarono tanti stranieri come lo scrittore inglese Norman Douglas che nel 1915 non esitò a scalare il Monte Botte Donato, e percorse la Strada delle Vette proprio per godere al meglio la vista del foliage. Raccontò queste sue avventure nel saggio di viaggio “Old Calabria” e oggi nel Parco Nazionale della Sila è presente un itinerario escursionistico dedicato allo scrittore che ripercorre i luoghi dei suoi trekking tra quelle montagne impervie e selvagge.

Campania, dai castagneti del Terminio al Bosco di Capodimonte
Belle passeggiate autunnali anche tra i boschi di faggio e castagno del Parco Regionale Taburno-Camposauro, in provincia di Benevento in Campania. Qui spiccano le macchie verdi e rosse degli imponenti agrifogli che, in quest’area, raggiungono dimensioni considerevoli fino ad assumere l’aspetto di veri e propri alberi.
Nella provincia di Avellino ci si perde tra i castagneti intorno a Serino accompagnano il paesaggio fino al Monte Terminio, dove alberi secolari creano panorami autunnali unici. Un’altra area molto suggestiva è quella protetta dei Monti Lattari nel salernitano: qui la Valle delle Ferriere regala suggestivi contrasti cromatici. E per ammirare il foliage in città? A Napoli c’è il Bosco di Capodimonte per passeggiare tra le foglie multicolori nel cuore del capoluogo campano.

Quando ammirare il foliage al Sud
Il momento migliore varia in base all’altitudine, alle specie presenti e all’andamento climatico dell’anno. Nei territori montani il cambiamento può iniziare prima, mentre nelle aree più basse le colorazioni autunnali tendono a protrarsi più a lungo.
Per programmare una passeggiata conviene verificare, nei giorni precedenti, le condizioni dei sentieri e lo stato della vegetazione attraverso i siti ufficiali dei parchi e degli enti territoriali interessati.


