Una guida di viaggio che attraversa la regione da ovest a est, raccontando una terra in cui storia, natura e grandi vini compongono un mosaico sorprendente
Un viaggio in Calabria significa attraversare una terra dai mille volti, dove mare, montagne e vigne si alternano in pochi chilometri. Basta passare dal blu del Tirreno alle foreste del Pollino, attraversare la Piana di Sibari e ritrovarsi davanti allo Ionio per capire che il viaggio segue mille paesaggi. E ognuno ha un sapore e una storia da raccontare.
Una regione costruita su contrasti geografici e culturali, in cui il vino accompagna questo percorso come una lente attraverso cui leggere il territorio. Un patrimonio che trova forza soprattutto nei vitigni autoctoni: Gaglioppo, Magliocco, Greco Bianco, Pecorello, Mantonico e Guarnaccia sono solo alcune delle varietà che raccontano una Calabria enologica capace di sorprendere.
Itinerario in breve per un viaggio in Calabria
📍 Riviera dei Cedri – Scalea, Arcomagno e i vini della Terre di Cosenza DOC
📍 Parco Nazionale del Pollino – Papasidero, Grotta del Romito e Moscato Passito di Saracena
📍 Sibari e la Sibaritide – Parco Archeologico, risaie e prodotti della fertile pianura ionica
📍 Corigliano-Rossano – Castello Ducale, Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli e tradizioni produttive
📍 Parco Nazionale della Sila – Lago Cecita, Centro Cupone, formaggi, e vini di montagna
📍 Valle dell’Esaro – Castello di Serragiumenta e la nuova identità del vino calabrese
Il Tirreno, l’Arcomagno e il profumo dei cedri
La Calabria inizia il suo racconto dalla costa tirrenica cosentina, dove il mare diventa il primo narratore del viaggio. Tra Scalea, Praia a Mare e San Nicola Arcella, la Riviera dei Cedri mostra uno dei suoi scenari più spettacolari, dominato dall’incontro tra acqua e roccia: baie nascoste, grotte naturali e borghi che conservano il rapporto con una terra aspra e generosa.
Il luogo simbolo è l’Arcomagno, una grande apertura naturale che incornicia una piccola baia dalle acque trasparenti. Raggiungibile dal mare con le motonavi ibride ad energia solare di Galatea in un tour che abbraccia la suggestiva Grotta del Monaco, Torre Crawford e l’Isola di Dino.

La Riviera dei Cedri prende il nome dall’ingrediente simbolo del territorio: il Cedro, utilizzato nella pasticceria, nei liquori, nelle confetture e perfino nelle preparazioni salate. Accanto agli agrumeti, trovano spazio i vigneti che appartengono alla Terre di Cosenza DOC, nella sottozona Verbicaro, una delle espressioni più rappresentative della viticoltura dell’Alto Tirreno.
Nel Parco Nazionale del Pollino tra borghi e Moscato Passito di Saracena
Lasciata la costa, la strada sale rapidamente verso l’interno. In pochi chilometri il paesaggio cambia completamente lasciando spazio ai boschi e ai massicci del Parco Nazionale del Pollino, il più esteso d’Italia.
Lungo questo percorso il viaggio rallenta. Ogni borgo conserva il rapporto con la montagna, con la pastorizia e con un’agricoltura che ha imparato a convivere con un territorio complesso, trasformando i limiti in risorse.
La tappa al suggestivo borgo medievale di Papasidero è d’obbligo: immerso nella natura selvaggia della Valle del fiume Lao, il paese è celebre per la Grotta del Romito e il suo graffito preistorico di oltre 14.000 anni fa, insieme al caratteristico Santuario di Santa Maria di Costantinopoli incastonato nella roccia.

Da non perdere lungo la strada, Catasta Pollino è l’innovativo hub turistico-culturale gestito da Giovanni Gagliardi, Manuela Laiacona, Donato Sabatella e Sergio Senatore, sul pianoro di Campotenese. Una vera e propria “porta d’accesso” al Pollino, dalla suggestiva architettura in legno ispirata alle cataste di tronchi. Al suo interno, un’area didattico-espositiva per orientarsi tra i sentieri della riserva, cicloturismo, un’ottima cucina e la bottega dedicata alle eccellenze enogastronomiche locali.
Il Pollino custodisce una produzione unica nel panorama italiano: il Moscato Passito di Saracena delle Cantine Viola. Un vino che racconta il tempo e che nasce da un procedimento antico rimasto invariato nei secoli unendo Moscato, Malvasia e Guarnaccia. Profumo e struttura che accompagnano non soltanto la pasticceria secca locale, ma anche formaggi stagionati e preparazioni gastronomiche più ricercate.
Sibari, la Magna Grecia e una pianura vocata all’agricoltura
Dalle montagne del Pollino il viaggio scende nuovamente verso la costa, attraversando un territorio dove la storia emerge dal paesaggio: la Sibaritide.
Qui il passato della Magna Grecia incontra una delle aree agricole più produttive della Calabria mentre il Parco Archeologico di Sibari restituisce la memoria di una delle città più importanti del mondo antico.
Ancora oggi questa vocazione al dialogo tra culture si riflette nelle produzioni e nella cucina locale. La pianura offre infatti agrumi, ortaggi e vigneti, grazie a condizioni climatiche particolarmente favorevoli.

Il Riso di Sibari, coltivato in un ambiente caratterizzato dalla presenza dell’acqua e dalla fertilità dei terreni, è una delle eccellenze più recenti del territorio.
La cucina della Sibaritide diventa così il naturale accompagnamento del calice e costruisce un’identità gastronomica nella quale mare e agricoltura convivono da secoli.
La viticoltura calabrese affonda le proprie radici nella Magna Grecia, quando i coloni ellenici contribuirono alla diffusione della vite. Non è un caso che gli antichi chiamassero questa terra Enotria, ovvero “terra del vino”.
Corigliano-Rossano tra castello, liquirizia e tradizioni produttive
Proseguendo lungo la costa ionica, l’itinerario conduce verso il Castello Ducale di Corigliano, una delle fortezze meglio conservate della Calabria. Dalla sua posizione dominante, lo sguardo abbraccia la pianura, il mare Ionio e le colline circostanti.

È un punto di osservazione privilegiato per comprendere il legame tra ambiente e produzioni. Tra queste, la più conosciuta è certamente la liquirizia, la cui radice cresce spontaneamente lungo le coste ioniche calabresi, trovando qui una delle sue massime espressioni produttive.
Il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli a Rossano racconta la storia di una famiglia e di un’impresa che, da secoli, ha saputo trasformare una risorsa naturale in un prodotto riconosciuto a livello internazionale. Attraverso documenti, strumenti di lavorazione e testimonianze storiche, il museo restituisce il percorso di una materia prima che appartiene profondamente al territorio.
La Sila dei boschi e dei vini di montagna
Dalla costa ionica il percorso cambia nuovamente direzione e sale verso una Calabria diversa, lontana dall’immaginario delle spiagge e delle coste: la Sila.
Boschi di faggio e pino laricio, pascoli e corsi d’acqua caratterizzano un paesaggio nel quale l’attività agricola mantiene ancora un rapporto diretto con la natura. Il Lago Cecita, circondato dai boschi del Parco Nazionale della Sila, rappresenta una delle immagini più suggestive di questa tappa.
Il Caciocavallo Silano DOP, la Patata della Sila IGP, i funghi, raccontano una cucina montana costruita sulla stagionalità. Anche i vini mostrano caratteristiche differenti rispetto alle espressioni costiere: maggiore freschezza e struttura più elegante. Accanto ai rossi di carattere emergono soprattutto bianchi capaci di sorprendere per profondità e longevità
Tutto questo è da gustare presso l’azienda agrituristica Biosila della famiglia Abbruzzese: una fattoria didattica immersa tra i paesaggi incontaminati della Sila Greca, nel cuore dell’altopiano calabrese. Qui è possibile vivere un’esperienza tra pascoli aperti e un caseificio artigianale dove degustare formaggi tipici a chilometro zero, oltre a passeggiare lungo i percorsi naturalistici e partecipare a laboratori esperienziali dedicati alle tradizioni rurali della regione.
Il Centro “Cupone” è il principale polo informativo e didattico del Parco Nazionale della Sila, situato nei pressi del Lago Cecita. Al suo interno è possibile esplorare un museo naturalistico e l’orto botanico, oltre a percorrere i sentieri natura che conducono alle ampie recinzioni faunistiche dove osservare da vicino caprioli e lupi della Sila nel loro habitat protetto.

Castello di Serragiumenta: le nuove visioni del vino calabrese
Il viaggio si conclude verso le aree collinari dell’entroterra cosentino, dove la Calabria si presenta in una dimensione più raccolta e agricola. È la Valle dell’Esaro, una zona di passaggio naturale tra i due versanti marittimi della regione.
Le montagne si addolciscono, le colline si aprono in ampie vallate e i vigneti si alternano agli uliveti, ai campi coltivati e ai piccoli borghi che conservano ancora un forte legame con le produzioni locali.
In questo contesto si inserisce la Dimora Storica del Castello di Serragiumenta, la realtà di Rita Bilotti che rappresenta una Calabria agricola contemporanea, capace di valorizzare il paesaggio attraverso ospitalità, glamping, produzioni vitivinicole e ottima cucina.

Anche qui il riferimento enologico è la Terre di Cosenza DOC, denominazione che negli ultimi anni ha contribuito a valorizzare una produzione regionale sempre più orientata alla qualità e alla riconoscibilità territoriale.
La degustazione finale del percorso diventa così un momento di sintesi. Nel calice ritornano i territori attraversati, dalla luce del Tirreno alle memorie della Magna Grecia. Una terra da percorrere lasciandosi guidare dalle strade panoramiche, dai piccoli produttori, dai borghi e dai vini che custodiscono la storia di un territorio antico e ancora tutto da raccontare.
Domande frequenti
Quanto tempo occorre per percorrere questo itinerario in Calabria?
Per vivere il percorso senza fretta sono consigliabili almeno 5-7 giorni. L’itinerario attraversa ambienti molto diversi, dalla Riviera dei Cedri al Parco Nazionale del Pollino, dalla Sibaritide alla costa ionica, fino alla Sila e alla Valle dell’Esaro. Dedicarvi più giorni permette di visitare i borghi, conoscere le aziende del territorio e degustare i vini locali senza affrontare lunghi spostamenti quotidiani.
Qual è il periodo migliore per visitare la Calabria?
La primavera e l’inizio dell’autunno sono le stagioni ideali. Le temperature sono piacevoli sia lungo la costa sia nelle aree montane, i paesaggi sono particolarmente suggestivi e le cantine sono spesso impegnate nelle attività stagionali. L’estate è perfetta per abbinare mare ed enogastronomia, mentre l’autunno offre il fascino della vendemmia e dei prodotti del bosco.
Quali sono i principali vitigni autoctoni della Calabria?
La Calabria vanta un ricco patrimonio vitivinicolo basato soprattutto su varietà autoctone. Tra le più rappresentative figurano Gaglioppo, Magliocco, Greco Bianco, Pecorello, Mantonico e Guarnaccia, vitigni che danno origine a vini profondamente legati ai diversi territori della regione.
È un itinerario adatto anche a chi non è un appassionato di vino?
Sì. Il vino rappresenta il filo conduttore del viaggio, ma il percorso permette di scoprire anche borghi storici, parchi naturali, siti archeologici, castelli, prodotti tipici e paesaggi molto diversi tra loro. L’itinerario è quindi adatto a chi desidera conoscere la Calabria attraverso la sua cultura, la natura e la gastronomia.
Quali prodotti tipici calabresi si possono degustare lungo il percorso?
Oltre ai vini del territorio, l’itinerario conduce alla scoperta di numerose eccellenze calabresi, tra cui il Cedro della Riviera dei Cedri, il Moscato Passito di Saracena, il Riso di Sibari, la liquirizia di Rossano, il Caciocavallo Silano DOP e la Patata della Sila IGP, prodotti che rivelano l’identità agricola e gastronomica della regione.
È necessario avere un’auto per seguire questo itinerario?
Sì. L’automobile è il mezzo più pratico per raggiungere le diverse tappe e muoversi tra costa, aree interne e parchi naturali. Alcuni luoghi sono serviti dai mezzi pubblici, ma per visitare borghi, aziende agricole e cantine con maggiore libertà è consigliabile organizzare il viaggio in auto.


