Dall’aia ai sentieri del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, dalla tavola del Galbusera Nera ai vigneti raccontati da Claudia Crippa e alla degustazione delle etichette aziendali, fino al soggiorno nelle camere immerse nel verde
In lungo e in largo per la nostra bella Penisola esistono luoghi in cui ci si ferma per mangiare, altri in cui si arriva per sorseggiare un calice di vino locale, altri ancora dove dormire nel silenzio o partire per una passeggiata o un’escursione nella natura.
La Costa, a La Valletta Brianza (LC), nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, tiene insieme tutte queste possibilità in un’unica esperienza.

Azienda vitivinicola, agriturismo, luogo di ospitalità e punto di partenza per cammini, degustazioni e piccole scoperte del territorio, La Costa è uno di quegli indirizzi in cui le 24 ore non sembrano un espediente narrativo, ma il “tempo” più naturale per capirne davvero l’identità.
Qui ogni momento porta spontaneamente a quello successivo: un caffè nell’aia, un sentiero tra i boschi, un calice a Montevecchia, il pranzo in agriturismo, la visita ai vigneti, la degustazione, la cena, il silenzio delle camere.
Mattina a La Costa: l’arrivo nell’Aia
La giornata può cominciare alle 9.30, con quell’andatura lenta e la serenità che spesso ci si concede solo quando si è lontani da casa. E invece La Costa è a poca distanza da Milano, Lecco, Como e Bergamo, in una Brianza che sa sorprendere chi ancora la immagina soltanto operosa, produttiva, attraversata più che vissuta.
L’arrivo è nell’Aia, spazio aperto della bella stagione, attivo fino a metà ottobre o inizio novembre a seconda delle temperature. Poco dopo aver parcheggiato ci si imbatte in un cortile attrezzato con tavolini e un caratteristico banco bar, un luogo semplice e accogliente dove fermarsi per una colazione, una torta fatta in casa, un succo o un primo bicchiere, il tutto con una splendida vista sul paesaggio di vigneti e boschi.

A piedi nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone
Da lì, il passo può facilmente allungarsi. Basta aprire la cartina dei percorsi suggeriti per sentirsi stimolati a un trekking nel verde: La Costa infatti non è un indirizzo isolato, ma una porta d’accesso al Parco di Montevecchia e della Valle del Curone.
I tracciati si muovono tra sentieri naturalistici, strade bianche, cascine, produttori, punti panoramici e piccoli borghi, con itinerari di diversa durata, dalle passeggiate più leggere ai percorsi da tre, quattro o cinque ore.
La giornata, così, da prevalentemente gastronomica diventa fisica, paesaggistica, quasi agricola: si cammina dentro lo stesso ambiente che dà forma ai vini, ai prodotti e alla cucina. Uno dei tre itinerari, in particolare, mette in fila produttori e indirizzi della zona, mostrando bene la volontà di La Costa di fare rete con chi, nello stesso territorio, lavora su qualità e tradizione locale.
Montevecchia e l’enoteca delle Terre Lariane
A poca distanza, poi, c’è Montevecchia, borgo simbolo di questo angolo di Brianza, con la sua piazzetta e l’Enoteca di Montevecchia by Viticultori Lariani, spazio nato per raccontare la tradizione vinicola delle Terre Lariane attraverso degustazioni, incontri e bottiglie del territorio.
Le lancette dell’orologio corrono e il rientro all’agriturismo porta verso la tavola. A pranzo si può scegliere una misura più leggera, lasciando alla cena il compito di allargare l’esperienza.
Pranzo al Galbusera Nera, tra orto e territorio
La cucina del ristorante Galbusera Nera, guidata da Alessandro Trivella, lavora su un’impostazione chiara: territorio, prodotti locali, piatti riconoscibili, senza bisogno di strafare. La tradizione c’è, ma non pesa; il vegetale non è solo un’alternativa “dovuta”, ma piuttosto un percorso ragionato e radicato, con materie prime locali e ricette liberamente tratte dalla memoria agricola del territorio. Lo raccontano piatti come il Cannellone con ricotta e pesto di rucola o la Cipolla ripiena e croccante al rosmarino.


Accanto a questa anima vegetale, la carta lascia emergere la Brianza e le valli vicine con piatti più esplicitamente territoriali: la Trota della Valsassina in carpione leggero o l’antipasto della Cascina con salame, caprino di Montevecchia, mondeghili, polenta e lardo. Una cucina che non cerca l’effetto speciale, ma punta sulla riconoscibilità del territorio e dei suoi produttori. Che preferisce lavorare sulla qualità della materia prima, sulla misura delle preparazioni, su quel senso di casa ben fatta che è forse una delle forme più difficili dell’accoglienza contemporanea.

Pomeriggio in vigna, dove nasce il progetto La Costa
Il pomeriggio è il momento in cui La Costa smette di essere soltanto un luogo piacevole e rivela la propria sostanza agricola. I vini della realtà nascono da circa 12 ettari di vigneti disposti su ronchi e terrazzamenti d’antica costruzione, dentro un anfiteatro naturale nella Valle del Curone.
Il suolo calcareo, ricco di minerali, le escursioni termiche e la presenza della roccia affiorante danno ai vini una matrice comune fatta di freschezza, sapidità e finezza. Pinot Nero, Merlot, Riesling, Syrah, Moscato Rosso, Verdese, Chardonnay e Manzoni Bianco: tante varietà legate tra loro da un fil rouge comune: la freschezza e la sapidità, evidenti anche all’assaggio.

Da Giordano a Claudia Crippa, la storia di La Costa
È qui che il racconto di Claudia Crippa diventa centrale. La Costa nasce nel 1992, quando Giordano Crippa impianta la prima vigna di Riesling, dando inizio a un lavoro di recupero e riqualificazione che porterà alla prima vendemmia nel 2000. Oggi quel percorso è diventato un progetto più ampio, capace di mettere insieme vino, ristorazione, ospitalità e promozione del territorio.
Qui sta una delle cose più belle: La Costa non sembra voler raccontare soltanto se stessa. Il suo lavoro si inserisce dentro la crescita delle Terre Lariane, una denominazione ancora poco nota al grande pubblico ma ricca di energia, produttori e paesaggi.
Anche la dimensione cooperativa dei Viticultori Lariani, a La Valletta Brianza, va in questa direzione: fare squadra. Mettere insieme competenze, spazi, strumenti e visione per dare più forza a un territorio che ha ancora bisogno di farsi conoscere, ma che non parte certo da zero.
È una Brianza del vino ancora giovane nella percezione collettiva, ma non improvvisata. E La Costa, con la sua storia familiare, i suoi vigneti recuperati, la sua attenzione alla vigna e alla cantina, ne rappresenta una delle voci più interessanti.
La degustazione dei vini di La Costa
Poi, finalmente, il bicchiere. Arriva il momento di ritrovare nel calice ciò che si è scoperto passeggiando tra i vigneti della realtà brianzola.

L’Incrediboll Extra Brut, Metodo Classico da Riesling con 30 mesi sui lieviti, è una delle sorprese più interessanti: una bollicina verticale, fresca, capace di tenere insieme immediatezza e carattere.
Il Solesta, Riesling affinato in botti d’acacia, porta il vitigno dentro una dimensione più ampia e gastronomica. Si prosegue con il rosato fermo della casa: agile, fragrante, tutto giocato su freschezza e facile beva, capace di raccontare il lato più immediato e conviviale di La Costa (ne abbiamo parlato in maniera più approfondita negli itinerari in rosa della Lombardia).
Il San Giobbe racconta poi il Pinot Nero nella sua versione più classica, con affinamento in botte grande, mentre il Muneda ne rappresenta la selezione più profonda, affinata in tonneaux di primo passaggio. Due letture diverse dello stesso vitigno, tra frutto, spezia, finezza e struttura.

Prima di cena: dispensa, relax, un’ultima passeggiata al tramonto
Nulla impedisce nel pomeriggio di concedersi nuovamente una passeggiata, un po’ di relax in camera, o di fermarsi nella dispensa interna, dove accanto ai vini La Costa trovano spazio prodotti di qualità di altri produttori della zona. È un piccolo spazio solo in apparenza “laterale”: in realtà dice molto della filosofia dell’azienda. Qui il territorio è al centro di una rete di relazioni, fornitori, materie prime, prodotti da portare a casa.

Cena senza fretta, con la Brianza nel piatto
La cena può avere un passo più disteso. Dopo una giornata tra aia, sentieri, vigne e cantina, il menu si presta a una lettura più completa e sostanziosa, capace di spostarsi dalla leggerezza del pranzo a piatti più pieni, da fine giornata.
È il momento della “Pasta cunscia”, maltagliati con pomodorini, cipolla e pancetta, del Coniglio alla lavanda con purè di patate, della Battuta di manzo al coltello con maionese fatta in casa e misticanza, o di una degustazione di formaggi del territorio con composta e miele. Il finale resta domestico ma curato: una Bavarese al sambuco, pan de mej e fragole o una Torta ripiena di frutta con gelato al fior di latte.
Notte in Cascina, nel silenzio del Parco
Terminata la serata a tavola, dalle grandi vetrate del ristorante resta ancora il tempo per guardare il paesaggio prima di raggiungere gli alloggi di Cascina La Costa, qualche metro più in alto: cinque camere matrimoniali e sei mini appartamenti immersi nel verde, a circa dieci minuti a piedi dal ristorante e raggiungibili anche con navetta.

L’elemento dominante qui è il silenzio del Parco e dei boschi davanti alle finestre, di una Brianza che sembra lontanissima dalla sua immagine più rumorosa e produttiva. Poche camere, materiali naturali, un’accoglienza raccolta, la sensazione di chiudere davvero la porta sul resto.
Il risveglio a La Costa con la colazione in Cascina
La mattina successiva, quando le 24 ore stanno per chiudersi, arriva l’ultimo momento della permanenza, la colazione, a chiudere il cerchio. Non più l’aia informale dell’arrivo, ma una tavola più ricca, pensata per chi ha dormito in Cascina: uova delle galline, yogurt con granola fatta in casa, dolce, salato, prodotti semplici e buoni.
Le 24 ore si chiudono così nello stesso luogo da cui erano cominciate, dopo aver conosciuto La Costa nelle sue diverse attività. Cantina, agriturismo, ristorante, ospitalità, sentieri e rapporto con gli altri produttori convivono all’interno di un progetto che permette anche di osservare un volto meno conosciuto e meno scontato della Brianza, ancora fortemente legato all’agricoltura e al paesaggio rurale.
LA COSTA
Via Curone 15 – La Valletta Brianza (LC)
www.la-costa.it

