Emilia-Romagna Turismo

Brisighella e Dozza da “gustare”: due borghi romagnoli tutti da scoprire

Sono due dei borghi più belli d’Italia situati lungo la via Emilia, in un territorio molto interessante dal punto di vista enogastronomico e turistico

Tra Brisighella e Dozza: cosa vedere e cosa mangiare
Brisighella, la Via degli Asini (Foto © Manuela Di Luccio).

Il territorio imolese-faentino, attraversato dalla via Emilia, si sviluppa sul confine tra Emilia e Romagna e di queste due terre assorbe tutte le tradizioni gastronomiche e non solo. Dalla pasta fresca al culto dei motori, passando per la vivacità imprenditoriale all’arte dell’ospitalità, ci troviamo in un’area molto interessante anche dal punto di vista turistico, fra città d’arte e borghi collinari.

Tra Brisighella e Dozza: cosa vedere e cosa mangiare

Il segmento che unisce Imola e Faenza è puntellato di soste di gusto e di bellezza in alcuni dei borghi più belli d’ Italia, così come ha dimostrato il press tour organizzato da “IF – Imola Faenza Tourism Company“, hub turistico che organizza itinerari incentrati su arte, cibo, relax e motori.

Qui vi racconteremo in particolare delle oppotunità offerte dal turismo enogastronomico tra Brisighella e Dozza, due località di antiche origini e in cui le tradizioni si accompagnano a tanti altri aspetti della cultura e del tempo libero che li rendono una tappa obbligata per chi visiti la Romagna.

Brisighella: dall’olio al carciofo Moretto

Brisighella è uno dei borghi più belli d’Italia, incastonato nella Valle del Lamone e all’interno del Parco Regionale della Vena del Gesso. Le cose da vedere, le attività all’aria aperta e le tradizioni gastronomiche offrono tanti spunti per chi ama un turismo lento, a contatto con la Natura e con una comunità genuina.

Si può partire dal centro del borgo visitando l’antica Via degli Asini, un dedalo di viuzze che si snoda fra i portici di antichi edifici costruiti a ridosso della roccia su cui si erge la Torre dell’Orologio, punto panoramico da raggiungere a piedi per ammirare tutta la Valle del Lamone.

Pieve di San Giovanni a Brisighella (Foto © Manuela Di Luccio).

Un altro immancabile belvedere è quello offerto dalla Rocca Manfrediana, edificata nel 1310 dai Manfredi, signori di Faenza. Nonostante vari restauri e “ampliamenti”, il maniero conserva tutte le caratteristiche delle fortezze medioevali che oggi si possono visitare anche in un percorso multimediale interattivo. Il visitatore viene accolto da musica e voci narranti che raccontano della storia del luogo grazie a sensori di presenza che ne rilevano il movimento e attivano così le “Pietre Parlanti”, punti informativi “non convenzionali” inseriti nelle murature.

Ca’ Carnè, situato sulle colline di Brisighella, è il centro visite del Parco Regionale, punto di partenza di una rete di itinerari con vari gradi di difficoltà, da percorrere a piedi o in bici per conoscere le caratteristiche geo-morfologiche e faunistiche di questo territorio.

Brisighella DOP, l’Olio extravergine da varietà Olea europaea L.

Camminando per le vie extraurbane, non potrete non notare le distese di uliveti che caratterizzano il paesaggio: Brisighella infatti è terra di un pregiato olio extravergine di oliva a cui dà il nome e che è stato fra i primi oli italiani a ottenere il marchio Dop.

Tra Brisighella e Dozza: cosa vedere e cosa mangiare IF-
Le distese di ulivi nel Parco dei Gessi (Foto © Manuela Di Luccio).

Il food tour a Brisighella ci dimostra come la coltura dell’olio in questa zona sia antichissima, come testimonia una pietra da frantoio di epoca romana, ritrovata e conservata nella chiesa detta Pieve di San Giovanni che merita senz’altro una visita.

Per acquistare l’olio e prenotare una degustazione guidata potrete recarvi presso la Cooperativa “Terre di Brisighella” (www.terradibrisighella.it).

Altri prodotti tipici di Brisighella

A tavola invece a farla da padrone sono le carni, i salumi di razza Mora Romagnola (Presidio Slow Food) e il Carciofo Moretto, due tipicità gastronomiche locali che si accompagnano ai grandi primi della tradizione regionale.

Infine, da Brisighella passa la suggestiva linea ferroviaria che collega Ravenna e Firenze e su cui corre il Treno di Dante. Per altre informazioni su Brisighella: www.brisighella.org

Dozza: cosa vedere e dove mangiare

È conosciuto come il “borgo dipinto” perchè a Dozza, fin dalla metà degli anni ’70, è praticata l’abitudine di dipingere le facciate delle abitazioni con murales d’autore che hanno finito per dare un’impronta di unicità a questo piccolo borgo sul crinale della collina che domina la valle del Sellustra, fra Bologna e Imola, anch’esso inserito fra i “Borghi più belli d’Italia”.

Tra Brisighella e Dozza: cosa vedere e cosa mangiare
Il borgo di Dozza con i suoi muri dipinti (Foto © Manuela Di Luccio).

Ma i murales non sono l’unica cosa da vedere perché qui c’ è anche la Rocca Medioevale, anche nota come Rocca Sforzesca di Dozza, un edificio complesso dalla storia secolare, la cui edificazione è collocabile intorno alla metà del XIII secolo.

Abitata addirittura fino al 1960, oggi la Rocca è visitabile ed è anche la sede di Enoteca Regionale Emilia Romagna che vanta una selezione di circa mille etichette del territorio.

La Rocca Sforzesca di Dozza (Foto © Manuela Di Luccio).

Qui, oltre a conoscere la grande varietà vitivinicola dell’ Emilia Romagna, potrete prenotare una degustazione e pranzare presso “InCantina – La Dispensa Malvezzi Campeggi”, il punto ristoro frutto di un progetto della stessa Enoteca Regionale, insieme a Dozza Calling Srl che gestisce anche l’Osteria di Dozza, situata tra le stradine del borgo.

InCantina, lo spazio all’interno di Enoteca Regionale adibito alle degustazioni (Foto © Manuela Di Luccio).
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Manuela Di Luccio

Da sempre appassionata di cucina e scrittura, dal 2011 ho provato a coniugarle con un blog. Dopo tanti corsi e aver gestito un bistrot, ho scelto definitivamente la penna come ferro del mestiere. Oggi sono giornalista e scrivo di ristorazione e viaggi, oltre a curare la comunicazione di alcuni ristoranti. Mi piace raccontare le persone attraverso il loro lavoro e i luoghi che mi hanno impresso qualcosa di bello.

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