Un itinerario tra cantine, vitigni autoctoni e paesaggi che annunciano l’autunno e invita a seguirne le strade del vino: dalle colline intorno a Zagabria alla Slavonia, dall’Istria alle isole del Quarnaro
Dalle colline dell’entroterra ai versanti affacciati sull’Adriatico, il paesaggio vitivinicolo in Croazia si racconta attraverso varietà autoctone e una cultura dell’ospitalità ancora strettamente legata alla produzione.
Un paese che offre una geografia sorprendentemente varia: più di 1.200 isole, coste e paesaggi mediterranei, aree collinari e continentali, città storiche e territori rurali. In questo mosaico, la viticoltura diventa una chiave di lettura per conoscere regioni profondamente diverse tra loro, insieme alle loro produzioni gastronomiche e alle consuetudini legate alla tavola.
I filari sui pendii intorno a Zagabria
Il viaggio inizia a nord, sulla strada del vino di Sveti Ivan Zelina, nella regione di Zagabria. Qui i vigneti si alternano ai piccoli villaggi e alle aziende vitivinicole disseminate lungo un paesaggio collinare.
È il luogo adatto per cominciare ad avvicinarsi alla viticoltura croata, incontrando produttori che custodiscono una varietà particolarmente legata alla zona: la Kraljevina del Prigorje, vitigno a bacca bianca autoctono e una delle espressioni più caratteristiche di questo territorio.
Poco distante, la regione di Plešivica è una delle destinazioni enologiche più famose nei dintorni della capitale, dove poter visitare numerose cantine a conduzione familiare, conosciute soprattutto per gli spumanti e i vini bianchi.

Verso est, sulle colline di Ilok
Lasciata Zagabria, l’itinerario prosegue verso la Slavonia orientale, a Ilok, dove il vino accompagna il paesaggio urbano quasi quanto quello agricolo. Molte aziende si trovano direttamente nel centro abitato, insieme a enoteche e cantine che rendono semplice alternare la visita culturale a una sosta dedicata al vino croato.
Fuori dalla città, le colline sono ricoperte di vigneti coltivati a graševina, riesling, pinot, silvanac e frankovka. Una passeggiata può condurre dal Castello Odescalchi ai punti panoramici di Vukovo e Principovac, con lo sguardo che si apre sulla campagna circostante.
Qui il vino è parte integrante del territorio e accompagna la scoperta dei suoi luoghi più significativi.

La Dalmazia dei vigneti che guardano il mare
Per cambiare completamente scenario basta dirigersi verso la costa.
Da Zara a Konavle la viticoltura dalmata si misura spesso con pendii ripidi, terreni difficili da raggiungere e vigne affacciate sull’Adriatico.
Qui prevalgono le varietà a bacca rossa, come il Plavac Mali: nato dall’incrocio tra Crljenak Kaštelanski e Dobričić, è considerato uno dei genitori del Primitivo, insieme allo stesso Crljenak Kaštelanski, e ne richiama il profilo mediterraneo. Il Pošip costituisce invece una delle principali espressioni a bacca bianca.
Il patrimonio ampelografico comprende anche Maraština, Bogdanuša, Debit e Kujundžuša. Le isole di Korčula, Hvar e Brač e la penisola di Pelješac rappresentano alcune delle aree più vocate e offrono l’occasione di incontrare piccoli produttori impegnati a valorizzare varietà e caratteristiche specifiche dei diversi luoghi.

Istria e Quarnaro, terre di Malvasia, Terrano e Žlahtina
L’ultima parte del percorso può spostarsi verso nord, tra la penisola istriana, Rijeka e le isole del Quarnaro: Krk, Cherso, Rab e Lussino. È una delle grandi aree vitivinicole croate, segnata dall’incontro tra influenze mediterranee e continentali.
In Istria il viaggio passa inevitabilmente dalla Malvasia istriana, bianco identitario della regione, e dal Terrano, varietà a bacca rossa particolarmente legata all’entroterra. Sul versante insulare del Quarnaro, invece, protagonista è la Žlahtina, uva bianca coltivata soprattutto sull’isola di Krk.
Una vendemmia da vivere e osservare
A settembre il calendario croato si arricchisce inoltre di iniziative all’aperto dedicate alla stagione della raccolta, con feste e appuntamenti che trasformano la vendemmia in un momento collettivo. E per chi decide di prolungare il viaggio fino all’autunno, a Osijek, in Slavonia, dal 2 al 4 ottobre la cittadella barocca di Tvrđa ospita HeadOnEast, festival con degustazioni, laboratori gastronomici e attività per tutte le età.
Un modo per entrare nella Slavonia e nella Baranja attraverso la gastronomia e la convivialità, con la Graševina a fare da filo conduttore di un paesaggio dominato da pianure e vigneti.

Dove dormire sulle strade del vino
Il viaggio può trovare una conclusione coerente scegliendo una delle strutture certificate Local Host, dove l’ospitalità presta particolare attenzione a materiali naturali, prodotti del luogo, ingredienti stagionali e rapporto con la comunità. Gli host possono inoltre accompagnare i viaggiatori nella scelta di esperienze e attività legate alla destinazione.
Così la Croazia di settembre non si esaurisce nella visita a una cantina o nella degustazione di un vino ma diventa un itinerario che procede seguendo il calendario agricolo, attraversando paesaggi, vitigni e cucine differenti.
Per maggiori informazioni: www.croatia.hr


