Da Torre del Greco a San Leucio passando per Napoli e Marcianise, il progetto Exempla propone un itinerario che intreccia artigianato, cultura, paesaggi e gastronomia alla scoperta di una Campania meno conosciuta
C’è una Campania che non si vede dai finestrini, ma si tocca. Si sente sotto i polpastrelli quando sfiori un ramo di corallo appena tornito, quando accarezzi un filo di seta che ha vestito una reggia, quando tieni in mano una statuina di terracotta ancora tiepida di colore. È la Campania delle mani preziose, quella che Exempla – la Campania dei Maestri ha deciso di raccontare attraverso cinque itinerari che intrecciano botteghe, paesaggi e comunità. Il progetto, promosso dalla Regione Campania e realizzato dall’Agenzia Campania Turismo, trasforma l’artigianato in una vera e propria chiave di lettura del territorio.
Tra i cinque percorsi – dal cuore di Napoli al Cilento, passando per Benevento e l’Irpinia – ce n’è uno che luccica in modo particolare, che ho avuto modo di conoscere da vicino e di cui vi racconto le tappe salienti: “Oro di Caserta. Seta, artigianato reale e magnificenza borbonica”.

Le tappe dell’itinerario
- Torre del Greco
- Napoli
- Marcianise
- Caserta
- San Leucio
Durata: 2 giorni
Tema: artigianato artistico, patrimonio UNESCO, gastronomia e cult
Periodo consigliato: tutto l’anno; primavera e autunno sono ideali per visitare botteghe, centri storici e siti monumentali con temperature più miti.
Torre del Greco, capitale del corallo e del cammeo
Il viaggio comincia da Torre del Greco, dove il Vesuvio guarda un mare che per secoli ha regalato alla città il suo tesoro più prezioso: il corallo. Qui la storia è quasi leggenda.
Si racconta che fu Ovidio, nei suoi versi, a narrare per primo la nascita del corallo dal sangue di Medusa pietrificato in mare, un’origine mitologica che ancora oggi accompagna ogni bottega come un sussurro. La storia documentata, invece, comincia nel 1805, quando un marsigliese di origini genovesi, Paolo Bartolomeo Martin, ottiene dal re Ferdinando IV il permesso di aprire la prima fabbrica di lavorazione del corallo, a patto – clausola quasi illuminista – di formare giovani apprendisti nell’arte.
Da quel patto tra un re e un artigiano nasce una scuola di maestria che dura da oltre due secoli, e che oggi fa di Torre del Greco la capitale mondiale della lavorazione del corallo e del cammeo, oltre che l’unico luogo al mondo dove il cammeo viene ancora inciso su conchiglia.

Nei laboratori storici – molti dei quali portati avanti dalla stessa famiglia per generazioni, di padre in figlio, senza interruzione – si respira ancora quell’antica sapienza: il taglio del ramo di corallo, gesto delicatissimo affidato solo a mani esperte, la sagomatura fatta interamente a ruota, l’incisione del cammeo che scava nella conchiglia strati di colore diversi per far emergere un profilo, un volto, una scena.
È un mestiere che un tempo era popolato soprattutto da donne, mentre gli uomini si spingevano fino alle coste dell’Africa a bordo delle “coralline” per la pesca. Oggi il grezzo arriva da mari lontani, ma la lavorazione resta saldamente qui, tramandata nelle stesse botteghe che hanno vestito di corallo collezioni in tutto il mondo.

Dopo la visita ai laboratori, il viaggio prosegue anche a tavola. A pochi passi dal golfo, la cucina di mare racconta un’altra forma di artigianalità, quella della tradizione vesuviana, fatta di ingredienti essenziali, stagionalità e rispetto assoluto della materia prima.

Napoli, tra via Duomo e i presepi di San Gregorio Armeno
Da Torre del Greco il percorso risale verso il cuore di Napoli, lungo via Duomo e via dei Musei, in una passeggiata che è già di per sé un manuale di storia a cielo aperto tra chiese barocche, palazzi nobiliari e la vita quotidiana di un centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ma è in via San Gregorio Armeno che l’artigianato torna a essere protagonista assoluto.

Qui, in una strada che duemila anni fa ospitava un tempio dedicato a Cerere, dove i fedeli lasciavano come ex voto piccole statuine di terracotta, nasce nel Settecento la tradizione del presepe napoletano, quando la committenza nobiliare borbonica trasformò la Natività in un genere artistico autonomo.
Da allora, le botteghe non hanno mai smesso di lavorare. Restano aperte tutto l’anno e, accanto ai pastori, ai Re Magi e agli angeli della tradizione classica, gli artigiani continuano a inventare ogni anno statuine dei personaggi dell’attualità, in quella miscela irresistibile di sacro e profano che è tutta napoletana.

Alcune botteghe storiche, tramandate da quasi due secoli, usano ancora terracotta, legno e, curiosamente, le stesse sete di San Leucio che ritroveremo più avanti nel viaggio: un filo che, letteralmente, lega Napoli e Caserta, i due estremi dell’itinerario.
Emozionante la visita al Duomo di Napoli, un imponente complesso monumentale che unisce l’impianto gotico trecentesco a ricchi rifacimenti barocchi e a una facciata ottocentesca neogotica. Al suo interno si trovano l’antichissima Basilica di Santa Restituta e il battistero paleocristiano più antico d’Occidente.

Il Duomo è anche famoso in tutto il mondo perché custodisce la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, dove sono conservate le ampolle con il sangue del santo patrono. Il prodigio della liquefazione, atteso con trepidazione dai fedeli come segno di buon auspicio per la città, si ripete tre volte l’anno: a maggio per la prima traslazione delle reliquie, il 19 settembre per la festa del santo e il 16 dicembre per il cosiddetto “miracolo laico”, che ricorda l’intercessione di San Gennaro durante la devastante eruzione del Vesuvio del 1631.

Marcianise e Oromare, il distretto dell’oro che guarda al futuro
Il giorno dopo il racconto cambia materia, ma non intensità: da Napoli ci si sposta a Marcianise (CE), nel cuore del distretto orafo campano, per visitare il Centro Oromare. Nato nel 1998 su progetto dell’architetto Massimo Pica Ciamarra, con la sua architettura semicircolare e i mattoni a vista che abbracciano una piazza centrale, Oromare non è solo un centro produttivo ma un vero e proprio villaggio dell’oro e del corallo, che oggi ospita oltre 150 aziende artigiane – molte delle quali arrivate proprio da Torre del Greco e da Napoli – per un totale di circa mille addetti impegnati lungo tutta la filiera, dalla lavorazione alla distribuzione.

Ad accompagnare la visita, il presidente di CNA Orafi Campania Romualdo Pettorino e l’amministratore delegato di Oromare Gennaro Mincione, custodi e narratori di una tradizione orafa che a Napoli affonda le proprie radici già all’epoca di Federico II di Svevia e che con gli Angioini trasformò la città in uno dei principali centri europei dell’oreficeria.
Camminando tra i laboratori si respira la stessa tensione che anima tutta Exempla: un artigianato che non si accontenta di conservare il passato, ma lo mette al lavoro nel presente, tra nuove tecnologie, scuole di formazione per giovani orafi e gemmologi, e l’ambizione di una filiera – quella recentemente riunita nel Distretto Orafo della Campania – che vuole competere sui mercati internazionali restando fedele alle mani che l’hanno fatta nascere.
Caserta, dalla Reggia alla seta di San Leucio
Da Marcianise il viaggio scivola verso il centro storico di Caserta, dove ad attendere è un pranzo che sa di casa al ristorante Loreto, con i piatti della tradizione contadina casertana, tra ortaggi dell’entroterra, carni degli allevamenti locali e vini dei vigneti che circondano la città. Un assaggio di quella cucina che, come recita lo spirito di Exempla, «mette in pentola ciò che di meglio esprimono la campagna, gli allevamenti, i vigneti».
E poi, la meraviglia: la Reggia di Caserta, uno dei complessi monumentali più imponenti d’Europa, opera dell’architetto Luigi Vanvitelli. Con i suoi 1.200 ambienti, il Parco Reale di 120 ettari, oltre tre chilometri di fontane, vasche e cascate alimentate dall’Acquedotto Carolino, rappresenta uno dei massimi capolavori dell’architettura settecentesca.


Ma il vero cuore dell’itinerario “Oro di Caserta – Seta, artigianato reale e magnificenza borbonica” si trova poco distante, nel borgo di San Leucio.
Fu Ferdinando IV di Borbone, nella seconda metà del Settecento, a trasformare quello che era un semplice casino di caccia in uno dei più innovativi esperimenti industriali e sociali dell’epoca: la Real Colonia di San Leucio.
In questo sito, operai e operaie disponevano di abitazioni, scuola gratuita per i figli, assistenza per anziani e infermi e un orario di lavoro di undici ore, molto inferiore rispetto agli standard dell’epoca. Un modello ispirato al pensiero di Gaetano Filangieri che anticipò, sotto molti aspetti, moderne forme di welfare.

Da quei telai di ciliegio azionati da ruote idrauliche è nata una seta che ha vestito, letteralmente, il mondo: ancora oggi le bandiere della Casa Bianca e di Buckingham Palace sono tessute con la seta di San Leucio, insieme agli arredi del Quirinale e del Vaticano.
Un filo pregiatissimo che, da un piccolo borgo campano, è arrivato nelle stanze più importanti del pianeta, e che oggi, insieme alla Reggia e all’Acquedotto Carolino, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Exempla, un viaggio nella Campania dell’artigianato
Corallo, oro, seta, terracotta: quattro materiali diversissimi, eppure attraversati dallo stesso filo narrativo. È il filo delle mani che, generazione dopo generazione, hanno saputo trasformare la materia prima in bellezza e la bellezza in identità di un territorio.
“Oro di Caserta – Seta, artigianato reale e magnificenza borbonica” non è soltanto un itinerario turistico: è un invito a rallentare, a guardare da vicino il gesto dell’artigiano, a capire che dietro ogni gioiello, ogni presepe, ogni metro di stoffa preziosa c’è una storia lunga secoli che continua a scriversi, oggi, nelle stesse botteghe di sempre.
La Campania è divina, lo raccontano i paesaggi che si aprono dal Golfo di Napoli al Cilento, le città e i borghi che custodiscono secoli di storia, insieme alle mani degli artigiani che tramandano tecniche e saperi, mantenendo vivo un patrimonio che attraversa il tempo.
È da questa lettura che ha preso vita Exempla per invitare a scoprire il territorio attraverso mestieri, produzioni d’eccellenza e comunità che ne custodiscono l’identità. Lo stesso nome “Exempla” racchiude la filosofia del progetto: valorizzare esempi di eccellenza e storie capaci di rappresentare l’identità più autentica del territorio attraverso il lavoro, la creatività e il sapere artigiano.
Come partecipare agli itinerari di Exempla
Per chi fosse interessato, la partecipazione agli itinerari è gratuita; le prenotazioni si effettuano tramite la piattaforma dedicata exemplacampania.it.
| Tappa | Da non perdere | Informazioni utili |
|---|---|---|
| Torre del Greco | Museo del Corallo, laboratori di lavorazione del corallo e del cammeo | https://www.facebook.com/museocorallo/ |
| Napoli | Via San Gregorio Armeno, Duomo e Cappella del Tesoro di San Gennaro | www.duomonapoli.it |
| Marcianise | Centro Oromare | ww.oromare.it |
| Caserta | Reggia di Caserta e Parco Reale | reggiadicaserta.cultura.gov.it |
| San Leucio | Complesso Monumentale del Belvedere e setifici storici | www.belvederedisanleucio.it |
| Itinerario Exempla | Prenotazione gratuita dei percorsi e calendario delle visite | www.exemplacampania.it |


