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Enoturismo in Sardegna, una risorsa su cui puntare tra prospettive e sfide

Il turismo del vino si basa su tre elementi fondamentali: il prodotto, il territorio e le persone. Sotto questo aspetto, l’isola mediterranea ha tutte le carte in regola

Enoturismo in Sardegna: quali sono le prospettive
Panorama di Masua, nel sud della Sardegna (Foto © Giulia Tartaglione).

L’enoturismo in Sardegna rappresenta la possibilità di scoprire questa Isola con occhi diversi: non solo un sognato mare cristallino, ma un insieme di luoghi da vivere e da gustare, uniti ad una squisita cultura dell’accoglienza.

Viticoltura della Sardegna

In Sardegna i vigneti sono presenti quasi ovunque come parte integrante del paesaggio. Si coltiva nelle pianure più fertili vicino al mare, nelle alte colline ma, sopratutto, nelle zone più interne dove la viticoltura è ancora legata ad antiche tradizioni.

La produzione enologica sarda vanta 15 Indicazioni Geografiche Tipiche (IGT), 18 Denominazioni D’origine (DOC) e una DOCG, il Vermentino di Gallura.

Enoturismo in Sardegna: il racconto di un territorio

Oggi il vino non è più considerato solamente un mero prodotto da tavola, ma anche una sorta di messaggero di un intero patrimonio culturale. Ecco perché l’enoturismo in Sardegna può essere uno strumento per raccontare la forte identità territoriale, in grado di esprimere produzioni di qualità in un paesaggio diversificato.

Da nord a sud dell’Isola diverse cantine hanno saputo cogliere il vento del cambiamento. Alcune realtà interessanti, ad esempio, sono la cantina Siddùra, nel cuore della Gallura, Sella&Mosca ad Alghero o la cantina Su’Entu nel Sud Sardegna, solo per fare qualche nome.

Vigneti in Sardegna per enoturismo
Paesaggio sardo con vigneti (Foto © Canva).

Nuove forme di turismo

L’ultimo periodo ha senza dubbio rimescolato le carte. Eppure, anche nel nuovo modo di vivere imposto dall’emergenza sanitaria, la Sardegna ha ancora molto da offrire. È la fine di un’era, quella del turismo di massa e si affacciano nuove possibilità per vivere i luoghi anche in termini di turismo destagionalizzato.

Lo slow tourism, il turismo lento, va alla ricerca di ritmi diversi rispetto alla frenesia dei luoghi “mordi e fuggi” ai quali eravamo abituati. Una vera opportunità da cogliere per l’Isola.

Infatti, oltre i principali centri urbani come la città metropolitana di Cagliari, la Sardegna si costituisce di circa 377 comuni e affiliati paesini dove il ritmo “diverso” è parte integrante dello stile di vita.

Cene in vigna, tour personalizzati, attività sportive, possibilità di alloggiare in cantina: le possibilità esperienziali sono varie e tutte vivono una stretta connessione con la natura, in una regione dove sentirsi in armonia con la terra sembra essere più facile.

La sfida

Di certo rimane ancora molto lavoro da fare in termini di comunicazione, sopratutto per quanto riguarda le cantine più piccole che ancora si stanno organizzando per adeguare la propria struttura e aprirsi al visitatore. Ma questa è la sfida. Alla scoperta di un patrimonio rurale che finalmente vede nella valorizzazione la sua possibile rivincita.

© Riproduzione vietata

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Giulia Tartaglione

Giulia Tartaglione

Specialista in comunicazione enogastronomica e consulente di piani di comunicazione. Due lauree, una in Lettere Moderne e l'altra in Giornalismo, con un personale orientamento al settore del Food&Wine. Credo che il cibo e il vino siano due grandi messaggeri, in grado di raccontare storie, territori e persone. Tra le mie passioni, la mia Sardegna.

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