Dal Prosecco Superiore al Trentodoc, passando per i bianchi delle isole e un originale rosso da servire fresco: la nostra selezione di etichette da portare in tavola durante la bella stagione
L’estate, ancor più in questo bollente post solstizio, invita a calici freschi, capaci di solleticare i sensi e fare da compagni di viaggio di pranzi open air, aperitivi al tramonto e cene leggere.
Una selezione che spazia dalla parte più nobile delle colline del Prosecco, Valdobbiadene e Conegliano, alle bollicine metodo classico del Trentodoc e d’Alta Langa, ai sapidi bianchi isolani. Infine due coccole da meditazione (ma non solo) precedute da un originale “outsider” gallurese, appena presentato nell’esclusiva cornice del 7Pines Resort, a Baja Sardinia.
Sorsi capaci di innescare quel naturale invito alla socialità e alla condivisione che, da sempre, accompagnano l’arrivo della “bella stagione” e a godersi, caldo torrido permettendo, la complice compagnia di una buona bottiglia.
Siddùra “Eros” Colli del Limbara” IGT 2025
Partiamo dall’elemento “spiazzante”, l’ultimo nato di casa Siddùra, la premiata cantina di Logosanto che si caratterizza per la costante ricerca enologica grazie all’accorta guida del DG Mattia Piludu, dell’enologo Dino Dini, dell’agronomo Luca Vitaletti e da una collaborazione di livello internazionale come quella con il Laboratoire d’Oenologie Rolland & Associés del compianto guru transalpino Michel Rolland.

Il nuovo progetto porta il conturbante nome di Eros, Colli del Limbara IGT, un rosso da bere fresco, concepito fin dalla vigna e dalla scelta dei vitigni utilizzati per esprimere il meglio di sé tra i 10 e i 12 gradi, alla normale temperatura di servizio dei vini bianchi e rosati, per intenderci.
Un vino che, nella sua contenuta gradazione alcolica di 12°, racchiude la fruttuosità di un rosso e la freschezza di un bianco con l’idea non solo di restituire agli amanti del rosso il piacere di continuare a berlo nei mesi estivi ma anche di proporlo come compagno di inusitati abbinamenti gastronomici. Due anni di lavoro e sole 4.000 bottiglie per un rosso che “si fa desiderare” per la sua immediatezza, morbidezza e indiscutibile personalità.
Rientrando nei canoni più tradizionali delle scelte di consumo estive non potevano certo mancare le leggiadre bollicine di Glera del Valdobbiadene-Conegliano Docg.

Collalto “Isabella” Rive di Collalto Brut Valdobbiadene Docg 2024
Sorvolando le colline sulle quali domina l’inespugnato Castello di San Salvatore a Susegana, millenario feudo dei Collalto, incrociamo il Rive di Collalto Brut dedicato alla amabile principessa Isabella Collalto De Croÿ, attuale guida dello storico marchio nonché neo Presidentessa del Consorzio Colli di Conegliano.
Un prodotto che riassume bene la visione moderna della radicata tradizione vitivinicola dei Collalto, dal fine perlage, dal bouquet fruttato di agrumi, mela verde e cenni di pesca bianca, lemongrass e una vivace punta minerale. Sorso snello, brillante, guidato da una spalla acida ben calibrata che oltre che perfetto aperitivo si abbina ad antipasti di mare leggeri, crudi di pesce, fritti di paranza e spaghetti alle vongole.
La Farra “Rive di Soligo” Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Docg 2025
Altra Riva (termine che identifica i vini provenienti dai 43 eroici pendii terrazzati delle scoscese colline del Valdobbiadene-Conegliano Docg) in questo caso di Farra di Soligo Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut di un’altra firma del Prosecco come La Farra della famiglia Nardi.
Il suo lucente giallo paglierino con riflessi verdognoli emana un perlage fine e persistente con sentori di pera, mela e pompelmo, floreale di acacia e biancospino e richiami di crosta di pane. In bocca il rapporto freschezza-acidità è ben bilanciato per una beva fruttata, con lieve nota agrumata che si associa a piatti della tradizione veneta come il baccalà mantecato, carpaccio di branzino, tagliere di salumi o formaggio caprino fresco.

Cordero di Montezemolo “Autessa” Pas Dosé Alta Langa Docg 2021
Nonostante i Cordero di Montezemolo siano legati alla produzione del Barolo (con il famoso trittico Monfaletto, Gattera e Enrico VI) e ai varietali dell’Albese, la passione per la tradizione spumantistica piemontese in famiglia non è mai venuta meno.
Lo dimostra questo sconfinamento territoriale in Alta Langa da acquisizioni di selezionate uve di Chardonnay e Pinot Noir che danno vita ad Autessa, unica referenza di metodo classico che sosta dai 48 ai 60 mesi sui lieviti per dar corpo al suo giallo paglierino brillante dai sentori di fiori bianchi e fruttato di pesca, mela Golden e cedro candito con terziari di lievitati, nocciola tostata e miele. Sorso sapido e cremoso da abbinare a salmone affumicato, crudi di pesce, tortelloni al burro e salvia e carni bianche.
Moncalisse “Montis Arcentarie” Blanc de Blancs Extra Brut Riserva Trentodoc 2017
Si sale di quota, ma anche di complessità, con le bollicine metodo classico di due figlie d’arte come Julia e Karoline Walch e della loro creatura specializzata in Trentodoc di Moncalisse, alle pendici del Monte Calisio, con vecchie vigne, altitudine e terroir perfetto per le bollicine metodo classico.
Un Blanc de Blancs Riserva, da un vigneto cru di Chardonnay che trascorre 80 mesi sui lieviti per sviluppare il suo luminoso giallo paglierino dal finissimo perlage, che anima il bicchiere con la sua persistenza. Al naso le note floreali di acacia e biancospino passano il testimone a richiami agrumati, di pesca e nespola e ad un complesso bouquet terziario di frutta secca tostata, pasticceria e leggera speziatura.
Bollicine eleganti e raffinate, decisamente gastronomiche, da affiancare ad un’ampia gamma di pietanze come antipasti di pesce, sashimi, crostacei, risotti di mare come ai pregiati formaggi trentini.

Castellari “Melù” Ansonica Costa Toscana IGT 2024
La piccola realtà di Castellari è frutto della passione per la viticoltura eroica nell’Isola del Giglio di Simone e Desy Ghelli, che in due ettari di vigneti terrazzati producono Ansonica in purezza, per circa 2500-3000 bottiglie l’anno distribuite fra Calzo della Vignia e Melù.
Quest’ultimo nasce dai vigneti Castellari e Saetta. Dopo una lunga macerazione in acciaio sulle bucce (anche di diversi mesi), dà luogo a un complesso bianco dal color oro antico, tipico degli acini maturi del vitigno. Olfattivo di salvia, timo, camomilla e garrigue con sorso fresco, intenso e sapido con una bevibilità che lo rende sia un calice da meditazione vista mare che un compagno di formaggi caprini stagionati o per affinità elettiva di un plateau di bottarga di muggine con sedano e noci.
Cenatiempo “Kalimera” Biancolella Ischia Doc 2022
Saltellando da un’isola all’altra si passa ad Ischia per incontrare l’autoctona Biancolella, nella fedele interpretazione territoriale di una storica azienda ischitana come quella della famiglia Cenatiempo.
Dai vigneti Kalimera nelle colline di Serrara Fontana, la Biancolella si presenta con il suo giallo paglierino dai riflessi dorati con aromi tipicamente mediterranei che vanno dall’agrumato alla pesca bianca ai delicati richiami floreali di sambuco e biancospino o sambuco. Al sorso la dote iodata marca i suoi confini, accompagnata da una nota di mandorla fresca e un finale di erbe aromatiche di buona persistenza.
Da associare a antipasti di mare, spaghetti alle vongole veraci, risotto ai frutti di mare, alici marinate o un brodetto di pesce.

Chiudiamo questa carrellata con due suggerimenti da accompagnare un tramonto e una bacchica meditazione come lo Zhabib di Hibiscus e il Recioto della Valpolicella Classico di Tenuta Santa Maria.
Hibiscus “Zhabib” Zibibbo Passito Terre Siciliane IGT 2024
Nel primo caso ci troviamo ancora una volta in una piccola isola, la “perla nera” di Ustica, prima riserva marina istituita in Italia. Qui Margherita Longo e Vito Barbera gestiscono l’unica realtà vitivinicola presente sull’isola, associando alle loro cinque referenze enologiche l’attività agrituristica e una limitata produzione di olio extravergine di oliva, lenticchie e ceci, tutto rigorosamente bio.
Tutte varietà autoctone su cui domina lo zibibbo con l’ammiraglia in versione passito Zhabib che riprende il nome in arabo del vitigno. Il suo intenso giallo dorato con riflessi ambrati propone all’olfattivo profumi di agrumi canditi, albicocca disidratata, dattero fresco e miele di castagno.
Sorso di medio corpo con equilibrata acidità che previene la stanchezza gustativa. Perfetto da solo oppure abbinato alla straordinaria pasticceria secca siciliana ma anche ad un Ragusano DOP o un buon erborinato.

Tenuta Santa Maria Recioto della Valpolicella Classico Docg 2022
In questa chiusura in bellezza ci si sposta quasi mille chilometri a nord nella settecentesca scenografia architettonica di Villa Mosconi della Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani.
Erede di una delle famiglie protagoniste della fama dell’Amarone nel mondo Gaetano, quando l’annata lo consente, produce anche il rituale progenitore, l’intenso e ammaliante Recioto della Valpolicella Docg.
Prodotto con Corvina, Corvinone e Rondinella, appassite sulle tradizionali arelle per circa 5 mesi dopo la fermentazione in acciaio, affina in barrique di rovere francese per vestire il calice di un rosso rubino con riflessi granati che al naso dona profumi di mora, prugna, amarena, note speziate e di sottobosco. Palato opulento di bilanciata dolcezza e infinito finale. Da meditazione o da fondente Ecuador 75% ma si abbina bene anche alla classica sbrisolona o ad un formaggio erborinato come il “Blu di Lessinia”.



