Fondata nel 1984 da Nazzareno Pola e oggi guidata dal figlio Stefano, l’azienda vitivinicola di Col San Martino (TV) ha costruito una visione produttiva che unisce artigianalità, ricerca enologica e apertura internazionale. Con quasi un milione di bottiglie prodotte nel 2024 e un export del 35% in tanti mercati, Andreola è oggi uno dei principali riferimenti del Valdobbiadene DOCG
Nel panorama delle grandi bollicine italiane, l’azienda vitivinicola Andreola ha conquistato un posto importante distinguendosi per la qualità di vini fortemente identitari. Fin dai primi anni, infatti, tale realtà ha trasformato le difficoltà della viticoltura eroica in un valore aggiunto, rendendola non solo una narrazione coinvolgente ma – soprattutto – un elemnto capace di valorizzare il prodotto finale. Non è un caso che la dicitura “Eroico in Valdobbiadene” sia diventata parte integrante del brand.

Un territorio culla del Valdobbiadene DOCG
Andreola ha sede a Col San Martino, frazione del comune di Farra di Soligo nelle Colline del Conegliano e Valdobbiadene, iscritte nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. La loro complessità geologica e ambientale è il contesto ideale per la produzione del Valdobbiadene Superiore DOCG, portabandiera della spumantistica italiana di qualità.
Frutto di processi geologici millenari, che hanno determinato un’alternanza di pendenze con dislivelli dai 100 ai 500 metri, il territorio è sempre stato vocato alla coltivazione della vite. Suoli variabili e ben drenati, clima temperato, ventilazione costante e importanti escursioni termiche favoriscono, infatti, la produzione di vini eleganti.
Altrettanto importante, tuttavia, è il dialogo che si instaura tra natura e uomo, tra vocazione e fatica. Qui la viticoltura è solo manuale perchè le pendenze impediscono la meccanizzazione e impongono una cura quotidiana che ha pochi eguali nel panorama vitivinicolo europeo. Si tratta di una viticoltura eroica, secondo i criteri definiti dal CERVIM (Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura Montana), che Andreola ha sposato e sostenuto dal 2010, diventando il primo produttore di Valdobbiadene DOCG iscritto all’ente.
Il sistema dei ciglioni inerbiti, che consente la coltivazione su versanti particolarmente ripidi, è solo uno degli esempi di adattamento agronomico che testimoniano il legame profondo tra uomo e collina.

Andreola, dalla tradizione familiare alla crescita internazionale
La storia di Andreola inizia nel 1984, quando Nazzareno Pola decide di non conferire più le proprie uve a terzi ma di produrre il proprio vino. Inaugura l’azienda “Andreola Orsola”, in onore di sua madre, sui terreni di famiglia a Col San Martino. Impegno e determinazione caratterizzano il suo percorso, basato sulla convinzione che solo l’ascolto profondo del territorio e la viticoltura manuale possono restituire vini realmente espressivi del terroir.
Tra il 2009 e il 2010, con il passaggio generazionale al figlio Stefano Pola, la cantina è protagonista di un importante cambio di passo. Il nome si semplifica in “Andreola”, viene rinnovata l’immagine edeffettuati investimenti in tecnologie per affinare lo stile enologico, senza comprometterne equilibrio ed eleganza.
Nel 2014 viene completata la nuova cantina e gradualmente si lanciano nuovi progetti di comunicazione, promozione e accoglienza: dalla linea Monza Collection, in collaborazione con l’Autodromo Nazionale di Monza, al magazine aziendale “L’Eroico in Valdobbiadene”, fino all’apertura del nuovo wine shop e del Wine Garden. Più recente è l’ampliamento della sala degustazione con l’aggiunta di un piano e una terrazza affacciata sulle scenografiche colline circostanti.
Vini “fatti a mano” e la mappa delle Rive
Andreola coltiva 60 ettari all’interno della denominazione, su un totale di 110 distribuiti su un assetto agricolo molto frammentato; le vigne crescono su pendii che superano il 30% di inclinazione e sono alternate a boschi, siepi, radure, ciglioni erbosi e filari alberati.
Nonostante le difficoltà della vendemmia, questa configurazione eterogenea crea un mosaico paesaggistico che agevola la biodiversità e fa sì che ogni vigneto diventi un microcosmo, ogni cru un’espressione specifica del terreno, della sua esposizione e del microclima. L’identità autentica del Valdobbiadene DOCG nasce proprio da queste condizioni uniche: è un vino che non si limita a raccontare solo il vitigno Glera, ma riflette la stratificazione culturale e naturale di un paesaggio modellato da secoli di viticoltura.
Di questa variabilità, Andreola ne ha fatto la sua forza valorizzando il concetto di “Rive”, le microzone con peculiarità geologiche e climatiche specifiche. Con sei etichette già in produzione, è l’azienda con il maggior numero di Rive in catalogo (ne ha sei dulle 43 del territorio).

Il rifiuto del termine “Prosecco”
Coerentemente con la volontà di distinguersi, Andreola ha da tempo scelto di omettere il termine “Prosecco” dalle etichette, adottando la sola dizione “Valdobbiadene DOCG”. Una scelta comunicativa in linea con l’identità e l’origine del prodotto.
«Abbiamo voluto dare un segnale forte. Operiamo su un territorio storico e particolare, quindi ci teniamo a evidenziarne le sue caratteristiche specifiche. Non volevamo essere confusi con il Prosecco, che ha un mercato fatto di numeri e prezzi più bassi e spesso è sinonimo di qualità inferiore. Alcuni compratori esteri, ci hanno contestato questa scelta ma siamo rimasti fermi sulla nostra decisione e il tempo ci sta dando ragione. Qualità e il giusto prezzo, per noi, hanno la precedenza sulla quantità». – spiega Stefano Pola.
Visione e continua evoluzione
Stefano Pola è riuscito a trasformare, in tempi relativamente brevi, una piccola azienda agricola di paese in una realtà internazionale, gestendo un numero crescente di vigneti e una maggiore complessità operativa in vigna e in cantina. A illustrare alcuni aspetti dellaproduzione è il giovane enologo dell’azienda, Mirco Balliana.

«Fin dal mio ingresso nel 2011 – racconta Balliana – non abbiamo mai accettato compromessi sulla qualità del prodotto finale. Stefano (Pola ndr) ha fatto investimenti significativi e ha manifestato una forte fiducia nelle Rive del Valdobbiadene DOCG in un periodo in cui molti stavano abbandonando queste zone per acquisire vaste proprietà nelle pianure della zona di produzione DOC, perché più remunerative. I grandi vini partono dalle vigne e quindi questo aspetto è stato sempre prioritario. Abbiamo messo a punto, grazie alle nuove metodologie e tecnologie disponibili, vini sempre più longevi, più integri e freschi. Lavoriamo solo con il primo fiore, scartando molto già alla spremitura, per poter poi omettere qualsiasi tipo di coadiuvante e lasciare più integrità del frutto possibile. Abbiamo, filtrato sempre meno, limitandoci a rimuovere semplicemente il lievito della seconda fermentazione. Ne abbiamo guadagnato in finezza, in intensità e cremosità della bolla. Ci siamo, inoltre, focalizzati sulla raccolta delle uve in piccoli contenitori, sul trasporto e su tutta una serie di piccoli dettagli che concorrono a rendere il vino sempre più elegante, insieme alla valorizzazione delle diverse Rive del territorio».
Sostenibilità ed economia circolare
La qualità è perseguita in ogni fase, dalla vendemmia manuale alla gestione dei sottoprodotti: le vinacce sono trasformate in compost da una realtà specializzata e riutilizzate nei vigneti, completando un ciclo virtuoso che riflette l’attenzione all’ambiente e alla fertilità del suolo.
«La scelta del compostaggio e dell’utilizzo dei sottoprodotti direttamente nei vigneti rappresenta una soluzione efficace e sostenibile. – aggiunge l’enologo Balliana – Si tratta di un reintegro prezioso di sostanza organica ottenuto dai derivati e sottoprodotti della vinificazione. In questo modo, non solo evitiamo lo spreco di questi materiali, ma ne facciamo anche un uso intelligente per nutrire e arricchire i nostri vigneti».

La Rive Collection per festeggiare i 40 anni
Sei anime, un solo territorio. Si potrebbe descrivere così la Rive Collection che Andreola ha presentato per festeggiare i suoi quarant’anni di storia. Il cofanetto è composto da sei Valdobbiadene DOCG ottenuti dalle uve di altrettante Rive con caratteristiche uniche.

La box, in edizione limitata, offre un’esperienza sensoriale ampia: dalle versioni più secche alle più morbide, ognuna pensata per esaltare una vocazione pedoclimatica complessa. Ecco i sei spumanti protagonisti:
- 26° I°. Rive di Col San Martino Extra Brut. È ottenuto su circa 4 ettari a Col San Martino, tra la città di Valdobbiadene e Conegliano, in una delle zone dove le colline sono più impervie e i suoli calcarei e marnosi. Il clima, invece, è favorevole e dona al vino una buona struttura e maturità aromatica. In assenza di residuo zuccherino, il 26° I° esprime armonia ed eleganza, con una piacevole cremosità. Note di pesca gialla, frutta croccante e fiori delicati. Sorso cremoso, rotondo e senza residuo zuccherino.
- Aldaina al Mas – Rive di Guja Extra Brut. Ci spostiamo più a nord, con vigne su suoli ricchi di marne e arenarie che beneficiano di un clima più fresco, con escursioni termiche che donano un profilo aromatico intenso, più fresco, floreale e agrumato. Un vino che incarna la complessità e la profondità del vitigno Glera: elegante, sapido e persistente, con una bollicina raffinata. Versatile negli abbinamenti, ideale anche come aperitivo.
- XXIII Bio – Rive San Pietro di Feletto – Ai Boschi Extra Brut – Unico biologico della selezione è prodotto nella microarea Ai Boschi. Fresco, minerale e raffinato, con sentori di uva spina, agrumi e fiori primaverili che evolvono in delicate nuance di pasticceria grazie all’affinamento sulle fecce nobili.
- Col del Forno – Rive di Refrontolo Brut – Tra i cru più espressivi della denominazione, Col del Forno rappresenta la sottozona di Refrontolo. Sempre Glera in purezza, Col del Forno è uno spumante dal profilo aromatico intenso e armonico. Al naso, sentori floreali, mela verde, pesca e agrumi, in un equilibrio che esprime la freschezza tipica delle altitudini e la ricchezza del suolo collinare. Cremoso, equilibrato e dalla notevole versatilità gastronomica.
- Mas de Fer – Rive di Soligo Extra Dry – Proviene da Rive di Soligo, uno dei versanti tra i più impervi della denominazione Valdobbiadene DOCG. Mas de Fer nasce dal felice connubio tra l’altitudine, la pendenza e i suoli calcarei. Glera 100% con note di fiori bianchi, mela verde e agrumi, manifesta un perlage sottile mentre al palato è fine, lineare, con ottimo equilibrio tra acidità, sapidità e struttura.
- Vigna Ochera – Rive di Rolle Millesimato Dry – Prodotto tra le alture più panoramiche della denominazione, tra i 250 e i 450 metri di altitudine, Vigna Ochera restituisce quanto ricevuto dai suoli argilloso-marnosi e dalle forti escursioni termiche che esaltano il profilo aromatico del vitigno. Il risultato è uno spumante dal timbro raffinato e seducente, in cui spiccano note di fiori d’arancio, pesca matura, agrumi canditi e spezie dolci, sostenute da un perlage fine e cremoso che ne amplifica la morbidezza.
Etichetta del fondatore: omaggio alla visione di Nazzareno Pola
Pensato come tributo all’intuizione originaria di Nazzareno Pola, l’Etichetta del Fondatore è uno spumante di alta selezione che concentra in sé l’identità del Valdobbiadene DOCG e l’evoluzione stilistica dell’azienda. Il perlage sottile e cremoso è il preludio a una complessità aromatica che coniuga eleganza floreale e maturità fruttata. Il sorso è pieno, sapido, di grande persistenza, con una struttura equilibrata che lo rende adeguato all’aperitivo e a piatti di pesce leggero.
Un’etichetta simbolica, che esprime l’eccellenza tecnica raggiunta e custodisce la memoria e la visione di chi ha dato origine al progetto.

Un posizionamento internazionale che rende orgogliosi
Oggi Andreola è presente sui mercati e nelle carte di ristoranti d’eccellenza di Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Belgio e nei nuovi mercati di Asia e America Latina, con ingressi recenti in Thailandia, Malesia e Indonesia, senza dimenticare il Messico.
«In questi ultimi anni – sottolinea Stefano Pola – il Valdobbiadene DOCG Andreola, in tutte le sue declinazioni, ha saputo farsi ambasciatore di sé stesso nel mondo, conquistando mercati sempre più attenti alla qualità e all’identità del nostro territorio.»

La strategia export, gestita dal responsabile Magnus Saccone, si concretizza in fiere internazionali, tasting tour e missioni commerciali che servono a creare un contatto diretto con pubblico e addetti ai lavori.
Il progetto vitivinicolo nelle Dolomiti Bellunesi
Accanto alla valorizzazione delle colline del Conegliano-Valdobbiadene, l’azienda ha avviato un progetto vitivinicolo nelle Dolomiti Bellunesi, in località Carmegn (Sedico), impiantando Riesling renano e Traminer aromatico. È il segno di una continua tensione verso la sperimentazione, testimoniata anche dalle prime sboccature di Metodo Classico della linea “Vigneti delle Dolomiti” effettuate nel 2024.
Oggi Andreola è una realtà moderna e all’avanguardia, con uno sguardo rivolto al mondo, ma saldamente radicata nelle tradizioni locali e nel paesaggio culturale e produttivo che l’ha vista nascere.
AZIENDA AGRICOLA ANDREOLA DI STEFANO POLA
Via Cavre, 19 – Farra di Soligo (TV)
www.andreola.eu

