A Nervesa della Battaglia, un progetto vitivinicolo nato dal ritorno alle origini ha recuperato tenute storiche, valorizzato varietà locali e avviato un percorso destinato a proseguire con la nuova generazione
A Nervesa della Battaglia si coltivano vitigni e sogni. In questo piccolo comune in provincia di Treviso, Ermenegildo Giusti ha trovato il terreno perfetto per dare vita alla sua cantina. Un luogo fatto d’amore, famiglia, visione comune e bellezza. Un vero e proprio “vigneto-giardino” dove produrre vini di qualità da esportare in tutto il mondo. Il progetto, avviato nel 2000, si è concretizzato nel 2004 con la nascita di Giusti Wine, realtà affermata del panorama vitivinicolo veneto.
Dietro a ogni vino, però, c’è sempre una storia fatta di persone, intuizioni e radici profonde. Quella di Ermenegildo Giusti è il racconto di un uomo che non ha mai smesso di guardare al proprio territorio d’origine, nemmeno quando la vita lo ha portato dall’altra parte dell’oceano.

Ermenegildo Giusti: dalla provincia di Treviso al successo in Canada
Nato a Volpago del Montello in una famiglia contadina produttrice di vino, Ermenegildo Giusti, a soli 17 anni, decise di emigrare in Canada alla ricerca di nuove opportunità. Grazie al duro lavoro e alla sua intraprendenza, il successo non tardò ad arrivare. Iniziò infatti come saldatore, per poi dedicarsi al settore delle costruzioni e fondare, nel 1974, la sua prima azienda. Fu l’inizio di una carriera straordinaria che lo portò a creare il Giusti Group of Companies, gruppo oggi attovo a livello internazionale.
Giusti Wine: il ritorno alle origini e l’investimento sul territorio
Nonostante i traguardi raggiunti oltreoceano, l’amore per l’Italia e per Nervesa della Battaglia rimase sempre vivo. Fu proprio qui, come ama ricordare lo stesso Ermenegildo, che «incontrai la più bella ragazza del mondo, mia moglie Maria Vittoria».
Grande ambasciatore del Made in Italy in Canada, decise quindi di tornare alle sue radici con l’obiettivo di valorizzare Nervesa della Battaglia e il Montello attraverso il vino.
Questo desiderio prese forma nel 2004 con la nascita dell’azienda agricola Giusti-Da Col, fondata insieme alla moglie Maria Vittoria. Una scelta che unì passione, tradizione familiare e visione imprenditoriale. La famiglia Da Col, infatti, coltivava da generazioni varietà autoctone come glera, bianchetta e verdiso, contribuendo a preservare il patrimonio vitivinicolo locale.

Dall’incontro tra esperienza internazionale e conoscenza del territorio è nato il progetto Giusti Wine, oggi espressione di un forte legame con la viticoltura locale, la storia familiare e il paesaggio di queste colline.
«L’idea di produrre vino nacque durante un viaggio in Messico, quando mi venne servito un Prosecco di pessima qualità. In quel momento capii che il nostro territorio meritava di essere rappresentato in modo diverso. Il mio obiettivo, infatti, era valorizzarlo creando vini capaci di esprimerne l’identità più autentica. Per questo decidemmo di investire in terreni tra Nervesa della Battaglia e il Montello, arrivando a possedere circa 250 ettari, di cui 144 vitati, che curiamo come fossero giardini» – spiega Ermenegildo Giusti. «Abbiamo recuperato proprietà storiche, come l’Abbazia di Sant’Eustachio, simbolo del Montello, e scelto di affidarci a professionisti di altissimo livello come l’enologa Graziana Grassini e l’enologo Mirco Pozzobon, perché crediamo che la qualità sia l’unica strada possibile. In futuro, grazie al lavoro di mio nipote l’enologo Gabriele Zanatta, continueremo a investire in questa visione, senza inseguire le mode o la produzione di massa, ma concentrandoci su ciò che il nostro terroir può offrire quando viene rispettato e valorizzato».
Le tenute di Giusti Wine: vigneti, paesaggio e ospitalità
Il modo migliore per scoprire le tenute di Giusti Wine è partecipare a un tour off road a bordo dell’iconico Land Rover Defender arancione della cantina. Accompagnati dai collaboratori dell’azienda, si attraversano i vigneti sul Montello, piccolo rilievo boschivo lambito dal Piave, ammirando i vicini Colli Asolani e comprendendo da vicino l’evoluzione della viticoltura in quest’area.

Ogni tenuta ha un’identità propria, ma tutte sono riconoscibili dai cancelli che ne riportano il nome, spesso legato a un membro della famiglia Giusti, e dai vigneti ordinati in cui varietà autoctone, internazionali e PIWI convivono tra pali in legno e roseti ai margini dei filari. Tra le proprietà più suggestive da visitare spiccano la Tenuta Abbazia, la Tenuta Maria Vittoria, laTenuta Amelia, la Tenuta Rolando e la Tenuta Sienna.
Tenuta Abbazia
Si estende all’ombra dell’Abbazia di Sant’Eustachio, antico complesso benedettino che tra Cinquecento e Seicento accolse figure come Pietro Aretino, Gaspara Stampa e Giovanni Della Casa, autore del celebre Galateo.

Oltre che in fuoristrada, la tenuta si può esplorare anche a piedi lungo l’itinerario dell’Abbazia, un percorso circolare che attraversa boschi, uliveti e vigneti di merlot, cabernet sauvignon, sauvignon nepis, pinot nero e manzoni bianco, passando per l’eremo di San Girolamo e concludendosi alla Country House Abbazia, dove è possibile soggiornare e visitare la barricaia di Giusti Wine.

Tenuta Maria Vittoria
Incastonata tra i boschi del Montello e i pendii scoscesi coltivati a glera da cui nasce l’Asolo Prosecco Superiore DOCG, è una proprietà immersa nella quiete. Qui sorge Villa Maria Vittoria, elegante dimora con sei camere e una piccola area benessere, pensata per accogliere gruppi che desiderano celebrare un ricevimento o concedersi un soggiorno all’insegna del relax, del trekking o delle escursioni in mountain bike.

Tenuta Amelia
È un luogo di quiete, dove i vigneti lasciano spazio al bosco del Montello e alle sue querce secolari. Qui Ermenegildo Giusti ha voluto rendere omaggio, con una statua commemorativa, al giovane pilota canadese Donald Gordon McLean, che perse la vita a soli 19 anni precipitando con il suo aereo durante i combattimenti della Prima Guerra Mondiale, proprio nell’area che ospita i vigneti aziendali.

Tenuta Rolando
Con i suoi 22,5 ettari coltivati a chardonnay, pinot grigio e glera, ospita la sede amministrativa di Giusti Wine. A distinguerla è l’originale torre di osservazione, alta 11 metri e affacciata su un laghetto, dalla quale si apre la vista sulle colline e sui borghi circostanti. La sua forma ricorda il profilo di una nave e richiama simbolicamente il viaggio che portò Ermenegildo Giusti verso la sua seconda patria, il Canada.

Tenuta Sienna
È il biglietto da visita di Giusti Wine con i suoi filari ordinati di glera da cui nasce l’Asolo Prosecco Superiore DOCG e la moderna cantina, in gran parte ipogea, progettata dall’architetto Armando Guizzo. Le sue linee morbide si integrano con naturalezza nel paesaggio e valorizzano la vista sull’Abbazia di Sant’Eustachio. Aperta al pubblico, la cantina si visita attraverso una promenade che ripercorre la storia della famiglia Giusti e conduce agli spazi di produzione, dove è possibile seguire l’intero percorso di vinificazione, dalla vigna alla bottiglia.
I vini di Giusti Wine: Asolo Prosecco Superiore DOCG, Recantina e identità del Montello
La produzione di Giusti Wine esprime le caratteristiche vitivinicole dell’Asolo Montello attraverso una gamma di etichette che valorizzano sia i vitigni storici dell’area sia una visione contemporanea dell’enologia.

Tra le referenze più rappresentative spicca Oro Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Brut, nato da una rigorosa selezione manuale delle uve Glera della tenuta Aria Valentina e concepito come un’interpretazione raffinata e personale del Prosecco.
Durante la degustazione verticale delle annate 2024, 2023, 2022, 2021 e 2020 è emersa con chiarezza la capacità di questo vino di evolvere nel tempo, mantenendo freschezza, eleganza e una spiccata impronta territoriale. La lunga permanenza sui lieviti e il bassissimo dosaggio zuccherino esaltano la purezza del frutto, regalando profumi di mela, pera, agrumi e fiori bianchi, accompagnati da una sottile vena minerale.
«Ho guardato il Prosecco con occhi nuovi, mettendo a disposizione le mie capacità e la mia passione per i grandi vini», ha spiegato l’enologa Graziana Grassini, chiamata da Ermenegildo Giusti a sviluppare questo progetto capace di distinguersi nel panorama delle bollicine italiane. «Ne è risultato un vino con una personalità nuova, complesso come un metodo classico ma piacevole come un Prosecco».
Una definizione che sintetizza perfettamente il carattere di Oro: uno spumante elegante e contemporaneo che esprime le potenzialità dell’Asolo Montello.
Tra le etichette più apprezzate e riconoscibili della produzione Giusti Wine figurano poi le diverse interpretazioni dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG, legate alle caratteristiche dei singoli vigneti aziendali.

L’Extra Brut, proveniente dalla tenuta Maria Vittoria, si distingue per struttura, mineralità e una straordinaria freschezza che richiama i profumi della pera, della mela verde e dei fiori primaverili. Il Brut, prodotto con uve coltivate nella tenuta Sienna, sede della cantina ipogea, offre invece un profilo elegante e armonico, caratterizzato da note di mela acerba, limone, glicine e acacia, sostenute da una piacevole vena minerale. Completa la gamma l’Extra Dry, ottenuto da vigneti esposti a nord lungo il Piave, dove le importanti escursioni termiche favoriscono la maturazione di uve particolarmente aromatiche. Il risultato è uno spumante equilibrato e fragrante, con sentori di mela Golden, agrumi e fiori bianchi.
Tre interpretazioni differenti della Glera che riflettono la ricchezza vitivinicola dell’Asolo Montello e l’approccio produttivo dell’azienda.
Accanto alle bollicine, Giusti Wine porta avanti un importante lavoro di valorizzazione della Recantina, antica varietà autoctona del Montello che trova nel MATTEOCIEI Anfora Asolo Montello DOC una delle sue espressioni più originali.

Per esaltare il carattere distintivo di questo vitigno, l’azienda ha scelto la vinificazione in anfora, tecnica che permette di preservare l’integrità del frutto e di evidenziare le peculiarità varietali. Nel calice si presenta con un colore rosso rubino dai riflessi granati, mentre al naso emergono note di amarena, ribes nero, prugna disidratata e mora, accompagnate da sentori floreali di rosa rossa e sfumature balsamiche. Al palato si distingue per la struttura asciutta e verticale, sostenuta da tannini presenti ma armoniosi e da una piacevole sapidità e persistenza.
Un vino che dimostra le grandi potenzialità della Recantina e l’impegno aziendale nel recupero delle varietà storiche locali.
La nuova generazione alla guida del futuro aziendale
Se la consulenza dell’enologa Graziana Grassini e l’esperienza dell’enologo Mirco Pozzobon hanno contribuito a definire le basi produttive di Giusti Wine, il futuro dell’azienda passa oggi attraverso la nuova generazione della famiglia. A guidarne l’evoluzione enologica è Gabriele Zanatta, nipote del fondatore Ermenegildo Giusti, formatosi alla Scuola Enologica di Conegliano e laureato all’Università di Udine.

Oggi è lui a portare avanti questa visione, con l’obiettivo di consolidare l’identità della cantina e accompagnarne la crescita nel segno della qualità e della continuità. Questo approccio trova espressione anche nel progetto enologico “Gabriele Manzoni Bianco Asolo Montello DOC”, il nuovo vino presentato dall’azienda al Vinitaly 2026.
«La mia storia nasce in vigneto – spiega Gabriele Zanatta -. Mio nonno iniziò a vinificare e a vendere vino sfuso, trasformando un’attività agricola in un vero progetto produttivo. Mio padre ha raccolto questa eredità, mantenendo sempre la vigna al centro della nostra identità e del nostro lavoro».
Il giovane enologo prosegue: «Io sono cresciuto tra i filari. Da quando avevo otto anni ho imparato a osservare la vite, a conoscerne i tempi e le esigenze. Quando ho scelto di studiare viticoltura ed enologia, molte delle nozioni che apprendevo sui libri le avevo già sperimentate sul campo. Questo mi ha permesso di costruire una preparazione tecnica molto solida».
Nel suo percorso professionale c’è stato però un momento che ha accelerato l’assunzione di nuove responsabilità: «La scomparsa di mio padre mi ha costretto ad assumermi responsabilità importanti prima del previsto. È stato un passaggio difficile, ma mi ha dato l’opportunità di mettere in pratica quanto avevo imparato e di gestire direttamente il patrimonio di conoscenze costruito dalla mia famiglia nel corso delle generazioni».
Oggi rappresenta la nuova generazione alla guida dell’azienda: «Il mio ruolo va ben oltre quello dell’enologo. Mi occupo della cantina, coordino il lavoro delle persone, seguo gli aspetti organizzativi e commerciali e rappresento l’azienda anche all’estero. È una funzione trasversale che richiede competenze diverse ma che mi permette di avere una visione completa del progetto».
Il giovane conclude: «Il vero punto di forza di Giusti Wine è il terroir. Tutto parte da lì. La sfida per il futuro è continuare a proteggere questa identità, trasformando il sapere familiare in un patrimonio condiviso fatto di processi, competenze e persone, così da crescere senza perdere autenticità».
GIUSTI WINE
Via Arditi, 14/A – Nervesa della Battaglia (TV)
www.giustiwine.com


