Sui ripidi pendii che circondano il lago di Santa Giustina, sopravvive un antico vitigno trentino a piede franco, oggi custodito da poche famiglie di vignaioli, da cui nasce un vino nobile
Il Groppello di Revò è un vino che nasce da un vitigno a bacca nera autoctono della Val di Non in Trentino, proprio nella zona rinomata per la produzione delle mele per il consorzio Melinda. Rappresenta la varietà più identitaria ma anche la meno conosciuta della viticoltura trentina.

Il vitigno che sfida il tempo e la montagna
Come abbiamo appreso tra i pendii ricamati dai vigneti dell’azienda El Zeremia, nella frazione Revò del comune di Novella (TN), il Groppello è un vitigno eroico per due ragioni.
La prima riguarda il paesaggio. Le viti, allevate a Guyot, si aggrappano a terreni che scendono ripidamente verso il lago di Santa Giustina, il bacino artificiale nato negli anni Cinquanta con lo sbarramento del torrente Noce. In questa porzione del Trentino i vigneti si sviluppano in pendenza, con filari stretti che rendono impossibile qualsiasi meccanizzazione spinta. La legatura, la potatura, lo sfalcio dell’erba e la vendemmia vengono eseguiti esclusivamente a mano, inerpicandosi dal basso verso l’alto per raggiungere il trattore dove svuotare le cassette con il carico.
La seconda ragione è legata alla sua storia. Fino alla fine dell’Ottocento il Groppello rivestiva i fianchi delle montagne della Val di Non e il vino ottenuto dalle sue uve raggiungeva persino Vienna, sulle tavole della corte di Franz Josef e dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, la celebre Sissi. Oggi, invece, questo vitigno emerge a stento dal mare di meleti che domina il paesaggio.

El Zeremia, la cantina che custodisce il Groppello di Revò
Oggi sono soltanto tre le cantine che producono il Groppello di Revò. Tra queste c’è El Zeremia, piccola azienda della famiglia Zedra, impegnata da generazioni nella salvaguardia e nella valorizzazione di questo vitigno.
Gestita da Anita e dal figlio Lorenzo, che hanno raccolto l’eredità di Augusto, soprannominato proprio “El Zeremia”, discendente di una storica famiglia di viticoltori locali e scomparso prematuramente a soli 56 anni.
Caparbiamente non volle vendere il suo appezzamento di terra a chi voleva impiantare meleti e continuò a vendemmiare il suo Groppello di Revò. Allo stesso tempo cambiò radicalmente vita: da chef nelle cucine di alberghi prestigiosi, sulle navi da crociera e poi cuoco nella mensa dell’ospedale di Cles, scelse di diventare vignaiolo per dedicarsi alla rinascita di questo vino storico.

Tra i rari vitigni italiani a piede franco
La battaglia della famiglia Zedra non riguarda soltanto la conservazione di un vitigno antico, ma anche la tutela di una delle poche varietà italiane a piede franco, come vengono chiamati i vitigni dove non c’è l’innesto fra la Vitis vinifera e i portainnesti americani utilizzati dopo l’avvento della Fillossera.
Per comprenderne il valore, occorre fare un passo indietro nella storia della viticoltura europea. Alla fine dell’Ottocento la fillossera, un insetto proveniente dal continente americano, devastò il patrimonio vitivinicolo del Vecchio Continente, attaccando le radici delle viti. Partita dalla Francia nel 1863, nel giro di pochi decenni distrusse circa l’80% dei vigneti europei.
Per salvare le coltivazioni le varietà europee furono innestate su radici americane, naturalmente resistenti al parassita. Solo poche viti sfuggirono a questa trasformazione e, per questo, furono chiamate a piede franco cioè con il piede (le radici) autentico e non innestato.
In Italia, queste vigne sopravvivono soprattutto in territori isolati e caratterizzati da terreni sabbiosi e vulcanici, ambienti nei quali la fillossera fatica a proliferare. Tra esse c’è il Groppello, il cui nome deriva dalla parola “grop”, che in dialetto locale significa nodo, forma a cui somigliano i suoi grappoli compatti.
La sua sopravvivenza rappresenta una testimonianza della biodiversità viticola trentina e del profondo legame tra questo vino, il suolo e il clima della Val di Non.

Un vino dal carattere deciso
Il Groppello di Revò è un vino che nel calice si presenta pieno, con un’acidità importante, un colore rosso rubino, un profumo di frutti di bosco e un sapore deciso.
La sua peculiarità è quella di contenere il rotundone, il composto responsabile dell’aroma principale del pepe nero. Ancora più intenso e tannico il Groppello chiamato “La selezione”, derivante dal vigneto storico di oltre 120 anni di età, affinato in barriques per un anno e successivamente in bottiglia.
Nella cantina El Zeremia, però, nulla viene sprecato. Dalle vinacce non torchiate del Groppello si ricava una grappa artigianale, mentre da alcuni anni, in collaborazione con il birrificio locale Km8, nasce anche la GropAle, una Red IGA dal colore rosso cerasuolo, in cui l’acidità del mosto del Groppello viene bilanciata dalle note del malto.

CANTINA EL ZEREMIA
Via dell’Emigrante, 15 – Revò di Novella (TN)
elzeremia.it


