Nella Bassa modenese, un viaggio tra le bollicine dei fratelli Razzaboni, le produzioni agricole di DolceTerra e il laboratorio sociale InPasta, dove la sfoglia diventa un’opportunità di lavoro
Da tempo seguiamo con interesse e stima il percorso della cantina modenese Ventiventi, ecosostenibile e coraggiosa realtà creata solo sei anni or sono dai giovani fratelli Razzaboni (Andrea, Riccardo e Tommaso) con la supervisione di un imprenditore di razza come papà Vittorio, a Medolla, piccolo comune della bassa modenese, fra Mirandola e San Felice sul Panaro, borghi ben noti per gli ingenti danni subiti nel devastante terremoto del 20 e del 29 maggio 2012.

Una realtà che si dedica quasi esclusivamente alle bollicine metodo classico con una chiara ed identitaria scelta stilistica e con un naturale senso d’accoglienza che si percepisce immediatamente arrivando al quartier generale della moderna e imponente struttura pensata a misura di enoturismo (che si incrementerà nella prossima stagione 2027 entrando a pieno regime con originali percorsi esperenziali).
Nel frattempo gli enoturisti possono usufruire della mano felice, lieve e elegante come le bollicine dei fratelli Razzaboni, dello chef dell’annesso bistrot, Giovanni Borsari, dalle vetrate panoramiche del primo piano, con splendida vista sulla distesa di vigneti.
Una tenuta a corpo unica di circa 80 ettari di cui oltre 30 vitati, con una parte riservata alla coltivazione dell’erba medica fondamentale per l’alimentazione delle mucche che producono il latte riservato al Parmigiano Reggiano (per non smentire il taglio fortemente territoriale di tutte le loro attività) con tecniche agronomiche innovative e certificate SQNP, incentrate sulla lotta integrata, pannelli fotovoltaici che coprono integralmente il fabbisogno energetico e approccio “green” in tutta la filiera produttiva.
Ventiventi, il Metodo Classico nella Bassa modenese
Dal 2023 associati FIVI e dallo scorso anno membri della prestigiosa scuderia distributiva di Proposta Vini, Ventiventi si presenta con una gamma composta da 5 referenze di bollicine metodo classico (ma è in arrivo una sesta), tutte prodotte solo da uve di proprietà, con tre protagonisti nati dai vitigni autoctoni dell’areale: un fresco e croccante Blanc de Blancs 100% Pignoletto, un avvolgente e minerale Ventiventi Rosé ottenuto dalla vinificazione in rosato di soli grappoli di Lambrusco di Sorbara e un fruttato ed esuberante Rouge de Noirs, 100% Lambrusco Salamino di Santa Croce vinificato in rosso, vera rarità per la spumantizzazione con metodo classico di questa varietà di Lambrusco.
A questi tre alfieri territoriali si aggiungono altre due bollicine metodo classico come il cremoso e strutturato Ventiventi Brut, bilanciata cuvée di 85% di Chardonnay e 15% di Lambrusco di Sorbara e l’elegante e schietto Pas Dosé, composto da 65% di Pinot Bianco, 20% di Chardonnay e 15% di Lambrusco di Sorbara.

La sesta referenza è in dirittura d’arrivo a gennaio 2027 e si tratterà di un “fuori quota”, il Moon 100% Lambrusco di Sorbara, vinificato in bianco, millesimato 2020, Extra Brut con 4 gr/l di residuo, permanenza sui lieviti di 50 mesi e con un 5% della cuvée affinata in tonneau di rovere francese di secondo e terzo passaggio.
Ventiventi
Via della Saliceta,15 – Strada Provinciale 5 – Medolla (MO) | ventiventi.it
L’occasione dell’incontro con gli intraprendenti e disponibili fratelli Razzaboni, con tanto di degustazione in anteprima del “Moon”, ci ha dato occasione di scoprire due encomiabili realtà del territorio che vale la pena di segnalare e soprattutto di visitare.
DolceTerra, dalla frutta appena raccolta alla bottega di campagna
La prima è DolceTerra giovane multiforme azienda agricola di San Prospero di Modena, nata nel 2018 da un podere acquistato da nonno Giuseppe con l’idea di ritornare alle proprie radici territoriali e che il nipote Francesco Botti ha trasformato, con tanta passione e progettualità, in una vera chicca.
Il giovane e motivato team si dedica alla coltivazione sia di frutteti che di vigneti ma è la frutta la loro materia prima che, dopo aver selezionato le varietà più pregiate – come l’albicocco Orange Rubis, il pesco Percoca Fergold, il susino Blue Moon e il melo Primiera – viene raccolta a km zero e al giusto punto di maturazione, senza passare per le celle frigorifere, diventando confetture extra, mostarde e nettari d’eccellenza.
Un metodo rigorosamente chemical-free e con l’apporto minimo di zuccheri aggiunti, per preservare l’autenticità gustativa della materia prima.
Francesco e lo staff hanno innestato questa ricerca in una bottega e bistrot davvero accoglienti dove gustare i loro prodotti accompagnati da ricercate selezioni di formaggi (ça va sans dire, associati alle loro originali e differenti mostarde) o dai pregiati salumi della ricca tradizione modenese.

Ma in menù troviamo anche qualche primo della tradizione come i tortellini in crema di Parmigiano Reggiano come insoliti cocktail o long drink dove la frutta diventa protagonista e fornisce quel quid in più ad un classico rivisitato come il Bellini o l’Americano.
Un luogo da frequentare, magari sfruttando queste prime tiepide serate autunnali, avendo ancora la possibilità di stare all’aperto, all’ombra della bicentenaria quercia che fa da silente nume tutelare della ariosa cascina di campagna ristrutturata con gusto per far da cornice architettonica all’idea del bistrot e della bottega.
DolceTerra
Via Due Madonne,7 – San Prospero (MO) | dolceterra.farm
InPasta, la sfoglia emiliana crea nuove opportunità di lavoro
L’altra realtà che vi segnaliamo e che vi invitiamo a visitare per farvi raccontare la bella storia che c’è dietro è InPasta, un luogo della solidarietà, condita da socialità e dall’antica arte delle sfogline emiliane.
Una APS – Associazione di Promozione Sociale – fondata a marzo 2022 da Savio, Marilena, Mireille e Marina con lo scopo di costruire occasioni di crescita e nuova occupazione per donne fragili o che attraversano un periodo di personale difficoltà.
InPasta si pone come un luogo dove nasce un confronto creativo e solidale che consente alle persone accolte di sviluppare competenze spendibili nel mercato del lavoro attraverso un laboratorio di cucina in cui vengono preparate le tipiche paste fresche della tradizione emiliana: tagliatelle, tortellini, tortelloni, passatelli, rosette, lasagne e maccheroni al pettine (specialità “nativa” della vicina Mirandola, dove ogni anno si tiene un seguitissimo e combattuto Palio dove le frazioni si sfidano a colpi di matterello e pettine per preparare i famosi maccheroncini di pasta all’uovo) oltre che ciambelle, biscotti e crostate, tutti realizzati da ingredienti a filiera cortissima.

Inoltre le instancabili volontarie dell’associazione son sempre disponibili a diffondere il verbo e la bontà della propria attività (e della produzione) attraverso corsi di cucina e laboratori per le situazioni più disparate (nel nostro caso una mattinata passata insieme ai fratelli Razzaboni della cantina VentiVenti, con cui collaborano stabilmente e che l’anno prossimo le vedrà protagoniste anche dell’offerta esperenziale dedicata all’enoturismo della struttura modenese).
Insomma un luogo da conoscere, visitare e soprattutto dove acquistare gli ottimi prodotti del laboratorio sociale di InPasta per sostenere questa solidarietà spontanea e contagiosa che si diffonde da Medolla attraverso il passaparola di chi ha avuto occasione di verificare di persona l’efficacia e l’empatia di tale efficace azione solidale, in perfetto stile (e storia) di queste terre.
InPasta
Via Calanca 2, Medolla (MO) | www.inpasta.net



