Il nuovo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Brut di Conte Collalto nasce da una microzona dal suolo argilloso e porta nel calice un profilo più asciutto, minerale e strutturato
Mille anni di vigne e una lunga scommessa sul Prosecco. È questa, in sintesi, la storia delle Cantine Conte Collalto, le cui radici affondano in un documento del 958, tra le colline trevigiane che circondano il Castello di San Salvatore.
Tra le figure di maggior rilievo di questa lunga storia spicca il Conte Ottaviano Antonio Collalto che, agli inizi del Novecento, progettò l’attuale cantina su tre livelli: fu proprio in quella struttura che presero avvio le prime sperimentazioni dedicate alla spumantizzazione.
Oggi la tenuta si estende su 250 ettari complessivi, di cui 150 vitati, e lavora esclusivamente uve di proprietà, seguendo ogni fase del processo dalla vigna alla bottiglia. Una scelta che nel tempo ha permesso di affinare una lettura sempre più precisa delle diverse aree aziendali.

L’argilla di Colfosco che ha dato il nome al vino
Alle spalle di Ponte Rosso, il nuovo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Brut delle Cantine Collalto c’è un racconto che parte dalla particolare terra di Colfosco.
La Riva da cui provengono le uve si trova a ovest del Castello di San Salvatore e si distingue per un terreno argilloso. In passato, proprio da quest’area veniva estratta una terra dal colore rosso intenso, utilizzata per produrre coppi e mattoni destinati agli edifici della Corte dei Conti di Collalto.
Con quei mattoni venne costruito anche un ponte, diventato nel tempo un punto di riferimento della zona e noto appunto come Ponte Rosso. Il nuovo vino riprende dunque il nome di una storia già esistente, nella quale geologia e attività umana si sono incontrate molto prima che quella stessa parcella venisse scelta per le sue potenzialità viticole.
La Glera coltivata su questi suoli sviluppa un profilo che Conte Collalto ha scelto di interpretare in una versione più secca e strutturata, dove la componente minerale assume un ruolo determinante nella costruzione del sorso.
Ponte Rosso Rive di Colfosco Extra Brut
Millesimato e ottenuto da uve raccolte esclusivamente a mano, il Ponte Rosso Rive di Colfosco Extra Brut 2025 mostra un profilo olfattivo nitido e progressivo. Si apre su fiori bianchi e glicine, con richiami di pera e mela. Il lime introduce una sfumatura agrumata più tesa, mentre sul fondo emerge una lieve nota fragrante di brioche.
Al palato, la freschezza è vivace, la chiusura è asciutta, coerente con la scelta dell’Extra Brut, e lascia una persistenza nella quale ritornano la componente fruttata e una delicata impronta minerale. È un Prosecco Superiore rigoroso nell’impostazione ma non austero, capace di privilegiare tensione e definizione rispetto alla ricerca della morbidezza.

La lettura del vigneto nella filosofia di Conte Collalto
Il Ponte Rosso appartiene alla tipologia Rive, una delle espressioni più circoscritte del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Il termine identifica aree collinari particolarmente vocate e consente di ricondurre il vino a un’origine più precisa, legata a specifiche condizioni di suolo, esposizione e microclima.
Conte Collalto ha eseguito un attento lavoro di zonazione che ha trasformato le differenze interne alla tenuta in un elemento centrale della ricerca produttiva. Ogni parcella viene osservata nelle proprie caratteristiche e le vinificazioni restano separate, con l’obiettivo di comprendere quale espressione possa offrire ogni singola area.
Il Ponte Rosso rappresenta una delle conseguenze più evidenti di questo percorso e nasce per raccontare nel calice una microzona che offra alla Glera caratteristiche adatte a un’interpretazione differente, più asciutta e diretta.
CANTINE CONTE COLLALTO
Via XXIV Maggio, 1 – Susegana (TV)
www.cantine-collalto.it

