Dal Dogliani piemontese al Cesanese laziale, fino al Primitivo pugliese: una selezione di etichette che racconta di territori, vitigni e tradizioni attraverso il calore dei rossi d’autunno
Il ritorno all’ora solare segna un discrimine di ore-luce ma soprattutto un cambio di mood stagionale e anche a tavola, mentalmente, si entra in piena modalità autunnale. Situazione ideale per un breve viaggio in giro per la penisola accompagnati da una selezione di rossi ottenuti da vitigni autoctoni o da collaudati varietà internazionali. Una carrellata che tiene insieme bottiglie da tutto pasto e rossi importanti per abbinamenti con piatti strutturati, sorta di virtuale passeggiata fra le variegate tonalità del foliage autunnale, attendendo l’inverno sorseggiando beatamente un buon calice.
Poderi Luigi Einaudi: Dogliani Docg 2024

Iniziamo il nostro tour dal Piemonte con un’azienda storica come i Poderi Luigi Einaudi, per intenderci quella del primo Presidente della Repubblica Italiana eletto dal Parlamento dopo il “costituente” Enrico De Nicola. Grande economista quanto fiero viticultore, Luigi Einaudi era un convinto estimatore del Dolcetto, vitigno tipico delle tradizioni enologiche contadine, che nell’area di Dogliani ha trovato il suo terroir d’elezione, tanto che dal 2011 è diventata Docg.
Un’etichetta storica di Poderi Luigi Einaudi, che nasce su suoli marnosi-argillosi e calcarei a 350 metri s.l.m. Il suo rosso brillante emana fresche note fruttate e il caratteristico floreale di violetta. Sorso rotondo e gustoso, di medio corpo con finale vinoso e ammandorlato.
Da tutto pasto o da toma piemontese semi-stagionata. Prezzo: circa 13 € – Sito web: www.poderieinaudi.com
Tenuta San Giorgio: Brumanera 2019 Malanotte del Piave Docg
Da una piccola Docg ad una addirittura micro ma altrettanto identitaria come la Malanotte del Piave. Un’etichetta ben nota della denominazione è il Brumanera di Tenuta San Giorgio, di Maserada del Piave (Tv).
Un Raboso in purezza, come vuole il disciplinare, svezzato in un contesto naturalistico di grande fascino come le Grave di Papadopoli, su terreni limosi-ghiaiosi con stratificazioni ciottolose.
Il lungo affinamento in legno doma i suoi esuberanti tannini per un rosso di grande struttura dal color carminio con nuance granato scuro come la notte e profumi di visciola, prugna, cannella, cuoio e cardamomo, con tannini perfettamente integrati e corroborante finale. Rosso intrigante, da stufato di carne e camino acceso mentre la bruma autunnale si allinea al calice. Prezzo: circa 32 € – Sito web: tenutasangiorgio.com

Tenuta Stella: Sdencina Rosso 2022 Venezia Giulia IGT

La Tenuta Stella di Dolegna del Collio nasce nel 2009 dalla passione per i vini friulani del noto imprenditore veneziano Sergio Stefanato, ispirandosi nel nome al punto d’inizio della lunga storia di successo, la loro “Soffieria Stella“.
La conduzione è affidata nelle esperte mani dell’enologa Erika Barbieri e in vigna al compagno Alberto Faggiani. Nella linea classica spiccano la fragrante Malvasia e il leggiadro Friulano ma in questo contesto diamo spazio all’originale Sdencina, blend dei vitigni autoctoni friulani Refosco dal Peduncolo Rosso e Schioppettino (circa per il 58-60%) Pignolo e Tazzelenghe (circa il 38-40%) completata da una piccolissima quota di Merlot (2-3%).
L’affinamento di 22 mesi in barrique e botti grandi di rovere francese, gli dona un vivido color rubino brillante che al naso propone profumi di ciliegia moretta, frutti rossi, sottobosco e speziato dolce a cui si associa una lieve nota balsamica di eucalipto nel finale. Sorso diritto e strutturato, con decisa dose tannica ben arrotondata dai passaggi in legno. Vino da tutto pasto a suo agio con un semplice tagliere di salumi e formaggi come con un filetto di manzo ai porcini. Prezzo: circa 22 € – Sito web: www.tenutastellacollio.it
Tenute Tomasella: Bastìe 2016 Friuli Grave DOC
Le Tenute Tomasella hanno sede a Mansù, in provincia di Treviso, terra di confine incastonata fra due Doc, il Friuli Grave e il Prosecco Treviso, con 10 ettari nel primo e 40 nel secondo.
All’interno della linea di fascia alta, Bastìe, Paolo Tomasella ha voluto cimentarsi in un riuscito esperimento con il Merlot Friuli Grave Doc. Dai caratteristici terreni di ciottoli alluvionali della Grave, bassa resa per ettaro, prolungata macerazione sulle bucce e quasi due anni di affinamento fra barrique, acciaio e bottiglia producono questo Merlot di bella stoffa, complesso e armonico, capace di esaltare le caratteristiche del vitigno e dell’areale.
Rosso rubino brillante con riflessi granato al naso emana un ampio fruttato di ribes, lampone, marasca e prugna insieme a note d’erbe aromatiche, speziatura e una lieve tostatura. In bocca è vellutato con tannini sapidi che lasciano spazio ad una notevole persistenza. Da carni rosse alla brace, brasato di manzo o Asiago Stravecchio. Prezzo: circa 48 €. Sito web: www.tenutetomasella.it

Grillesino: Ceccante 2021 Maremma Toscana Doc

Da una firma del Morellino di Scansano Docg come la Grillesino della famiglia Notari arriva il Ceccante, etichetta prodotta solo nelle migliori annate da uve Cabernet Sauvignon (e con una piccola percentuale di Cabernet Franc), di selezionati cloni scelti in collaborazione con l’Institut d’Oenologie de Bordeaux.
Affinato in barrique per 16 mesi e con un ulteriore riposo in bottiglia di quasi un anno, il Ceccante nel calice si presenta con un rosso rubino intenso che al naso rimanda a profumi di ribes e gelsi neri insieme a note d’erbe aromatiche come timo e rosmarino e un leggero speziato dolce dovuto al suo lungo affinamento in rovere. Sorso piacevole e bilanciato con tannini domati e decisa persistenza, da degno rappresentante del Cabernet maremmano.
Perfetto su bistecca o pappardelle ai funghi o, ça va sans dire, della tradizionale versione con il ragù di cinghiale. Prezzo: circa 25 €. Sito web: www.compagniadelvino.com
Casale del Giglio: Matidia 2023 Cesanese Lazio IGP
Antonio Santarelli con la sua “Casale del Giglio” ha enologicamente rivoluzionato il litorale agro-pontino con una lungimirante zonazione che ha portato a convivere blasonati vitigni internazionali, quasi mai utilizzati nell’area, e autoctoni di rango come il Cesanese.
Il suo Matidia proviene da un vigneto storico della tenuta situato a Olevano Romano, con vecchie vigne poggiate su un terreno d’origine vulcanica a circa 500 metri sul livello del mare. I selezionati grappoli sono sottoposti ad una macerazione pre-fermentativa per circa una settimana e poi il vino affina un anno fra acciaio e tonneau. Nel calice l’intenso rosso rubino espande una variegata palette olfattiva di frutta rossa, mirtillo nero, marasca e noce moscata. Al palato è armonico, fresco e persistente per un rosso già pronto ma che può restare in cantina qualche anno senza problemi. Da tagliatelle al ragù di cortile o quaglie in umido. Prezzo: circa 17 €. Sito web: www.casaledelgiglio.it

Tinazzi San Giorgio: Diodoro 2023 Primitivo di Manduria DOP

Puntando la bussola verso Sud ci imbattiamo nella costola pugliese dei Tinazzi, nota famiglia veneta del vino con propaggini vitate anche nel Chianti Classico (Tenuta Pian del Gallo a Greve).
Nel 2001 in un viaggio nell’agro tarantino, a Carosino, Gian Andrea Tinazzi si innamorò di una proprietà con annessa masseria di circa 20 ettari e la rilevò dando vita a Feudo Croce. Un decennio dopo si aggiunse la Tinazzi San Giorgio a Faggiano, da cui proviene il Diodoro 2023, ottenuto in purezza dal vitigno icona del terroir salentino.
Dopo l’affinamento, in media di 9 mesi, in barrique e tonneau il Diodoro nel suo compatto e profondo rosso rubino svela una palette olfattiva che associa frutta rossa matura, soprattutto ciliegia e prugna, a note di cannella, alloro e cacao. In bocca è intenso e rotondo con scalpitanti tannini e nitida persistenza. Da abbinare alle tipiche braciole al sugo pugliesi o ad una grigliata mista di carne. Prezzo: circa 22 €. Sito web: www.tinazzi.it
Principe di Corleone: Quattro Canti 2022 Sicilia DOP
La famiglia Pollara dal 1892 è sinonimo di rispetto della vocazione vinicola del corleonese e, al tempo stesso, di costante innovazione ed attenzione alla sostenibilità. Con la nascita nel 2004 del marchio Principe di Corleone i Pollara hanno dato un nuovo impulso al proprio territorio d’origine con vini che, fra autoctoni siciliani e vitigni internazionali ormai di casa nell’isola, danno vita ad interessanti referenze come il Quattro Canti, omaggio alla seicentesca monumentale piazza palermitana. Un Sicilia DOP, blend paritetico di Cabernet Sauvignon e Merlot, affinato in barrique di rovere francese e che nel rosso rubino profondo esprime al naso note di frutti rossi associati a marasca, e a seguire sentori balsamici, spezie dolci, carruba e cacao amaro. In bocca si propone con imperiosa struttura e tannicità ma condita da beva fine, accattivante e di ragguardevole persistenza gustativa.
Da associare ad arrosti o formaggi stagionati ma anche ad un autunnale piatto di pasta e fagioli con cotenna… in stile contadino. Prezzo: circa 25 €. Sito web: www.principedicorleone.it



