Dalle vigne coltivate con la partecipazione di detenuti ai filari vendemmiati da ragazzi con disabilità, passando per bottiglie che finanziano la ricerca o combattono l’emarginazione: ci sono cantine italiane che fanno molto più che produrre buon vino. Ecco alcuni esempi di un modo virtuoso di fare impresa
Alcune imprese vitivinicole non si occupano esclusivamente di produrre vino. S’impegnano anche in progetti sociali, d’inclusione e di supporto alle persone più fragili, agli emarginati. Ci sono produttori che lo fanno da decenni, convinti che l’impegno sociale ed etico sia un elemento fondante della società.
Aziende vinicole solidali: alcuni progetti italiani
Le storie delle aziende vitivinicole etiche sono tantissime, impossibile citarle tutte. Forse pochi sanno che esiste addirittura un concorso, giunto alla sesta edizione, per la valorizzazione dei “vini solidali”, ideato da Il Mosaico Consorzio di Cooperative Sociali di Gorizia, in cui sono premiati i migliori vini che rappresentano la categoria.
Arnaldo Caprai di Montefalco: da migranti a dipendenti
Cominciamo dal progetto iniziato nel 2016 dalla cantina Arnaldo Caprai di Montefalco, che ha dato a più di 200 rifugiati un lavoro, favorendo così l’integrazione. Sei migranti su dieci sono rimasti a lavorare stabilmente in azienda. Marco Caprai è stato insignito nel 2024 dell’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito dalla Repubblica italiana proprio per l’imprenditoria etica.
Frescobaldi: formazione dei detenuti e loro reinserimento
Un altro esempio è il lavoro, partito nel 2012, dei Frescobaldi per i detenuti dell’isola-penitenziario di Gorgona. L’azienda si occupa della loro formazione, con l’aiuto di agronomi ed enologi, producendo insieme il vino Gorgona, i cui proventi vengono reinvestiti nel progetto.
In collaborazione con altri partner, inoltre, tale realtà si occupa di un percorso di reinserimento sociale concreto, dove far mettere a frutto il mestiere imparato in vigna e in cantina.

Maculan di Breganze a sostegno della ricerca
L’azienda Maculan di Breganze (VI) in quindici anni ha raccolto oltre 380mila euro a sostegno della ricerca scientifica contro le patologie oculari per la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto.
Produttori di Cormons: il Vino della Solidarietà
I Produttori di Cormons (GO) da dieci anni producono il Vino della Solidarietà, con l’obiettivo di sostenere, attraverso la sua vendita, l’attività dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) Onlus Gorizia e di consolidare percorsi d’inserimento nel settore vitivinicolo dei disabili.
I ragazzi dell’ANFFAS intervengono nel processo dalla vendemmia all’imbottigliamento.
L’azienda Monsupello e lo “Sprigionato”
L’azienda Monsupello di Torricella Verzate (PV), nell’Oltrepò Pavese, ha realizzato nel 2023 un progetto che comprendeva il coinvolgimento degli studenti in quinta superiore di Voghera e persone in regime di detenzione provenienti dal supercarcere dello stesso comune.
Durante la vendemmia, insieme, hanno creato il vino “Sprigionato”, destinato a raccogliere fondi a favore dell’Associazione Terre di mezzo, un’organizzazione di volontariato capeggiata dal parroco di San Pietro a Voghera. Monsupello ha anche accolto un ex detenuto tra il proprio personale e potrebbe accadere anche per altri, dando così una seconda possibilità.
Le vendemmie inclusive di Cecchetto (TV) e Velenosi (AP)
Ci sono molte realtà vitivinicole che fanno vendemmie inclusive, come Cecchetto di Tezze di Piave (TV) che da venti anni fa partecipare i ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) alla vendemmia e all’imbottigliamento del Raboso Piave, oppure Velenosi ad Ascoli Piceno che accoglie dal 2020 in vendemmia i ragazzi autistici de L’Orto di Paolo, gestito dalla Cooperativa Sociale Pa.Ge.F.Ha Onlus. Il ricavato della vendita delle bottiglie viene interamente devoluto al Centro Diurno Socio-Educativo per l’autismo sopracitato.

Corte Sant’Alda e l’attenzione ai più fragili
Marinella Camerani, fondatrice di Corte Sant’Alda di Mezzane di Sotto (VR) ha coinvolto i ragazzi della Cooperativa Sociale L’Officina dell’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) per operare in tutte le fasi: dalla gestione del verde alla vendemmia manuale, dalla vinificazione all’imbottigliamento e al confezionamento de Il Mangiabottoni Valpolicella Doc 2024, prodotto in edizione limitata. L’intento finale è quello di trasformare Podere Castagnè (dove si produce questo vino) in un laboratorio occupazionale stabile, capace di formare risorse professionali nel settore vinicolo, con attenzione alle nuove fragilità.

Le iniziative di Falezze (VR) e Ferraris (AT)
Altri, come Falezze di Illasi (VR) ha destinato delle bottiglie a edizione limitata di Amarone Riserva con etichetta artistica all’asta, devolvendo il ricavato alla delegazione veronese dell’Ordine di Malta per sostenere le sue opere di carità; o ancora, Ferraris di Castagnole Monferrato (AT) ha deciso di far disegnare un’etichetta speciale a produzione limitata, ai Ruchè dai bambini della Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita, donando all’ospedale un assegno di 16mila euro.
Di esempi ce ne sono ancora tantissimi e ci dispiace per le aziende che non sono state citate. Ti invitiamo a scoprirle! Perché il vino è cultura, condivisione, ma anche solidarietà.

