Puglia contro Veneto: il Moscato di Trani e il Recioto della Valpolicella

I vini passiti sono quelli provenienti da uve molto zuccherine che vengono fatte disidratare o “appassire” per ridurre il contenuto di acqua e aumentare il contenuto di zucchero, sali minerali e aromi intensi. Ne prendiamo in considerazione due, famosi e buonissimi, appartenenti a regioni italiane distanti tra loro: il Moscato di Trani e il Recioto della Valpolicella.

Vini passiti: Moscato di Trani e Recioto della Valpolicella

Uve passite per Moscato di Trani e Recioto della Valpolicella.

Oggi ci addentriamo nel mondo dei vini passiti per i quali, prima del processo di vinificazione, gli acini vengono fatti appassire, per farli maturare più del dovuto e ridurre l’acqua in eccesso. La conseguenza è di ottenere acini carichi di zuccheri, sali minerali e intensi aromi e vini con un’elevata componente alcolica.

Tra le tecniche utilizzate per l’appassimento le più importanti sono:

  • maturazione prolungata in vigna o surmaturazione;
  • appassimento naturale, tipicamente all’aria aperta, in pianta; 
  • essiccamento al sole, nelle zone dove la temperatura lo consente, oppure in ambienti chiusi e controllati (appassimento forzato);
  • il congelamento (per la produzione degli eiswein).

Il vino passito nasce come dolce o amabile, sebbene esistano delle eccezioni come il rinomato Amarone, catalogato come passito secco.

Confronto tra 2 passiti: Moscato di Trani e Recioto della Valpolicella

Moscato di Trani

Il Moscato di Trani è un vino antico che si produce nella zona del nord barese, tra mare e campagna. Ha ottenuto la certificazione Doc e attualmente viene prodotto a Trani, oltre che in ben undici comuni a nord di Bari.

Negli anni 1000, questo vino ha conquistato i veneziani al punto da condurli a stipulare un vero e proprio accordo per liberalizzare il commercio dello stesso.

Riconoscibile dal suo colore giallo paglierino e dal profumo fruttato, il Moscato di Trani, viene lasciato maturare nelle tipiche botti di legno che lasciano trapelare delicate note speziate.

La sua particolare delicatezza lo rende perfetto abbinato con dolci a base di mandorle e pasticceria, ma diffonde altresì la sua unicità anche accompagnato con foie gras e salumi.

Sorseggiare questo vino dinnanzi al fascino del Mar Adriatico diventa un’esperienza esclusiva, capace di connetterci con sensazioni, cultura, amore per questa terra e per le sue tradizioni.

Recioto della Valpolicella

Protagonista della tradizione veneta, l’illustre Recioto della Valpolicella è noto per essere uno dei vini più antichi d’Italia. La sua origine, infatti, risale all’epoca romana, periodo nel quale nel territorio della Valpolicella erano presenti i Reti, popolo di origine celtica che aveva percepito quanto le colline veronesi avessero da offrire.

Tradizionalmente, il Recioto è considerato l’antenato dell’Amarone, infatti è prodotto attraverso lo stesso metodo di vinificazione. È contraddistinto dalle tonalità rosso corvino e da un sapore dolce ed avvolgente, ma soprattutto da un singolare retrogusto di amarene e ciliege.

Abbinato al cioccolato puro dispiega tutto il suo vigore, ma riesce a fare altrettanto anche accompagnato da crostate e torte al cioccolato. Gustare un bicchiere di Recioto in una delle esclusive vinerie veronesi, rappresenta un momento irrinunciabile e piacevole, una sinestesia di sapori e colori.

© Articolo di Sabrina Cianciaruso

Print Friendly, PDF & Email
TAG:     , ,

Autore /


Redazione

La squadra di redazione de La Gazzetta del Gusto è ricca di professionisti della comunicazione, blogger, esperti di alimentazione e di cucina. Ognuno apporta un contribuito unico grazie a personalità ed esperienze eterogenee.

© Riproduzione vietata
Scritto il: sabato, 25 Marzo 2017

Ti potrebbero interessare: