Dal 2026 tutte le bottiglie della denominazione adotteranno una fascetta ad alta sicurezza prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Un progetto condiviso da Regione Lazio, ARSIAL e Consorzio Roma DOC per rafforzare autenticità, tracciabilità e tutela del vino del territorio
L’introduzione del Contrassegno di Stato per il Roma DOC non è un gesto simbolico ma una scelta che ridefinisce il rapporto tra produttori, istituzioni e mercato.
A Roma, nelle sale del Museo della Zecca, Regione Lazio e ARSIAL hanno annunciato insieme all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), un sistema di sicurezza che dal 2026 accompagnerà ogni bottiglia della denominazione, riconoscibile dal tricolore e dotato di tecnologie proprie delle Carte Valori.
Un passo avanti che parla di tutela, trasparenza e responsabilità, ma che segna, soprattutto, un’evoluzione per l’intero comparto vitivinicolo laziale.
Un dispositivo per garantire sicurezza e tracciabilità
Il nuovo Contrassegno, realizzato dall’IPZS, integra sistemi anticontraffazione analoghi a quelli impiegati per banconote e documenti protetti.
La presenza di un QR code univoco e del Passaporto Digitale di Prodotto, infatti, consente di identificare ogni bottiglia e seguirne il percorso lungo l’intera filiera, dalla cantina alla tavola.
ARSIAL ha inoltre finanziato il primo milione di contrassegni, pari all’intera produzione annuale rivendicata come DOC, garantendo alle aziende del Consorzio Roma DOC un avvio immediato e privo di costi. Una scelta che rende l’adozione del sistema uniforme e inclusiva, ma soprattutto ne sottolinea il valore strategico.

La presenza istituzionale al Museo della Zecca
All’evento hanno partecipato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, l’Assessore regionale Giancarlo Righini, il Presidente ARSIAL Massimiliano Raffa, la Presidente del Consorzio Roma DOC Rossella Macchia e l’Amministratore Delegato dell’IPZS Michele Sciscioli.
Un quadro istituzionale compatto, che conferma la centralità dell’iniziativa nella valorizzazione delle denominazioni laziali.
«Con il tricolore del Poligrafico dello Stato sulle fascette del Roma DOC promuoviamo il lavoro del Consorzio, garantiamo l’autenticità e la qualità certificata dei nostri prodotti e difendiamo il Made in Italy da frodi e imitazioni – ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – L’agricoltura nel Lazio oggi è affiancata alla delega più importante, quella del bilancio: questo significa più risorse, più sviluppo e più prospettiva per l’intero comparto. Il Poligrafico dello Stato, garante dell’autenticità, ci aiuta a difendere un bene prezioso, vero punto di forza del nostro sistema agricolo, un settore che nel Lazio torna finalmente protagonista grazie a investimenti e a una visione strategica»
Le dichiarazioni dell’assessore Giancarlo Righini
Il nuovo sistema di tracciabilità, secondo l’assessore regionale, permette al Lazio di esprimere un modello competitivo, trasparente e orientato al futuo, rafforzando la produzione e garantiendo ai consumatori una verifica immediata dell’autenticità.
«La Regione sostiene con convinzione questo progetto perché è parte di una strategia più ampia: proteggere il valore del lavoro delle nostre imprese agricole e promuovere un modello di filiera trasparente, sicura e orientata al futuro. Continueremo a lavorare insieme ad ARSIAL, al Consorzio Roma DOC e a tutte le realtà del comparto per far crescere il Lazio del vino con strumenti moderni, efficaci e all’altezza delle sue eccellenze»

Il contributo del Pres. ARSIAL, Massimiliano Raffa
Il Contrassegno nasce da un impegno chiaro dell’Agenzia: fornire strumenti moderni e utili alle aziende. Il Presidente Raffa cita un dato significativo, secondo cui oltre metà dei consumatori controlla la presenza di contrassegni prima dell’acquisto, evidenza che ha spinto ARSIAL a investire nel progetto fin dall’inizio.
Il finanziamento del primo milione di fascette vuole garantire un avvio omogeneo e senza oneri, ma anche sottolineare la centralità dello strumento: un elemento capace di contrastare frodi, rafforzare la filiera e consolidare il posizionamento del Lazio in Italia e all’estero.
«L’integrazione con il Passaporto Digitale di Prodotto amplifica inoltre la capacità di raccontare storia, territorio e sostenibilità, aspetti centrali per i consumatori di oggi. ARSIAL continuerà a essere al fianco del Consorzio Roma DOC valorizzando il contrassegno nelle attività di promozione e portando questa nuova identità anche nelle nostre collettive internazionali»
L’ ennesimo traguardo del Consorzio Vini Roma Doc
Rossella Macchia, Presidente del Consorzio Vini Roma DOC, ha definito l’introduzione della fascetta un riconoscimento che certifica l’eccellenza qualitativa dei vini del territorio e che si inserisce in un percorso condiviso, frutto della collaborazione tra istituzioni e produttori, sottolineando come storia enologica, sostenibilità e ricerca convivano nella crescita della DOC.
«È grazie alla sinergia tra istituzioni e produttori che negli anni abbiamo consolidato la nostra identità, proiettandoci con forza e credibilità sui mercati internazionali. Abbiamo raggiunto un traguardo di fondamentale importanza non solo per la nostra denominazione e per le nostre aziende, ma per l’intero territorio e la tradizione enologica che custodisce»
L’intervento di Michele Sciscioli, AD IPZS
Il contrassegno come uno strumento all’avanguardia, ideato per proteggere e valorizzare le eccellenze enogastronomiche. La fascetta, dotata del simbolo dello Stato e del tricolore, offrirà una garanzia di qualità e sicurezza, contribuendo a prevenire contraffazioni e a tutelare l’immagine delle produzioni di pregio.
«Dal nuovo anno anche il consorzio Roma DOC applicherà per la prima volta il contrassegno con il tricolore. Realizzato dal Poligrafico su indicazione del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, rappresenta uno strumento di anticontraffazione all’avanguardia e una garanzia di qualità per i consumatori. La fascetta con il simbolo dello Stato italiano e il tricolore tutela e valorizza le nostre eccellenze enogastronomiche»



