La storica cooperativa celebra sessant’anni di attività con un progetto che punta sulla valorizzazione della DOC, delle varietà autoctone e del patrimonio viticolo conferito dai soci
Tra le denominazioni che hanno contribuito a definire l’identità vitivinicola della Campania, la DOC Solopaca occupa di certo un posto di primo piano.
Con la loro ricchezza pedoclimatica le colline del Sannio beneventano offrono condizioni favorevoli alla coltivazione di vitigni come Falanghina e Aglianico, protagonisti di una produzione che – negli anni – ha consolidato la reputazione di questo territorio.
La Cantina di Solopaca, una delle realtà cooperative più rappresentative dell’area, continua a puntare su questa visione enologica, capace di coniugare identità territoriale e crescita qualitativa.
In questo percorso si inserisce l’ingresso di Marco Giulioli come nuovo consulente enologo, una scelta che arriva in un momento simbolico per l’azienda, impegnata a celebrare il traguardo dei sessant’anni di attività con l’impegno a rafforzare il profilo dei propri vini.
Un patrimonio costruito insieme ai viticoltori
Fondata nel 1966 da 25 soci, la Cantina di Solopaca è cresciuta fino a diventare una delle principali realtà cooperative del panorama vitivinicolo campano. Oggi riunisce circa 600 viticoltori conferitori, gestisce oltre 1.100 ettari di vigneto e produce circa 3,7 milioni di bottiglie all’anno, per un fatturato di 10 milioni di euro, di cui l’8% destinato ai mercati esteri.
La forza dell’azienda risiede nella capacità di trasformare il lavoro condiviso in un patrimonio enologico riconoscibile, valorizzando il contributo di ogni socio e interpretando le peculiarità delle diverse aree vitate.
Il nuovo progetto tecnico punta a consolidare l’identità stilistica delle etichette e ad accrescere la presenza nelle fasce più alte del mercato.
L’esperienza di Marco Giulioli per la denominazione
L’enologo Marco Giulioli conosce profondamente la ricchezza viticola locale, avendo già seguito, nel corso della sua carriera, alcuni dei progetti più significativi della provincia di Benevento.
La sua esperienza nella gestione di grandi realtà cooperative si affianca a un approccio fondato sulla lettura dei singoli vigneti, sulla selezione delle parcelle e sulla valorizzazione delle differenti espressioni delle uve autoctone. Un metodo che ha contribuito a mettere in evidenza il potenziale di Falanghina e Aglianico e che oggi rappresenta un elemento strategico per l’evoluzione della Cantina di Solopaca.
L’obiettivo è tradurre la ricchezza del patrimonio conferito dai soci in vini sempre più riconoscibili, mantenendo saldo il legame con il territorio e affrontando le sfide del mercato attraverso una visione enologica contemporanea.
«Non c’era modo migliore per celebrare i 60 anni della nostra fondazione – dichiara il presidente della Cantina di Solopaca, Carmine Coletta – Siamo entusiasti di accogliere Marco Giulioli nella nostra grande famiglia. La sua firma stilistica e la sua competenza indiscussa sul territorio rappresentano esattamente ciò di cui avevamo bisogno per inaugurare questa nuova fase della nostra storia. Fino a pochi anni fa eravamo visti come una cantina da grandi volumi; oggi portiamo sui mercati vini di pregio, e l’arrivo di Marco Giulioli ci consentirà di fare l’ultimo salto di qualità, dando ancora più valore al sudore dei nostri viticoltori».
La vendemmia segnerà il debutto del nuovo progetto
Il lavoro è già entrato nel vivo. La squadra tecnica e i soci sono impegnati nel monitoraggio delle uve in vista della prossima raccolta, dalla quale arriveranno le prime selezioni nate sotto la guida del nuovo consulente enologo.
Sarà proprio la vendemmia imminente a rappresentare il primo banco di prova di un cammino che intende esaltare le peculiarità della Solopaca DOC attraverso una lettura sempre più accurata dei vigneti e delle loro differenti caratteristiche.
Un’evoluzione che rafforza il valore di una cooperativa capace, dopo sei decenni di attività, di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie origini e con il lavoro quotidiano dei viticoltori che ne costituiscono l’identità.
«Lavorare con una realtà storica come la Cantina di Solopaca, le cui radici sono profondamente intrecciate con la storia vinicola del Sannio da ben sessant’anni, è una sfida tanto affascinante quanto ricca di responsabilità – spiega l’enologo Marco Giulioli – Trovo un patrimonio viticolo immenso, un mosaico di parcelle e altitudini che offre possibilità espressive straordinarie. Il mio impegno sarà quello di tradurre questa diversità in vini identitari, puliti, capaci di raccontare Solopaca ed il Sannio con rigore e modernità».



