Elisabeth Gabay e la pink revolution: la riscossa del rosè

Il vino rosato è come un vulcano in eruzione. Negli ultimi 30 anni abbiamo avuto fumo e ceneri sottoforma di rosé a basso prezzo, ma ora il fumo sta cominciando a dissolversi ed emerge un’isola formata da vini complessi e mutevoli.

Elisabeth Gabay e la riscossa dei vini rosati

Una masterclass sui vini rosati (Foto © Pamela Mussio).

Le origini dei vini rosati si perdono nella notte dei tempi, quando i contadini si accontentavano delle uve poco adatte per la produzione dei rossi ricavandone un “rosso-non-rosso“. Oggi invece i rosè hanno trovato ampio spazio nella produzione enoica anche grazie al lavoro dei consorzi di tutela e promozione.

A detta di Elisabeth Gabay, uno dei massimi esperti del settore, per creare un vino rosè di buon livello servono innegabili capacità, ancor più che per i più conosciuti vini rossi e bianchi. L’uva va raccolta a giusta maturazione – né troppo acerba, né troppo matura – e il contatto delle bucce nella fase di fermentazione deve essere funzionale alle note aromatiche e al colore da ottenere. Si va dalle 4 ore del Fulcrand Cabanon ottenuto da uve Sanson, al contatto fugace di una notte della Valtenesi fino alle 48 ore richieste dal Bordeaux Clairet dalle origini medievali – da non confondere con l’italiano Chiaretto.

La pink revolution

Nonostante si dimostri un vino versatile da accompagnare sia agli aperitivi che al pasto, il vino rosato non sembra accogliere il favore del pubblico come quelli rossi e bianchi. L’intento della studiosa è appunto quello di far riscoprire il fascino di un vino dal colore tenue e romantico – che va dal color alba al tramonto passando per la pesca e la ciliegia – cavalcando il trend che negli ultimi anni ha visto spostare l’attenzione di enologi e consumatori da un prodotto fashion ad una consapevole scelta di qualità.

Indubbiamente, i vini rosati hanno la loro carta vincente nel colore e nella nomea di vino giovane, e una buona dose di marketing potrebbe aiutare ad evitare l’omologazione del prodotto verso un vino “piacione” relegato al momento dell’happy hour. E visto che l’Italia ha una delle più lunghe e ricche tradizioni in questo settore, la filosofia della pink revolution troverà sicuramente terreno fertile su cui piantare radici.

Cenni su Elizabeth Gabay

Elizabeth Gabay scrive di vino da più di trent’anni ed è l’unica Master of Wine specializzata nei vini rosati. È la presidente di giuria dell’International Rosé Championship e giurata di numerosi concorsi internazionali.

Il suo ultimo libro, “Rose: Understanding the Pink Wine Revolution“, esplora la storia, la viticoltura e la produzione dei vini rosati aprendo le porte ad una seria riflessione sia per gli appassionati sia per i professionisti del settore.

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Pamela Mussio

La prof in incognito - Nata in una famiglia di origini contadine a metà degli anni '80, ho girovagato per studio tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per tornare poi nella pianura bresciana. Lavoro come insegnante nella scuola pubblica e sono specializzata in disturbi dell'apprendimento. Studiare e tentare nuove strade è vitale per me; la noia è la mia pena peggiore. Amo leggere, mangiare e fotografare: per questo ho aperto un blog che si chiama La bisaccia dove condividere le mie ricette.

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Scritto il: mercoledì, 20 giugno 2018

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