Gazzetta del Vino Trentino-Alto Adige

Vitigni Piwi ed erba alta, il rispetto della natura nelle dolci colline altoatesine

Il nome “Pilzwiderstandfähige” può certamente spaventare ma la sua abbreviazione è molto più familiare, almeno per gli appasionati di vino. Per tutti gli altri lo spieghiamo in questo articolo

Vitigni Piwi o resistenti alle malattie fungicine
Pilzwiderstandfähige o Piwi, sono vitigni resistenti alle malattie fungicine (Foto © Canva).

I Pilzwiderstandfähige, letteralmente vitigni “resistenti ai funghi” abbreviato con Piwi, sono ibridi nati successivamente alle catastrofi portate da Oidio, Peronospora e Fillossera in Europa a fine ‘800. I primi a studiarli furono i francesi che però li abbandonarono quasi subito non riuscendo ad addomesticarli. Il testimone passò quindi a Germania, capofila allora e la più impegnata oggi nello studio di queste varietà, ma anche ad Austria e Italia.

Nel nostro Paese furono Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige ad accogliere con piacere i Piwi, riuscendo a lavorarli nel modo giusto e intuendo una delle loro qualità più importanti ossia quella di produrre ottima uva senza l’utilizzo di trattamenti fitosanitari. Il risultato sono  vini piacevoli e meno selvatici dei cugini d’Oltralpe.

Vitigni Piwi: il Bronner e altre varietà

Tra le varietà più importanti quando si parla di vitigni Piwi si annoverano Bronner, Muscaris, Solaris, Helios, Prior e molti altri. Il Bronner, come lo conosciamo oggi, nasce nel 1975 dall’ibridazione tra Merzling e GeisenHeim 6494, due varietà naturali che vantano come antenati Riesling e Pinot grigio.

Tenuta Thomas Niedermayr: biodiversità e territorialità

In Trentino-Alto Adige, l’azienda Hof Gandberg fu la prima a comprendere le potenzialità dei Piwi, sostenendone in pieno la viticoltura biologica. Oggi l’azienda di Appiano (BZ), sulla Strada del Vino dell’Alto Adige, ha cambiato vesti e preso il nome del proprietario ma ha mantenuto il medesimo impegno.

A gestire l’azienda oggi c’è Thomas Niedermayr, giovanissimo vignaiolo di appena 30 anni che ha seguito – da subito – le orme del padre Rudolf e ne ha ereditato il forte legame con la terra. La sua Tenuta è ricca di biodiversità e di erba alta, di cui va molto fiero. Preservare tutte le specie viventi presenti nel vigneto, dalle erbe spontanee agli animali, influisce tantissimo sulla sua resilienza ed è funzionale all’ottenimento di vini fortemente espressivi del terroir.

Thomas Niedermayr, viticoltore
Thomas Niedermayr nella sua azienda biologica (Foto © Thomas Niedermayr). 

Ogni anno il Bronner ’04 prodotto da Thomas Niedermayr è un po’ diverso ma sempre ottimo; tutta la famiglia raccoglie le uve solo quando pienamente mature per poi lasciarle macerare per un giorno prima di essere pressate delicatamente. La fermentazione è spontanea grazie ai lieviti indigeni e l’affinamento avviene prima in acciaio per 3-5 mesi poi altri 4 in legno neutro.

Bronner ’04: caratteristiche e abbinamenti

Bronner 04 di Thomas Niedermayr
Il Bronner 04 di Thomas Niedermayr (Foto © Giulia Mosca).

Il Bronner ’04 è un vino complesso che si adatta a ogni stagione e con un naso che va da profumi di spezie alla frutta estiva, dal fieno di erbe alpine ai sentori più minerali e salati. Grintoso ma non tagliente, grazie alle sue rotondità è un vino che riesce a sorprendere ad ogni sorso arricchendosi di sfumature diverse. Eccezionale con piatti speziati e piccanti sia della tradizione che della cucina più esotica.

I profumi della cucina thailandese o indiana, ad esempio, formano con il Bronner un connubio perfetto: curry, peperoncino, cumino, curcuma, paprika e coriandolo si bilanciano a meraviglia con le morbidezze del vino. Un abbinamento intrigante, ad esempio, è con un semplice pollo al curry in cui il mix di spezie, accompagnato dalla dolcezza del latte di cocco, crea con il vino un’accoppiata apprezzabile andando ad esaltare entrambi.

Se Bolzano e l’India vi sembrano troppo lontane, un’altra ricetta che si presta per questo splendido nettare è il filetto al pepe verde. Di origini francesi, ma riproposto anche in Italia soprattutto negli anni ’80. il piatto si caratterizza per il valore della materia prima e la ricchezza della salsa che lo condisce; la parte più fresca del Bronner ’04 riesce a smorzare la grassezza del filetto data da burro, panna e senape della salsa mentre le note aromatiche abbracciano il pepe verde in salamoia.

Qui vi abbiamo proposto qualche abbinamento ma, in realtà, il Bronner ’04 di Thomas Niedermayr ha una grande versatilità e si sposa bene tanto con piatti semplici a base di carni bianche e pesce quanto con ricette più orientaleggianti e saporite!

Per scoprire di più sui Piwi: www.piwi-international.de

Articolo di Giulia Mosca

© Riproduzione vietata

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