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Scandalo degli allevamenti intensivi

Anno Uno con uno sconvolgente servizio giornalistico fa esplodere un nuovo scandalo sugli allevamenti intensivi.

A volte è necessario essere scossi dal nostro torpore e riflettere su cosa mangiamo. Nell’anno dell’Expo di Milano, Anno Uno ripropone la vergogna degli allevamenti lager in Italia.

Scandalo degli allevamenti intensiviScoppia un nuovo scandalo sugli allevamenti intensivi in Italia dopo le immagini shoc trasmesse giovedì 21 maggio 2015 nella trasmissione Anno Uno, condotta da Giulia Innocenzi. La giornalista è stata protagonista di un reportage scottante che ha documentato le condizioni drammatiche in cui vengono gestiti gli animali in alcuni allevamenti italiani, trasformati in veri e propri lager.

Spazi angusti in cui i maiali non possono nemmeno girarsi, mangiatoie in cui si mescolano acqua, cibo ed escrementi che vengono assunti dagli animali, condizioni igieniche disastrose e infestazione di topi e scarafaggi. I maiali vengono mutilati e abbandonati a se stessi quando hanno problemi di salute, come se fossero degli oggetti inanimati.

Quando poi si apprende che, proprio questi animali, sono destinati alla produzione del blasonato Prosciutto di Parma, la nostra preoccupazione e indignazione arrivano alle stelle dal momento che ci viene, continuamente, spiegato che per i prodotti tipici esistono i Consorzi che tutelano la qualità delle materie prime.

La trasmissione della Innocenzi ha anche messo in luce che, in questi allevamenti, i trattamenti sanitari sono scellerati e vengono somministrati antibiotici “preventivi” nocivi alla salute del bestiame e dell’uomo. Dalle dichiarazioni di alcuni addetti ai controlli si apprende come, troppo spesso, il sistema di vigilanza e repressione degli illeciti sia carente e/o insufficiente.

Queste scene di una crudeltà inaudita fanno male a tutti e non solo ai vegetariani che hanno scelto di non alimentarsi con la carne e la brutalità verso gli animali non è l’unica cosa che deve far riflettere. I danni alla nostra salute derivano anche dagli effetti negativi sull’ambiente per l’inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo a seguito dello smaltimento di una quantità sconsiderata di letame. Per la coltivazione della soia o di altri cereali destinati all’alimentazione degli animali, inoltre, vengono adoperati pesticidi e OGM che causano gravi problemi di salute.

Siamo ormai abituati a mangiare carne tutti i giorni e ad acquistarla a buon mercato ma non ci soffermiamo mai a riflettere sull’opportunità di una simile scelta. Al di là di considerazioni etiche dovremmo sapere che la carne, pur se importante nell’alimentazione onnivora, ne deve rappresentare una minima componente anche perché, a differenza dei vegetali, favorisce l’insorgenza o lo sviluppo di alcune forme di cancro.

Lo scandalo degli allevamenti intensivi è uno degli argomenti di cui parla anche un interessante libro dal titolo “Farmageddon” scritto da Philip Lymbery, Direttore di CIWF (Compassion in World Farming) International – insieme a Isabel Oakeshott, giornalista del Sunday Times che è il risultato di un’inchiesta durata ben tre anni e condotta presso gli allevamenti intensivi di Cina, Perù, Argentina, Stati Uniti e Francia per indagare sui disastri che sono causati dai moderni sistemi di allevamento del bestiame.

Avaaz, la comunità internazionale che mira a creare un mondo migliore tramite la promozione di petizioni internazionali si è mobilitata su questo tema, a difesa di condizioni di vita più dignitose per gli animali da allevamento. In particolare ha promosso una petizione affinchè il Ministero della salute intervenga per regolarizzare questo settore in maniera ancora più incisiva.

Da anni Avaaz da voce alle persone comuni per concretizzare una reale partecipazione democratica su problematiche urgenti. Il funzionamento dell’organizzazione si fonda soprattutto sulla potenza che viene offerta dal web sul quale le persone possono proporre e/o firmare petizioni su questioni urgenti di carattere globale e nazionale, dalla corruzione alla povertà ai conflitti e al cambiamento climatico.

Firma la petizione AVAAZ: fermiamo l’orrore negli allevamenti.

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