A Erbin, nel cuore della Valpantena (Cru veronese), dal 2010 l’azienda vitivinicola guidata da Massimo Gianolli, guarda al vino come continua scommessa di qualità

Vista panoramica dell’azienda La Collina dei Ciliegi (Foto © Riccardo Isola).
In Valpantena c’è chi scommette sull’en primeur (investimento di vino pregiato direttamente in botte). C’è chi lo potrebbe definire una sorta di “scopiazzamento” francofono ma quello che ha preso vita nell’azienda di Erbin (Vr) “La Collina dei ciliegi” non lo è, o meglio, non si esaurisce in uno scimmiottamento di strategie in voga, da secoli, al di là delle Alpi.
È, invece, un vero e proprio metro di pensiero, di promozione e d’investimento. E non è un caso che a lanciare questa idea sia proprio un imprenditore della finanza come Massimo Gianolli (nonché proprietario dell’azienda).

Massimo Gianolli, titolare dell’azienda La Collina dei Ciliegi.
Premettiamo subito che non siamo interessati alla questione economica e ai risvolti finanziari connessi alla strategia aziendale, non è la nostra mission divulgativa. La nostra attenzione, invece e soprattutto, va al risultato finale che versiamo nel bicchiere.
Assaggiando in anteprima questo primo testimone d’intenso rosso granato non possiamo che felicitarci per l’idea e applaudire. Quella presentata è una grande, seppur ancora “acerba” e assolutamente giovane interpretazione dell’Amarone. Tensione, complessità organolettica e propensione all’invecchiamento non potranno che migliorarne l’essenza.
La Collina dei Ciliegi: vitivinicoltura, ospitalità e turismo
Nata nel 2010 come start up, La Collina dei Ciliegi è guidata dal citato Massimo Gianolli che, nel 2005, esce allo scoperto con un Amarone frutto delle viti della tenuta di Erbin in Valpantena (Cru della zona Doc Valpolicella), da 50 anni di proprietà della famiglia.
In tutto 47 ettari, di cui 24 a vigneto ma entro la primavera 2020 cresceranno a 32, che danno origine ad una ventina di etichette suddivise in tre collezioni: Cru, Classica, Emporium.

Grappoli nei filari dell’azienda (Foto © Riccardo Isola).
La produzione si attesta sulle 350.000 bottiglie con un fatturato complessivo di circa 2 milioni di euro nel 2018. La Collina dei Ciliegi non è solo Amarone bensì una brand identity che vede anche convergere i temi dell’ospitalità e del turismo, della ricerca e dell’innovazione, che vanno dall’eco-resort Ca’ del Moro Wine Retreat di Erbin agli investimenti in vigna e in cantina.
Ciliegio 2015: una scommessa chiamata Amarone

Amarone della Valpolicella Ciliegio 2015 (Foto © Riccardo Isola).
Il Ciliegio 2015 è un vino che nasce sulla base della tradizione utilizzando i tre vitigni storici di questo grande blend enoico italiano: Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella. Dopo la raccolta, le uve subiscono un appassimento per almeno 4 mesi che determina un calo ponderale di almeno il 40%. Lunga maturazione in legno di (barrique). Il risultato è un grande prodotto dell’enologia del territorio in cui personalità e complessità si sposano in connubi di alta definizione organolettica.
DiVini connubi d’arte
Questa straordinaria interpretazione dell’Amarone della Valpolicella riporta alla mente la fiera e potente tensione del quadro di Jacques Louis David “Napoleone attraversa il passo del Gran San Bernardo“.



