Affluenza significativa e prime masterclass in corso al Next – Ex Tabacchificio di Capaccio. Il settore risponde con entusiasmo al più grande hub del vino del Centro-Sud Italia
Questa mattina si è aperta la XIV edizione del Paestum Wine Fest Business che, fin dalle prime ore, ha registrato un ottimo afflusso di pubblico, tra operatori del settore, buyer, sommelier, giornalisti specializzati e winelover.
Gli accoglienti spazi del NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum si sono rivelati il contesto perfetto per una tre giornate che si preannunciano intense, ricche di contenuti e orientate al networking.
La macchina organizzativa guidata da Angelo Zarra e dal direttore artistico Alessandro Rossi conferma una visione chiara: posizionare Paestum come uno snodo strategico per il business vitivinicolo che parte dal Sud, con un approccio trasversale e contemporaneo. Ne è prova l’architettura rinnovata del festival, curata da Fiorenzo Valbonesi, pensata per ottimizzare l’esperienza degli operatori e rendere più efficiente il dialogo tra produzione e mercato.
«Il Paestum Wine Fest è nato come un punto di riferimento per il centro-sud Italia ma, in pochi anni, si è trasformata in un evento con ampio respiro internazionale, qualcosa di completamente differente. – ha dichiarato il direttore Alessandro Rossi – Più che una fiera, la definirei un salotto, quei bellissimi salotti dove è corretto anche fare affari, dove ci si incontra e si esce tutti contenti. Vogliamo diversificarci da tutto quello che è il panorama fieristico italiano, per dare l’opportunità alle persone di avere un match, un incontro fondamentale, per far sì che comunque sia la parte commerciale che il produttore stesso abbia l’opportunità di interloquire con quelli che saranno i futuri partner, si spera sempre di più. E Paestum diventa un grande contenitore, come lo è diventato storicamente Merano, un altro salotto internazionale estremamente importante».

A rendere subito tangibile la qualità dell’offerta, le prime masterclass partite in parallelo all’apertura dei padiglioni espositivi, come Cannonau Likeness International, condotta da Davide Gangi di Vinoway Italia: appuntamenti formativi ad alto contenuto tecnico, curati da professionisti esperti che spaziano dalla sommellerie internazionale al wine business, dalla comunicazione digitale all’enoturismo.
Grande attenzione anche al tema della formazione, grazie alla partecipazione della Scuola di Alta Formazione Intrecci, protagonista con borse di studio e momenti dedicati alle nuove generazioni. Sul fronte tecnologico, il lancio della piattaforma TellyWine testimonia l’impegno a integrare strumenti di intelligenza artificiale per una fruizione più consapevole del vino da parte del consumatore finale.
Con oltre 300 aziende attese, decine di appuntamenti formativi e una logistica studiata per favorire le relazioni commerciali, il Paestum Wine Fest è una piattaforma culturale ed economica in continua evoluzione. L’apertura di oggi lo dimostra: il sistema vino italiano, nel suo dialogo con i territori e i mercati, trova qui uno spazio d’ascolto e azione.

«Quest’anno abbiamo puntato su un’ulteriore internazionalizzazione di una manifestazione che già dava l’opportunità a tutto il comparto commerciale di intervenire, importante sia per i winelovers ma soprattutto per il comparto commerciale. – aggiunge Alessandro Rossi – L’idea è di aprire Paestum ai grandi importatori, che saranno circa una trentina quest’anno, con l’obbligo, l’onore e la voglia di continuare nell’incoming di tutto il resto del mondo. Un interscambio fra culture differenti e i produttori stessi. Un altro aspetto importante è il binomio vino è cultura e Paestum è perfetta da questo punto di vista. Proseguiremo su questa strada, cercando di digitalizzare sempre di più e riducendo le distanze, magari con nuovi processi per avere il mondo, se non fisicamente, il più vicino possibile a Paestum»



