Digeribile e dal sapore dolce, è conosciuta come l’oro rosso di Calabria per il colore e le numerose virtù nutrizionali. Questo tipo di cipolla è apprezzata per la sua versatilità ed è impiegata in cucina sia cruda che cotta in molteplici ricette
La Cipolla rossa di Tropea IGP è una specialità gastronomica che più di ogni altra racconta l’anima della Calabria. Con il suo sapore delicato, il colore violaceo e la polpa croccante e succosa, ha conquistato le cucine della ristorazione italiana.
Dalle origini alle proprietà nutrizionali, dai benefici per la salute alle svariate ricette che la vedono protagonista, questa cipolla non è un semplice ingrediente. È simbolo di identità e cultura, riconosciuto anche dal marchio IGP. La Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP è l’ortaggio da bulbo, fresco o secco, appartenente alla specie Allium cepa della famiglia delle Liliacee.
Cipolla rossa di Tropea: proprietà e benefici
La Cipolla rossa di Tropea è ricca di flavonoidi, proteine, contiene sali minerali come iodio, ferro, fosforo, potassio, fluoro, magnesio, selenio, zinco, e le vitamine A, B1, B2, B5, C, E, PP. Ipocalorica (contiene solo 20 calorie per 100 grammi), favorisce la digestione, abbassa il glucosio nel sangue, riduce trigliceridi e colesterolo. È un antibiotico naturale, aiuta ad alleviare tosse e raucedine grazie a un’azione mucolitica ed espettorante.
Se consumato crudo, il suo bulbo previene il rischio di malattie cardiovascolari con le proprietà fluidificanti del sangue, antitrombotiche e antipertensive.
Caratteristiche organolettiche
Dalla forma ovoidale o rotonda, la Cipolla rossa di Tropea è ammantata da un involucro rosso e presenta un grosso bulbo con tuniche interne concentriche biancastre e carnose. La sua caratteristica principale è la dolcezza dovuta al clima mite che contraddistingue l’areale di produzione.

Zona di produzione e varietà
La Cipolla rossa di Tropea si coltiva soprattutto lungo la costa tirrenica calabrese che comprende vari comuni ricadenti tra le province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. In questa zona si concentrano le condizioni pedoclimatiche, che donano alla “rossa” di Tropea le sue caratteristiche organolettiche distintive: terreni sabbiosi situati in aree soleggiate, a ridosso del mare, con escursioni termiche giornaliere.
Attualmente si utilizzano tre varietà di specie autoctone, diverse a seconda della forma e della precocità, così denominate:
- Tondo Piatta o primaticcia, raccolta tra metà aprile e metà maggio;
- Mezza Campana o medio precoce, raccolta tra metà maggio e metà giugno;
- Allungata o tardiva, raccolta tra giugno e luglio.
La Cipolla rossa di Tropea è una coltivazione IGP e tale marchio ne valorizza la storia, la qualità e le caratteristiche uniche distinguendola dagli altri tipi presenti sul mercato.
Le tipologie di cipolla rossa commercializzate sono tre:
- Cipollotto: è un prodotto fresco dal colore bianco-rosato con coda di circa 40 cm, raccolto quando la formazione del bulbo non è completata. È messo in vendita in fascetti posti in cassette di cartone, plastica o legno.
- Cipolla da consumo fresco: di colore bianco-rosato, con coda di quasi 60 cm, raccolta e venduta in mazzi da 1,5 a 6 kg posti in cassette o cassoni.
- Cipolla da serbo: ha un colore rosso-violaceo, si presenta allo stato secco o in trecce ed è priva di coda. È ottenuta dai bulbi raccolti e disidratati al sole per almeno sette giorni nel terreno, e il confezionamento di peso variabile sino a 25 kg avviene in sacchetti o cassette.
Storia e leggende
L’origine della cipolla affonda le radici in un passato lontano. Per alcuni studiosi risale all’età neolitica, sembra che le prime coltivazioni di cipolla siano avvenute in Asia, poi si sarebbero diffuse in Africa e in Europa.
Considerate dagli Egizi oggetto di culto per la forma sferica e i cerchi concentrici degli strati che simboleggiavano la vita eterna, le cipolle erano apprezzate dai Romani per le virtù energetiche tanto da integrare i pasti dei gladiatori.
Citata nella Bibbia come cibo largamente consumato e da Omero nell’Iliade per la sua freschezza, la cipolla venne celebrata anche da Assiri, Babilonesi e Sumeri.
Le origini della cipolla rossa di Tropea si mescolano con la storia del Mediterraneo. Si dice che siano stati i Fenici a portare per primi il seme lungo le coste della Calabria. E anche se la presenza della cipolla in questa terra è attestata in epoche successive – dai Greci ai Romani, sino all’età medievale – nessuno ha mai specificato di quale tipo di cipolla si trattasse.
Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, indica la cipolla rossa come rimedio per curare diversi disturbi fisici. Una leggenda narra che un marinaio, di ritorno da viaggi lontani, ne avesse portato i semi a Parghelia località nella Costa degli Dei. Da lì, con pazienza e cura, sarebbe iniziata la storia di questo bulbo dal carattere unico. È evidente però che il mare sia stato il fil rouge e la via d’accesso della cipolla rossa di Tropea.
Usi in cucina e ricette tipiche
La cipolla rossa di Tropea è sempre stata alimento indispensabile alla sussistenza delle famiglie contadine, soprattutto in tempi di scarsità. Oggi è utilizzata per arricchire il gusto di numerose preparazioni culinarie. Grazie alla sua dolcezza, è protagonista di antipasti, insalate, hamburger gourmet, minestre, zuppe, sughi, mostarde, marmellate ideali da accostare a crostini di pane o carni e formaggi. Questo bulbo tipico calabrese è versatile anche perché le code e i bulbi sono ottimi per realizzare deliziose frittate e giardiniere sott’aceto.

L’azione di tutela del Consorzio
Il Consorzio di Tutela nasce nel 2008 per promuovere e salvaguardare la IGP Cipolla Rossa di Tropea Calabria questo prodotto dal sapore unico, che si distingue per la sua storia, l’ambiente, la coltura e la lavorazione. La conformità del prodotto è garantita da una struttura di controllo, denominata ICEA (Istituto per la Certificazione Etica Ambientale). Info: www.consorziocipollatropeaigp.com
Fonti bibliografiche:
G. Cinquegrana, Oro rosso di Calabria, Libritalia Edizioni, 2024.
P. Vita, La treccia rossa. Storia della cipolla rossa di Tropea, Pellegrini Editore, 2014.

