Nata nel XV secolo ed inserita tra i “Locali Storici d’Italia” dall’omonima associazione, l’enoteca scaligera è crocevia di cultura e grandi vini nonchè punto di riferimento per appassionati e intenditori. Custodisce 4.300 etichette, 22mila bottiglie e verticali impressionanti. Sono ben sedici gli stati rappresentati, con tutte le regioni più note e profondità di annate
«Non esiste mondo del vino fuori dalle mura della Bottega del Vino, ma solo purgatorio, tormento, inferno».
Ci prendiamo la libertà, sicuri che Shakespeare approverebbe, di modificare la celebre frase tratta da Romeo e Giulietta. Giulietta e la sua statua sono il simbolo di Verona nell’immaginario del turista mondiale, come la veronese Antica Bottega del Vino sta nell’olimpo degli amanti del vino di tutto il mondo, testimone nei secoli della cultura del buon bere.

Storia della Bottega del Vino a Verona
Riconosciuto tra i più antichi locali storici del Bel Paese dall’associazione Locali Storici d’Italia, che valorizza l’alchimia dei locali che hanno fatto la storia dello Stivale, questo leggendario patrimonio della veronesità ha le sue radici nel XV secolo. Allora si chiamava Osteria lo Scudo di Francia, poiché al piano superiore ospitava il consolato francese (e che è rimasto nel nome del vicolo dove troneggia l’insegna).
Nell’Ottocento, sotto l’Impero Austro-Ungarico diviene Osteria la Biedermeier, influenza che si legge nell’arredamento, rimasto sostanzialmente inalterato. Un particolare: il gobbo, simbolo del locale, che pende dal soffitto è tipico dell’Alta Baviera e serviva a indicare il tavolo del proprietario, mentre qui rappresenta il cantiniere, con le chiavi impugnate in una mano e nell’altra la lanterna accesa. Il nome attuale lo prende nel 1890 e da allora, dopo 132 anni, è ancora quello.
La storia della Bottega del Vino è lo specchio della storia d’Italia: ha visto passare i secoli, anche due guerre mondiali eppure è rimasta sempre lì, a dispensare vino e cibo in un’atmosfera di convivialità, fulcro della vita sociale, culturale e artistica veronese.

Le varie famiglie proprietarie nel corso dei secoli
La sua attività viene chiusa per lungo tempo solo durante la seconda guerra mondiale (venne bombardata) e per la pandemia Covid-19. Nel corso dei secoli cambiano le proprietà: nel 1890 fu la famiglia Sterzi ad acquisirla e a tramandare la gestione per generazioni. Poi, nel 1957, fu la famiglia Rizzo (proprio quella di Elia Rizzo che poi lasciò per fondare il Desco, stellato veronese) a prenderne le redini, passate poi nelle mani femminili della famiglia, Alda Grigolo e figlia. Nel 1986 Severino Barzan e Raffaello Cedro la acquisiscono (poi a Cedro negli ultimi dieci anni di gestione subentrerà Giovanni Pascucci). Nel giro di un paio d’anni la Bottega, grazie ai contatti internazionali di Barzan, cultore e uomo del vino, diventa la mecca degli appassionati di vino. Nel 2010, a causa di divergenze tra i soci, saranno undici delle tredici Famiglie Storiche (Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Venturini e Zenato) ad acquistarla e a proteggere il tempio del vino, crocevia degli intellettuali scaligeri e di tanti personaggi illustri, investendo nuove energie nell’istituzione veronese del vino.
L’atmosfera
Chiunque entri in Bottega respira la storia, il profondo legame con il sangue della terra, ma anche entusiasmo, vitalità, energia. Durante il Vinitaly la si vive in modo esponenziale, tutti vogliono esserci per vivere un’esperienza unica. D’altronde la Bottega è un hit, un must. Per capirlo basta passarci davanti (fino a tardi, nella notte) durante i giorni in cui la città è capitale del vino. Nessuno può dire di essere stato davvero al Vinitaly se non “timbra” qui: e la folla allegra, vivace ma composta che riempie il pezzo di isola pedonale e la stradina intera è un’onda continua, dal primo momento “ape” all’ultimo bicchiere della chiusura notturna.

Una cantina da record: 4.300 etichette e 22mila bottiglie
Dal 2004 ininterrottamente fino ad oggi la Bottega ottiene il Grand Award di Wine Spectator, un riconoscimento dato nel 2024 solamente ad altri 5 locali in Italia. Questo sancta santorum del vino custodisce 4.300 etichette, 22mila bottiglie, con verticali impressionanti. Sono ben sedici gli stati rappresentati, con tutte le regioni più note e profondità di annate. Una carta dei vini che è una bibbia, uno staff di 4 sommelier e un head sommelier a servire, con semplicità, pensando solo a far sentire a proprio agio il cliente.

Bottega del Vino e Vinitaly: un binomio immancabile
Alla lavagna, per la mescita che cambia giornalmente, 40 etichette più le 13 etichette dei produttori delle Famiglie, che diventano 60 (più 13) durante il Vinitaly. L’etichetta di vino più datata in carta è un Acinatico di Bertani del 1928 (ma ci sono anche gli Amaroni Bertani dal ‘59, Château Lafite-Rothschild ‘51 e tanto tanto altro).
L’Antica Bottega del Vino rappresenta il passato, ben impresso nelle sue mura e nei mobili d’epoca, ma anche il presente, fatto di amatori da tutto il globo che vengono a godersi l’ospitalità di questo luogo magico e il futuro, animato da giovani, che continuerà nel solco della profonda connessione tra cultura, vino e colorata umanità con le proprie storie di vita. Viaggiatori del mondo confluiranno sempre qui, in quest’oasi incantata, fuori dal tempo e dallo spazio, per vivere un’esperienza assolutamente unica.
Antica Bottega del Vino
Vicolo Scudo di Francia, 3 – Verona
Tel. +39 045 5118031 | bottegavini.it



