Al ristorante Vivilo di Corte Franca (BS) la toccante e operosa storia della Fondazione Alessandra Bono
Non sono certo poche, anche se difficilmente fanno parlare di sé, le cosiddette charity dinner, le cene di beneficenza che negli Stati Uniti, ad esempio, rappresentano un genere a sé, strettamente legate come sono alla mondanità e alla scalata sociale, specie da parte di chi le organizza. Nel raccontare, invece, quella che si è tenuta lo scorso 25 luglio a Corte Franca (BS) – in uno dei suoi ristoranti di punta, il Vivilo, di proprietà (insieme al resident-chef Lorenzo Tagliabue) di uno dei protagonisti della Franciacorta gastronomica, il maestro pasticcere Giovanni Cavalleri, il registro cambia completamente.

La location scelta – che meriterà e presto un nostro approfondimento – è quel palazzo Barboglio de Gaioncelli (dove si trova anche l’omonima cantina di cui s’è assaggiato, durante la serata, il Satèn) immerso tra le dolci colline dove nasce uno dei vini bandiera del made in Italy, il Franciacorta, e che grazie a un restauro sapiente, dominato da materiali quali la pietra e il legno comunica, a partire dalle sale del ristorante al primo piano sino alla terrazza panoramica esterna affacciata sui vigneti, quella piacevole sensazione di rilassatezza che è tipica di un’elegante dimora di campagna.
E dove certo la mano dello chef Lorenzo Tagliabue ha contribuito, prima, nei piatti salati – con un suo cavallo di battaglia come il Bollito di mare, ma anche con le deliziose Costine con salsa barbecue – a dialogare, poi, con i dolci (eccellenti tanto i cannoncini che il mantecato al pistacchio insieme però all’intera selezione di mignon) firmati dal pastry chef che è titolare di una delle pasticcerie più importanti e premiate d’Italia, Roberto a Erbusco (BS). E qui in un clima rilassato e senza clamori, come si addice all’operoso e schivo carattere dei suoi abitanti, è emerso il lavoro prezioso svolto dalla Fondazione Alessandra Bono Onlus cui l’intero ricavato della serata (che è ammontato a circa 6500 euro) è stato devoluto.


Nel 2021, ad esempio, è stato donato alla comunità di Corte Franca un intero plesso scolastico, costato 5 milioni di euro, che quest’anno ha accolto 174 bambini da 0 ai 6 anni. L’asilo nido e la scuola dell’infanzia nate con le caratteristiche di una struttura modello con i suoi laboratori per l’arte, la musica e gli spazi per percorsi educativi d’avanguardia, è intitolata ad Alessandra Bono, figlia di una delle famiglie eminenti della Franciacorta, scomparsa prematuramente a causa di un tumore ovarico.
E oggi nel suo ricordo l’ente filantropico istituito dai genitori di Alessandra nel 2017 è in prima linea – accanto alle iniziative a favore della comunità – a sostenere la ricerca scientifica, in particolar modo quella oncologica, con «l’obiettivo principale di sconfiggere definitivamente il tumore all’ovaio». È coltivando una speranza concreta che il dolore per l’assenza si trasforma in semi di vita nuova.



