L’evento promosso dalla Fondazione Giuseppe Olmo ha messo a confronto studiosi, esperti e istituzioni sulle nuove sfide della viticoltura e dell’enologia tra innovazione tecnologica e trasformazioni sociali.
Qualche giorno fa, la Fondazione Giuseppe Olmo ha organizzato un’importante giornata di studio dedicata al mondo vitivinicolo, intitolata “Il vino alla svolta tecno-culturale: nuove intelligenze, nuovi saperi, nuove competenze per nuovi consumatori”.
L’evento, aperto al pubblico, si è svolto presso la storica Villa La Ferdinanda di Artimino, un luogo affascinante nel comune di Carmignano, in provincia di Prato. La villa, patrimonio UNESCO, ha rappresentato lo scenario ideale per discutere le sfide contemporanee del settore vinicolo.
Un’iniziativa all’avanguardia
La giornata di studio, di rilevanza nazionale, rientra nel programma di attività della Fondazione Giuseppe Olmo, focalizzato sull’innovazione e sulla cultura del territorio. L’obiettivo era creare un momento di confronto interdisciplinare in cui esperti, professionisti del vino, ricercatori e rappresentanti istituzionali potessero discutere delle trasformazioni in atto, con un focus sulle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale e dalle nuove tecnologie applicate alla filiera vitivinicola.
L’incontro ha messo in dialogo studiosi, tecnici, comunicatori ed esponenti delle istituzioni che hanno analizzato l’evoluzione del comparto vitivinicolo da molteplici prospettive: dalla scienza all’innovazione tecnologica, dalla comunicazione alle scienze sociali.
La mattinata: innovazione scientifica e tecnologica
Il programma si è articolato in due sessioni. La prima, al mattino, ha trattato il tema “Innovazione scientifica e tecnologica in viticoltura e enologia”. Dopo il saluto istituzionale della Presidente della Fondazione, Annabella Pascale, i lavori sono stati aperti da Attilio Scienza, Professore emerito dell’Università di Milano e autorità riconosciuta a livello internazionale per la genetica della vite.
È seguito l’intervento di Luca Toninato, esperto di agricoltura di precisione, che ha approfondito il tema “Rilevazioni satellitari e gestione intelligente del vigneto”. Franco Achilli, architetto e docente di Visual Identity, ha poi proposto una riflessione originale sull’antropologia del Genius Loci vitivinicolo.
Il pomeriggio: comunicazione, marketing e nuovi consumi
Dopo la pausa pranzo, la seconda parte dell’evento è stata dedicata a “Comunicazione, marketing e nuovi scenari di consumo”. I relatori hanno trattato delle nuove dinamiche di fruizione del vino da parte dei consumatori e delle trasformazioni nella comunicazione del settore.
Alberto Mattiacci, Professore ordinario di Marketing alla Sapienza, ha analizzato il tema del branding vitivinicolo nell’era digitale. Vincenzo Russo, esperto di neuromarketing, ha illustrato il ruolo delle neuroscienze nel comportamento d’acquisto.
Gabriele Gorelli, primo italiano a ottenere il titolo di Master of Wine, ha offerto una panoramica sulle tendenze globali del gusto. Il sociologo Vanni Codeluppi ha analizzato i nuovi modelli culturali e sociali legati al consumo del vino.
A chiudere la giornata, Guido Di Fraia, docente IULM ed esperto di Intelligenza Artificiale applicata alla cultura d’impresa, con un intervento da remoto sul tema: “Intelligenza artificiale e cultura d’impresa: opportunità e sfide tra contemporaneità e futuri possibili”.
Le conclusioni sono state affidate a Vincenzo Ercolino, coordinatore della Fondazione Giuseppe Olmo e figura di riferimento nel panorama vitivinicolo italiano.



